Preghiera
NOVENA DI NATALE CON L'ALLAMANO PDF Stampa E-mail
Scritto da Postulazione Generale, IMC   
Venerdì 02 Dicembre 2011 08:54

NOVENA DEL SANTO NATALE

CON IL PADRE FONDATORE

ALL'INIZIO DELL'ISTITUTO

 

Le pagine che seguono, a cura della Postulazione Generale IMC, contengono riflessioni e suggerimenti che l'Allamano offriva ai suoi giovani, missionari e missionarie, per aiutarli a vivere bene la “Novena” come preparazione immediata alla solennità del Natale.

Con inizio dal 16 dicembre, ogni giorno fino al 24, l'Allamano aveva qualcosa da suggerire. Alcuni pensieri sono nuovi, altri sono insistenze o ripetizioni. Nella sostanza i suoi suggerimenti sono sempre di incoraggiamento, perché vuole che i suoi figli e figlie siano felici ed entusiasti, in vista del Natale.

Questi pensieri, raccolti per la novena del 2011 ma utili per ogni novena del Natale, possono essere esposti sulla bacheca della comunità per creare un clima “allamaniano”, oppure venire letti durante la celebrazione vespertina dell'Ufficio delle Ore, al quale premettere il canto o la lettura delle Antifone Maggiori.

 

PRIMO GIORNO

Venerdì' 16 dicembre 2011

«L'Avvento è la novena più lunga. Guardate come la Chiesa comincia subito a pregare il Signore che venga: “Veni, Domine, excita Domine, potentiam tuam et veni...” [Vieni, Signore, mostra la tua potenza e vieni]; espressioni che sono per preparare il nostro cuore alla venuta di Nostro Signore nel nostro cuore».(Conf., II, 123).

«13 dicembre 1908 - Domenica 3 Avvento - Siamo [vicini] alla Novena di Natale e bisogna che ci prepariamo più prossimamente; a questo serve l'Epistola di oggi: “Gaudete in Domino semper, iterum dico gaudete; modestia vestra nota sit omnibus hominibus, Dominus enim prope est” [“Fratelli, siate sempre lieti nel Signore, ve lo ripeto: siete lieti. La vostra amabilità sia nota a tutti. Il Signore è vicino!”]. Godete pure, godete, state allegri, ma nel Signore. E perché soggiunge: “modestia vestra ecc”? Per dire ai Filippesi (4,4-5): rallegratevi sì, ma con moderazione; sempre secondo la santa modestia. Sì, apprezziamo questa bella virtù, quantunque certa gente non se ne curi. […].

E quali sono i mezzi per acquistare questa bella virtù? Sono due: il primo ce lo dà S. Paolo nelle parole: “Dominus prope est” - Il Signore è vicino, Dio mi vede... Bisogna assuefarci all'idea della presenza di Dio. […]. Il secondo è, come dice il nostro Venerabile [Cafasso] nella sua predica: “lavorare, darsi attorno”. Certo bisogna star ben attenti, oh sì, costa, oh sì! Ma è necessario.

Sì, desidero proprio che abbiate un grande amore a questa bella virtù, e servirà a prepararvi alla venuta del Signore, il quale, diciamo anche noi con la S. Chiesa, prope est... è vicino a venire» (Conf. IMC, I, 280-282).

 

SECONDO GIORNO

Sabato 17 dicembre 2011

«15 dicembre 1912 - Domani incomincia [la novena di Natale] ... La S. Chiesa già da due settimane ci va esortando... Regem venturum... Oggi poi per più scuoterci: Prope est jam Dominus [Il Signore è vicino]... - Si commemora in questa solennità la nascita di Nostro Signore di duemila anni fa, e la nascita spirituale in noi. A questo secondo intento sono dirette le parole della Chiesa. Per ben prepararsi a ricevere Gesù e le Sue grazie: 1) non peccati neppur piccoli deliberati: montes et colles. [i monti e i colli saranno abbassati] - 2) raccoglimento, fedeltà agli inviti della grazia di Dio, ed aspirazioni: Veni Domine [vieni Signore]. Gesù vuol essere desiderato, e verrà nelle nostre anime a proporzione dei nostri desideri...» (Conf. IMC, I, 474; cf. II, 123).

«A tal fine [la Chiesa] ci fa dire: excita... veni Domine... Utinam...[Vieni, Signore, scendi]. Facciamo nostri questi sospiri, ripetiamoli sovente nel giorno; Gesù verrà in noi con maggiori grazie a secondo del nostro desiderio. Ma non basta pregare per ben prepararci al Natale; è pure necessario avere spirito di penitenza e di mortificazione. […]. Non pretendo da voi le grandi penitenze dei Santi.[...]. Voi dovete fare piccoli sacrifici, ma quotidiani, continui per acquistare l'abito della mortificazione, sicché a suo tempo siate poi capaci di sacrifici grandi ed anche eroici, come esige la natura della vita apostolica» (Conf. IMC, I, 354-355).

