LA SANTITÀ NOSTRA

4 marzo 1917

 

XII. 39

Alle Suore Ep..la odierna Rogamus vos (V. Conf. X p. 13) (1. Parte)

X. 13

L'Ap. S. Paolo nell'Epist. ai Corinti che la Chiesa ci fece leggere nella passata Domenica, esorta... Oggi in quella ai Tessalonicesi, li prega e scongiura di santificarsi, dicendo che questa è la volontà di Dio: haec est ením voluntas Dei, sanctificatio vestra. Ma non in qualsiasi modo, di una santità solo esterna, e con i mezzi diversi da quelli da lui loro insegnati; - seguendo e praticando quanto Egli loro aveva insegnato ed i precetti che loro aveva dato da parte di N.S. Gesù Cristo: scítis quae praecepta dederim vobis per Dominum Jesum.

Fermiamoci brevemente a considerare queste parole; ed applicandole a voi, io vi dico che dovete tendere alla vostra santificazione non a capriccio, osservando ciascuno ciò che gli talenta; ma seguendo le norme che vi danno le costituzioni, il regolamento e le norme dei legittimi superiori. Non tutti i mezzi sono i medesimi per tutti per giungere alla perfezione; e si sbaglierebbe chi preparandosi ad essere religioso missionario volesse seguire le regole dei Certosini o dei Sacerdoti secolari. Come di ogni Santo sta scritto: non est inventus similis illi, così ogni Istituto ha il proprio carattere, ed i mezzi proprii, per santificare i proprii alunni. Una è la santità, ma varia nella forma, e diverse le vie di giungervi. Ciò dovete, miei cari, tenere a mente quando chi non ha da Dio questa missione trova che qui dentro si insegna o si pratica diversamente da altri luoghi. Quando si ha l'approvazione dei Superiori, e primo del Papa, dobbiamo dire con San Paolo: etsi Angelus evang. vobis... anathema sit. Se volete riuscire santi missionari della Consolata formatevi e lasciatevi formare dai vostri superiori.

 

 

QUATTRO SORELLE

Bene, fate il ritiro mensile? Oggi nell'Epistola c'è un tratto della lettera di S. Paolo che dice: Fratelli, vi preghiamo e scongiuriamo per il Signore Gesù che, conforme avete imparato da noi in qual modo camminare dobbiate, e piacere a Dio ecc... Mentre questa è la volontà di Dio, la vostra santificazione...

Che bella cosa! E’ la volontà di Dio che siate sante, ma in che modo? A mio capriccio? Dice S. Paolo: Conforme avete imparato da noi. - Dunque bisogna che la santità sia secondo il precetto che vi ho dato. E S. Paolo parlava ai secolari!... Quelle missionarie che volessero farsi sante secondo le vedute loro, la sbaglierebbero... Ciascuna deve farsi santa, non a suo capriccio, a suo modo... Se volesse farsi santa come Cappuccína, Trappista, per esempio, la sbaglierebbe... Bisogna che si faccia santa come Missionaria e con i mezzi che ci son qui, con le Regole, Costituzioni, preghiere, occupazioni quotidiane ecc. che ci sono qui.

 

Guai a quella creatura che non trova il suo ambiente nella Comunità in cui si trova!... Chi cercasse altro, è segno che non ha vocazione per rimanere qui. Se una volesse due ore di meditazione al giorno invece di mezz'ora, non si accontentasse delle ore destinate alla preghiera, delle direzioni che si danno, sbaglierebbe. Possono trovarsi casi particolari, e se fossero necessarie direzioni speciali i Superiori le darebbero, ma in via ordinaria la suora deve aver abbastanza di tutto quel che c'è nella vita di Comunità. Guai a chi vuol farsi santa a suo capriccio! Io vi lodo che non domandiate niente, e che troviate bastante quel che c'è. Parola di Dio ne avete, Messe anche, anzi adesso vi sono due preti nuovi e questo ci consola in mezzo a tante afflizioni.

 

(Parla dei soldati e, tra le altre cose, racconta come al mattino una cinquantina di alunni dell'Accademia Militare, guidati da un loro compagno sacerdote, si recarono 'alle 10 e mezzo alla Consolata ove assistettero alla S. Messa celebrata dal medesimo, ed anzi una ventina di loro fecero la S. Comunione). Alle 10 e mezzo la Comunione!... E quelle suore che, se non prendono subito qualche cosa, pare loro di morire!... Nel mondo dei sacrifici ne fanno più di noi, eccetto che non lo fanno sempre per amor di Dio. Quando ero assistente in seminario, pensando d'andar poi vice-curato e quindi dir Messa alle 11, assistevo i chierici fino alle 8 e mezzo suonate, poi andavo a dir Messa e poi a colazione alle l0 od anche più tardi; facevo così per avvezzarmi. Una volta il Direttore si accorse di ciò e mi interrogò ed io risposi: Fino alle otto faccio il mio dovere di assistere i giovani, poiché non li lascio soli a studiare, e poi ritardo per abituarmi... Noi siamo così, viene tanta appetenza, sembra che non si possa far senza di quel caffè... Un giorno o l'altro anche qui darò altri ordini... Al rifugio (era Superiore delle Giuseppine) andavano quelle ragazze tutte a suono di campanello. Un giorno dissi alla Superiora: Quelle ragazze andranno a servizio, e saranno obbligate a mangiare chissà a quale ora, bisogna quindi avvezzarle... Un giorno si andrà a pranzo un quarto d'ora prima, un altro un quarto d'ora dopo ecc. Ci vuole il disordine nell'ordine.

