LA VIA DELLA PERFEZIONE

7 settembre 1913

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(Alle Suore)

S. Paolo scrivendo ai fedeli di Efeso li esorta, anzi li scongiura a camminare degnamente nella vocazione, a cui furono cbiamati: obsecro vos... La stessa esortazione io rivolgo a voi, care figlie,... Voi avete ricevuto dalla bontà di Dio una vocazione tutta particolare ... ; vocazione che il Signore non diede a tante vostre compagne, forse migliori di voi ... ; vocazione invidiata da tante pure religiose...

Ma non basta averla e tenerla cara, bisogna che in essa camminiate, non stiate lì ferme a goderne la preziosità: bisogna utilizzarla, camminare nella perfezione cb'essa richiede, giacché in via perfectionis non progredi, regredi est. Es. in un torrente.

 

Camminare, e camminare in modo degno, conveniente alla stessa sublimità della vocazione; trottare sì da presto riuscire sante e presto perché è breve il tempo della vostra formazione. Non perdete tempo... da questi anni dipende...

 

S. Paolo soggiunge che camminiate con tutta umiltà, e mansuetudine e pazienza, sopportandovi l'un l'altra per carità. E queste sono le virtù che dovete esercitare vivendo in comunità; sono le virtù che rendono la casa una specie di paradiso. Essendo ogni Congregazione un corpo solo pel fine d'una stessa vocazione, deve avere un solo spírito, come l'anima nel corpo umano; dev'essere comune impegno il conservare questa unità di spirito. Ciò si otterrà col vincolo della pace, per aver la quale stabilmente sono necessarie le virtù che ho dette (V. Lett. S. Paolo).

Sia impegno di tutte...

 

 

SR. FERDINANDA GATTI

« Fratelli, io vi scongiuro di camminare nella via del Signore, di vivere in modo degno del vostro stato praticando in tutto l'umiltà, la dolcezza, la pazienza, di lavorare a conservare uno spirito, uno ecc. ». S. Paolo con le parole: vi scongiuro di camminare, ci dà il prezioso avvertimento di avanzarci nella via della perfezione perché fermarci sarebbe segno di regresso.

 

In modo degno: con questo ci vuol dire che dobbiamo corrispondere secondo lo spirito dello stato nel quale il Signore ci ha poste, che per noi è quello di Missionarie della Consolata; e se facciamo questo adempiamo all'altra raccomandazione di essere uno spirito solo in tanti corpi.

Ma per ottenere il tutto, è necessaria l'umiltà capace a tenerci nella nostra giusta bassezza, ad allontanare pensieri di vanagloria, di stima, di comando; la mansuetudine che frena la vivacità del carattere, la parola troppo pronta.

 

Ci occorre violenza, è vero, specialmente se il temperamento è pronto. Ricordiamo che a frenar la lingua il Signore ha fatto le labbra ed i denti, e se quando la frase volesse uscir troppo in fretta pensassimo che si deve aprire il cancello dei denti e la porta delle labbra, oh! come tratterremmo presto la parola!

E’, necessaria ancora la pazienza; per noi Missionarie è indispensabile. Però non deve essere una pazienza che tolleri tutto, no; s'intende, con la pratica di questa virtù, il modo di agire con gli altri usando loro carità, sia nel sopportarli come nel correggerli.

giuseppeallamano.consolata.org