 

TERZO GIORNO

Domenica 18 dicembre 2011

«15 Dicembre 1914. Domani comincia la novena del S. Natale; del Bambino... Nei paesi, oh come si fa bene questa novena. La novena del Bambino. E la Chiesa che prima diceva: Regem venturum Dominum venite adoremus; da domenica in qua dice: Prope est jam Dominus [il Signore è già vicino], venite adoremus. E già lì vicino alle porte del vostro cuore. Vedete la Chiesa come desidera che ravviviamo il nostro amore verso Gesù Bambino. […].

E per prepararci che cosa vuole la Chiesa da noi? Il Signore vuole amore. Il Padre eterno ce lo ha mandato per amore. Sic, sic, Deus dilexit mundum ut Filium suum Unigenitum daret [Così Dio ha amato il mondo, da dare il suo Figlio]. Nostro Signore poi, il Santo Bambino, è venuto per amore. “Propter nos homines et propter nostram salutem” [Per noi uomini e per la nostra salvezza]. […]. S. Agostino dice: Sic nasci voluit, qui amari voluit [Volle nascere per essere amato]. E S. Francesco di Assisi vero devoto del Bambino Gesù andava esclamando: Amemus puerum de Betlehem! [Amiamo il Bambino di Betlemme], Amemus puerum de Betlehem! a tutti quelli che incontrava. […]. Dunque, il Paradiso vuole che l'amiamo; la Chiesa vuole che l'amiamo; i Santi dicono che Egli viene per amore; e noi siamo freddi come il ghiaccio? No! Scuotiamoci! Tutti; vogliamo bene al Bambino, per essere da Lui amati. […]. Se desiderate molto Egli verrà con molta grazia.

Questa novena è d'amore; e si manifesta nel desiderio di riceverlo. Nella notte del Santo Natale sarete contenti di esservi preparati. Egli desidera di essere desiderato. Fate così e sarete contenti di esservi preparati bene» (Conf. IMC, II, 141-142).

 

QUARTO GIORNO

Lunedì 19 dicembre 2011

«15 dicembre 1914 - Che faremo per prepararci in questa Novena alla venuta spirituale di Gesù nel nostro cuore? Ameremo Gesù Bambino; e come? Con tanti sospiri del cuore, non solo cantando ogni sera le belle profezie, ma ripetendole anche lungo il giorno, come giaculatorie e comunioni spirituali; e ciò nello studio, in ricreazione e dovunque. Così ci prepareremo alla Festa. E chi non sente in sé questo amore, lo chiami a Gesù stesso per intercessione della SS. Vergine, che tutta divampava di amore nell'aspettazione del suo Gesù» (Conf. IMC, II, 140).

«Interponete la Madonna. Essa è la Madre del Bell'Amore. La Madonna ci dia la grazia di amar Nostro signore» (Conf. SMC, II, 457).

«Nella disposizione ammirabile di Dio tutte le grazie passano per Maria; è come un canale, è la dispensiera delle grazie; ed un'anima che voglia prenderle (le grazie) indipendentemente da Lei, non le prende. “Omnia nos habere disposuisti [Hai voluto che tutto avessimo per mezzo suo]”. La Madonna, in Dio, con Dio, può tutto» (Conf. SMC, I, 347; II, 598).

«Non vi è Santo che non sia stato devoto della Madonna. Forse i Santi antichi l'avranno onorata meno? No, la più bella omelia di S. Gerolamo è quella sulla Madonna. Io non avrei pensato che quel santone piuttosto rustico fosse tutto tenerezza nel parlare della Madonna. Bisogna essere devoti della Madonna se vogliamo andare avanti nella perfezione» (Conf. SMC, I, 348).

«Il Ven. Cafasso una volta lasciò una commissione ad un condannato affinché la portasse subito alla Madonna: Ma non andrò prima da Nostro Signore?, soggiunse il barabba. No, passerete prima dalla Madonna, rispose il Venerabile. Vedete, è la Madonna la commissioniera» (Conf. SMC, I, 426).

 

QUINTO GIORNO

Martedì 20 dicembre 2011

 «15 dicembre 1915 - Domani sapete che si dà principio alla novena del S. Natale. È una cara novena che quando eravate ancora piccolini la facevate già. C'è il presepio, il Bambino, è cara a tutti. Noi la faremo anche [per] quel che potremo, abbiamo già passata l'Immacolata con l'ottava ed ora siamo già alla Novena di Natale. Con queste feste si termina l'anno. […]. Quei che erano in principio di quest'anno si ricordano che avevo dato loro una virtù da praticare, come pure avevo dato loro un protettore, S. Carlo, e una virtù con cui imitarlo. “Marchina, sai dirmi quel era la virtù che vi avevo dato?”. - L'umiltà - Bravo, l'umiltà. Ecco, sapete che S. Carlo l'aveva preso come suo stemma. Per questo io ve l'ho proposta dandovi S. Carlo come protettore, perché l'imitiate nell'umiltà. […].

