SETTIMANA SANTA

9 aprile 1922

 

XVI. 34

Questa settimana vien detta Maggíore dalla Chiesa Latina e da S. Giov. Gris. Grande perché in essa si ricordano i più grandi benefizi di Dio (Siniscalchi: Il Giorno Santif. p. 164). La Chiesa sebbene voglia che meditiamo tutto l'anno la Passione, come scrive S. Paolo: Passio D.N.J.Ch. sit semper in cordibus vestris; e perciò ce lo ricorda colla S. Messa quotidiana, che rinnova la S. Passione; tuttavia lo vuole più in questa Settimana Santa. Questo è un nostro dovere ed un nostro bisogno. (Vedi quad. XIII p. 39).

XIII. 39 [vedere al 24 marzo 1918]

 

 

SR. CARMELA FORNERIS

Dunque!?... dovete fare la Settimana Santa e dovete farla bene. Questa settimana si chiama santa ma dobbiamo farla santa noi, bisogna che la santifichiamo. L'altra era settimana di Passione: era già una bella settimana, ma questa è ancor più bella. La Chiesa vuole che ci concentriamo nel pensiero di quello che il Signore ha sofferto. La Settimana Santa S. Grisostomo la chiamava: la gran settimana, perché in tutto l'anno non c'è una settimana più bella di questa.

 

Bisogna proprio che ci mettiamo con tutto l'impegno a santificarla. Un autore narra una bella cosa. Se sia vera non lo so, so solo che è molto significativa. Dice che un giorno andò in Terrasanta un cavaliere il quale passò sotto degli alberi dove vi erano molti uccelli, ma non ce n'era uno che cantasse. Stupito domandò: Ma, gli uccelli qui non sono come quelli degli altri paesi? Come va che non cantano? - Gli fu risposto: Cantano sempre, solo in questa settimana non cantano; io non so, questa settimana la chiamano santa, sarà per questo che non cantano. - Il cavaliere ancor più stupito, rimase in Terra Santa fin dopo questa settimana. e gli uccelli si misero tutti a cantare.

Vedete, anche gli uccelli rispettano la settimana santa e ci dicono che bisogna essere più raccolti che negli altri tempi. Questa settimana bisogna passarla con spirito di mortificazione e di preghiera. Raccoglimento, raccoglimento! Non mai stancarsi delle funzioni. Chi trova lunghe le funzioni di Chiesa non ha spirito, neppur cristiano, altro che spirito religioso!

 

Si dice che un figlio di un re del Portogallo, di cui non ricordo il nome, nei tre ultimi giorni di questa settimana entrava in chiesa e non usciva più né giorno né notte. Chiedeva perdono al Signore e mangiava lì un pezzetto di pane.

 

In questa settimana dobbiamo infervorarci. Se in questi giorni fossimo freddi nella S. Comunione sarebbe una crudeltà verso il Signore. (Il nostro Ven.mo Padre ci dice alcune cose riguardo alla Comunione che non si può fare nel sabato santo e poi continua:) Certi non si scuotono per andare alla S. Comunione. Perché la fanno tutti i giorni non si scuotono più. La fanno con indifferenza, come fare qualunque altra cosa. Possibile? Paragonare la Comunione al pranzo?... Chi è così la lasci. Non lasciarla quando c'è un'aridità spirituale, questo no, perché lo sapete che il fervore consiste nella volontà e non nel sentimento, ma quando non c'è la volontà lasciarla stare. E’ vero che la Comunione, purché non trovi l'ostacolo del peccato mortale, fa del bene, ma mi pare che il Signore debba aver la nausea a venire nel nostro cuore quand'é così. Ma voi non farete così. Dunque, passate bene questa settimana, così starete poi molto allegre a Pasqua. Prima di tutto è nostro dovere passarla bene e poi è nostro bisogno, nostro interesse. Nostro Signore ha sofferto tanto e noi siamo lì... non dico freddi, ma... E’ così che si fa? S. Bonaventura dice così: Noi non dobbiamo stancarci, tediarci di più a pensare a ciò che ha sofferto N.S.G.C. di quanto Egli non si sia tediato a tollerarlo.

