ALLE PARTENTI

3 maggio 1922

 

 

SR. CARMELA FORNERIS

Vi aspettate da me qualche pensiero che vi accompagni in questo lungo viaggio. Ed il pensiero mio è quello che la S:Chiesa ci dà quest’oggi. Voi sapete che la Chiesa oggi celebra con solennità il patrocinio di S:Giuseppe ed insieme la festa dell’invenzione della

 

S:Croce; e non è a caso che la vostra partenza si fa in questo giorno, ma perché portiate con voi il ricordo di queste due solennità. La vostra partenza si farà sotto il patrocinio di S:Giuseppe. Voi siete devote di questo S.Patriarca, ma dovrete poi esserlo in modo particolare perché partite sotto il suo patrocinio. Procurate dopo la devozione al S.S. Sacramento e a Maria SS., di avere una grande devozione a questo gran santo nel quale si ottengono molte grazie. Perciò mettetevi e vivete sempre sotto il suo patrocinio.

 

La festa dell’invenzione della S.Croce poi è tutta per voi. Chi può essere più devoto di una suora che riceve il crocifisso alla professione, lo riceve all’atto della partenza, e lo porta sempre con sé?

Veramente questo crocifisso è per voi come un libro, come un amico, come un’arma con cui vi difendete dai nemici spirituali. E’ un libro dove sempre leggerete, e l’avrete lì, sempre presente per non dimenticarlo mai.. E che cosa leggerete? Leggerete che N.Signore ha sofferto tanto e per chi?. Per voi, si per ciascuna di voi. Ha sofferto prima per noi, per la nostra salute, e poi per quei poveri pagani, per tutti quelli che non lo conoscono ancora. Egli desidera ardentemente che andiate a farlo conoscere a quelle anime che non hanno ancora avuto questa fortuna. Questo crocifisso, ricevuto nel giorno della S.Croce, vi ricorderà che avete lasciato tutto e vi siete offerte per far conoscere a molte anime Gesù e per applicare loro i meriti infiniti della sua passione e morte, di cui ancora non godono i privilegi.

Quindi pensando che Gesù è morto per voi, perché veramente è morto per ciascuno di noi, ricordate pure che l’essere state chiamate all’apostolato è una grazia particolare, grazia che il Signore non dà se non alle anime che sono sviscerate del suo amore. Voi sapete che N:Signore non cerca che anime e voi appunto andate a cercare queste anime per darle a Gesù.

 

Fate come S:Francesco Zaverio, che tutti i mesi leggeva una piccola vita di N.S.G.C. composta da S.Ignazio voi leggete sempre questo libro (il crocifisso) che rappresenta tutto quello che N.Signore ha sofferto per le anime. Egli aveva desiderio sete ardente di salvare le anime, quindi questo desiderio sia anche il vostro. Ma ricordatevi che se non cercate di essere sante voi, farete ben poco: fatevi sante e non risparmiate nulla per condurre le anime al Signore.

 

Poi del crocifisso ne avete bisogno anche per un altro motivo. Anche là vi saranno dei giorni neri, delle miseriucce che portiamo cn noi… e se non c’è il crocifisso che ci consoli, che ci sostenga, ah! È difficile andare avanti e farci dei merit. Questo amico l’avrete sempre con voi. Quando né avrete bisogno vi consolerà, consideratelo, baciatelo, raccomandatevi a Lui; Lui, Lui vi conforterà, vi fortificherà, sarà vostro amico..

Non sarà solo vostro amico, ma un’arma con cui attaccherete il demonio e vincerete per i meriti di Gesù Crocifisso. Il demonio ha paura della croce, scappa alla vista del crocifisso, quindi scapperà anche da voi se l’avete sempre con voi.

 

Quando vi costerà di più qualche anima ed avrete già tentati tanti mezzi e non potrete convertirla rivolgetevi a Gesù Crocifisso, ditegli che per i suoi meriti vi dia quell’anima e ve la darà.

 

Dunque i pensieri che dovete tenere a mente e praticare sono questi: che questo crocifisso, sarà un libro, un amico un’arma potente di cui vi servirete contro il demonio. Partirete dunque, andate avanti in Domino; arrivate là, salutate da parte delle sorelle e da parte mia le sorelle che già son là che lavorano, guardate di avere una certa venerazione per quelle anime che han già lavorato e fatto tanto bene; siate umili, non credete di andar là ad impor loro cose nuove, no, siate umili, non giudicate nessuno; ci vogliono degli anni prima di poter giudicare chi fa bene e chi fa male. Ci sia tra voi sempre la carità, e siate contente di essere all’ultimo posto. Questo è lo spirito con cui si comincia l’apostolato.

Poi direte che qui si prega per loro, e per ciascuna di loro; che qui tutti vogliamo loro bene, e che io mando a tutti in particolare la mia benedizione paterna.

 

Imparate a non imporvi: questo sarà il metodo che gradiranno le anziane che hanno già lavorato e che conforterà voi al vedere quello che han fatto e preparato per voi: così passerete una vita felice. Sempre uniti in un cuore ed un’anima sola, sopportatevi vicendevolmente e farete un gran bene: questo è il mio desiderio; e prego il Signore a darvi la sua benedizione.

 

giuseppeallamano.consolata.org