 

Eh! in Africa, quando ci sarà un lavoro da finire ed è mezzogiorno, oh! allora si esclamerà poi: Ah, mangiare, mangiare!!! (Ci è impossibile far capire con che espressione dice ciò) Che missionarie!

In comunità capita che ci facciamo delle necessità che non sono necessità... se occorre aspettare il pranzo anche un'ora, eh! si aspetta! Il diavolo a quell'ora par che metta tutto lì... I Trappisti dopo un paio d'ore di veglia alla notte, in Quaresima, mangiano alle quattro di sera. Quelle regole ve le leggerò, non perché le imitiate ma perché, vedendo altri più virtuosi di noi, ci edifichiamo...

 

Là, siamo andati fuori d'argomento... Dunque: volontà saltuaria no; farmi santa non a mio capriccio, non come una Cappuccina, ma come una religiosa missionaria. Altre sono chiamate ad altra perfezione e si faranno sante in altro modo, ma noi dobbiamo farci sante con i mezzi che ci dà il Signore qui, poiché il Signore si contenta di quei mezzi; e basta per noi. Nella Congregazione di S. Vincenzo de' Paoli vi era un Lazzarista che voleva andarsi a far Certosino per rimanere più raccolto e lontano da tutto. S. Vincenzo gli rispose: Qui i diavoli ti trovano occupato e là invece ti molesteranno ancor di più.

Ho conosciuto una suora che era nella vita mista, volle andare nella contemplativa, poi voleva nuovamente cambiare. Adesso è qui, stia qui; lo faccia per penitenza, le dissi. è meglio camminare con semplicità, se poi il Signore vuol tirarci su, ci tirerà Lui; dobbiamo farci gran sante nella via ordinaria. Il Signore ha ispirata questa fondazione ed ha anche ispirato le pratiche ed i mezzi per farci sante.

(Qui ci esorta a correggere i nostri difetti, ed esclama:) Perfettamente umili quando saremo?... Dopo morte, dice S. Francesco di Sales, l'amor proprio muore...

Il pane ve lo danno i superiori; anche l'insegnamento dei lavori non è casuale ... ; non è a caso il far fare questo o quello. Il Signore dirige anche nelle cose minime i superiori, e chi vuol ragionare (sul comando dei superiori) non capisce...

 

(Parla nuovamente dei neo-sacerdoti) Due sacerdoti nuovi... Due Messe di più! E sapete che cos'è la S. Messa? E’ quello che sostiene il mondo. Chi va contro la Chiesa per prima cosa toglie la S. Messa perché c'è il Signore.

S. Alfonso dice che l'Anticristo la prima cosa che cercherà di togliere sarà la S. Messa. A proposito della morte di un sacerdote, avvenuta dopo aver detta la prima Messa, il B. Avila diceva: Che conto da rendere al Signore per aver celebrata la S. Messa! A me non piace questa riflessione. E’ vero che è molto importante la celebrazíone d'una Messa, non voglio condannare il Beato, ma preferisco dire: Che piacere morire dopo aver celebrata una Messa!

Dunque siamo intesi: farvi sante, ma sante qui.

 

SR. EMILIA TEMPO

E’ volontà di Dio che ci facciamo sante, ma nel modo che Egli vuole da noi... se volessimo farci sante da trappiste, non va; sante sì, ma da missionarie...

 

Una prova che si è chiamati per questa strada è di essere contenti dei mezzi di santificazione in uso in Comunità... Vogliamo farci sante; ma che sia una volontà ferma, risoluta, continua... non a salti... Stiamo a quel che c'è in uso; se qualcuno sente bisogno di qualche cosa parli; ma teniamoci all'uso comune, contentiamoci di farci gran santi ma nella via ordinaria; se il Signore ci vorrà sollevare ad altre altezze ci penserà Lui, noi non infastidiamoci. Voi altre fate già così, son contento e vi lodo ... Se fate le pratiche di comunità e vi farete sante, ma fatele bene ... Quando saremo proprio umili? L'amor proprio muore con noi... E la carità? sembra... ma all'atto pratico! non si è capaci di vincere una ripugnanza contro una sorella... e via... Sì, acquistiamo bene queste virtù e saremo santi. Il pane non tocca a voi a tagliarlo, tocca ai superiori, ed essi ve lo danno; mi pare che non vi manchi.

giuseppeallamano.consolata.org