 

Dunque nostro dovere è di ricordare, di pensare almeno a quello che N. Signore ha patito. Dice S. Paolo: La Passione di N.S.G.C. Sia sempre nei nostri cuori. Dovremmo averla tutti i giorni, ma specialmente in questa settimana. I Sacerdoti quando celebrano la S. Messa sono obbligati a pensare alla Passione. S. Paolo non voleva saper altro se non Gesù e Gesù Crocifisso. Diceva pure che non si gloriava se non della Passione di Gesù Cristo.

 

Bisogna che anche noi stiamo attenti a meditare bene la Passione del Signore. Qualcuna dirà: Ma il cuore non si commuove, non sente. - Eppure, se si medita proprio bene, la Passione ci fa venire il cuore tenero. S. Francesco diceva che il Calvario è il teatro degli amanti della Passione. Baciamo bene il Crocifisso finché il Signore ci rompa il cuore. Chi non s'intenerisce sulla Passione non avrà mai una tenerezza; se c'è una cosa che ci possa toccare il cuore è la Passione. Quindi oltre ad essere nostro dovere il pensarci, dobbiamo farlo anche per intenerire il nostro cuore. Bisogna meditare bene, così il cuore viene tenero; meditando la Passione possiamo avere il pentimento dei nostri peccati, acquistare molti meriti e giungere presto alla perfezione.

Questa è una devozione delle più fondate, più solide. Dice S. Agostino che vale più una lacrima versata sulla Passione del Signore che un pellegrinaggio in Terra Santa o un digiuno a pane e acqua. Bisogna passarla bene questa settimana, ché sabato prossimo possiamo dire: Mi sono internata nelle piaghe del Signore.

 

I Santi furono tutti devotissimi della Passione; in questa devozione non c'è solo sensibilità, ma sostanza. In questa settimana prendete molto amore al Signore e poi continuate anche dopo. Ringraziate anche il Signore che avete tante funzioni.

 

SR. EMILIA TEMPO

Questa è la Settimana Santa. Bisogna che la facciamo santa noi. Bisogna che con tutto l'impegno ci mettiamo a santificarla. Questa settimana bisogna passarla con spirito di penitenza e di preghiera. Ci vuole più raccoglimento del solito. Non si devono trovar lunghe le funzioni di chiesa - chi le trova lunghe non ha spirito.

La divozione consiste nella volontà... ma quando questa volontà non c'è... Chi va alla Comunione come andare a pranzo... non vada! Ma voi non siete così... Domanderemo al Papa che vi lasci fare anche tre Comunioni al giorno... Diremo: quelle suore son così affamate...

 

N. Signore ha sofferto tanto questa settimana... e noi siam così fredde... Ma è così che si fa?...

S. Bonaventura dice che il Signore sta in noi, non più col corpo, perché le S. Specie si consumano, ma può rimanere con l'aníma e non solo spiritualmente. Dunque, nostro dovere è di almeno pensare quel che N. Signore ha patito.

 

S. Paolo dice: La Passione di Gesù sia sempre nei nostri cuori. Non mi venga mai in testa di gloriarmi d'altro che della Passione di N. Signore.

La meditazione della Passione del Signore ci fa venire il cuore tenero: i santi la chiamavano il teatro degli amanti. Chi non si intenerisce sulla Passione del Signore non avrà mai il cuore tenero. Quando sentite un po' di nausea (nella pietà), se non si sente niente (nella preghiera), si prende il crocifisso, si bacia, finché il Signore ci muove, ci fa teneri ... Siamo insensibili... Può essere la poca salute, ma... teniamoci vivi ...

La Passione del Signore ci fa far penitenza. Per raggiungere in fretta la perfezione e che sia soda, meditiamo la Passione del Signore. Dunque, sia per dovere, sia per interesse, bisogna che passiamo di lì. Lì non c'è sbaglio, non solo sensibilità.

Perché voi portate il crocifisso? Per ricordare la Passione del Signore. Dopo l'Eucaristia c'è la Passione del Signore.

Dunque fate così: questa settimana prendete molto amore alla Passione di N. Signore; e poi seguitate.

 

 

 

giuseppeallamano.consolata.org