Dunque in questa novena imiterete Nostro Signore nell'umiltà. E guardate un po': dopo che Nostro Signore è nato povero e umile che è successo? L'Eterno Padre gli ha dato un nome “quod est super omne nomen”, sopra tutti gli altri nomi. “Qui se humiliat exaltabirur” [Chi si umilia sarà esaltato]. Ricordatelo in questa novena. “Parvulus Dominus et amabilis nimis” [Il Signore (è) un Bambino molto amabile], diceva un Santo. Domandiamo, perciò, a Nostro Signore di essere umili, togliamo la radice della superbia dal nostro cuore. […]. Se farete bene questa novena, il Signore vi concederà molte grazie, perché Egli guarda in modo speciale gli umili, “humilibus autem dat gratiam” [dà la grazia agli umili]» (Conf. IMC, II, 444-446).

 

SESTO GIORNO

Mercoledì 21 dicembre 2011

«16 dicembre 1917. Incomincia la novena del S. Natale... eh! avete già tante cose dette su questo che potete dire: “Quel buon vecchio, anche vada in Paradiso, di cose ce n'ha dette!”. - Il teologo Murialdo, degli Artigianelli, sul punto di morte veniva pregato che dicesse qualche cosa alla Comunità; egli rispose: Ma avete già le regole! ed è morto senza dir niente. […].

Che bella novena quella del Bambino! Bisogna farla con semplicità. Nel presepio si vede l'umiltà e la semplicità che si deve prendere, e se uno non gode di questa festa, è segno che è ben superbo. Se il Signore si è fatto piccolo, perché non dobbiamo noi farci piccoli? S. Agostino dice: Il Signore ha voluto nascere così piccolo per farsi amare: “Sic nasci voluit, amari voluit”. Chi non ama il Bambino? In questa festa non deve entrare la testa, ma tutto il cuore. “Regem. venturum Dominum, venite adoremus [Venite, adoriamo il re che sta per venire]”.

[…]. Dunque preparare la via con opere buone: semplicità, umiltà, sacrifici...; di quelli che non portano danno alla salute fatene tanti. Fate questa novena di propiziazione per ottenere la pace.

[…] La terza domenica [d'Avvento] la Chiesa non dice più di venire ad adorare il Re che sta per venire, ma di venirlo ad adorare che è già lì alle porte: “Prope est jam Dominus, venite adoremus” [È vicino ormai il Signore, venite adoriamolo]. Quindi non fare come le vergini stolte che non sono state attente rimasero chiuse fuori» (Conf. SMC, II, 197, 200).

 

SETTIMO GIORNO

Giovedì 22 dicembre 2011

«15 dicembre 1918. Vi preparate a far la Novena del S. Natale? Questa è la novena del cuore. Chi ha cuore deve farla bene. S. Bernardo diceva: Parvulus Dominus et amabílis nimis [Signore (è) un Pargolo molto amabile].

È piccolino, ma tanto più amabile. Il Signore è già vicino. L'avete mai visto il Bambinello che batte alla porta? Batte forte, ma se non gli si apre scappa via...

Bisogna domandargli spirito di semplicità. Ah! il carattere doppio è una gran brutta cosa! Semplicità nell'ubbidienza; semplicità di testa ci vuole. […].

Dunque desiderare di riceverlo il Bambino, con tutte le sue grazie. Egli viene con le mani piene e le dà secondo la nostra preparazione. Quindi in questo tempo, in questa novena, dire: “Veni, Domine”, Vieni Signore, non tardare! Al P. Anglesio, quand'era moribondo, il confessore suggeriva sempre: “Veni Jesu, veni Jesu [vieni Gesù]”, ed il Padre aggiungeva: Non tardare, fà presto!» (Conf. SMC, II, 440-441.445).

«Dobbiamo voler bene al Bambino. Dobbiamo voler bene, sì, a Gesù Crocifisso, ma anche tanto al Bambino. […]. Il primo mezzo per ottenere di veramente amarlo è di pregare Nostro Signore che ci dia questo amore. S. Agostino diceva sempre: Che io ti ami, o Signore; “Domine ut amem Te”. Domandateglielo questo amore. Lui è contento» (Conf. SMC, II, 456-457).

 

OTTAVO GIORNO

Venerdì 23 dicembre 2011

«17 dicembre 1922- Questa è la novena del cuore (quella di Natale)… un bambino si fa mangiare… chi non la sente questa festa, o che non ha cuore, o che è un superbo. Amiamo il Bambino di Betlem, andava esclamando S. Francesco d’Assisi.

Pazienza nel mondo che ci sia un po’ di freddezza, ma nelle comunità religiose ci vuol fervore in tutte le novene, massime in questa. Bisogna farla bene e per farla bene ci vuol spirito di fede. Uno può credere, aver la fede, ma non vivere di fede. Colui che sta tutto il giorno senza mandare un pensiero al Signore, senza niente, non ha lo spirito di fede. I nostri pensieri siano di fede, le nostre parole e azioni siano informate, spinte per motivo di fede. “Quid hoc ad aeternitatem?” [a che serve questo per l'eternità?]. […].

Esercitatevi in questa novena a vivere di fede. “Colui che è gisto vive di fede”. Le cose anche più indifferenti, più piccole che si fanno per obbedienza, acquistano tanta importanza. [...]. Vi troverete in Paradiso senza aver fatto tanti miracoli, ma avrete fatto tutto per il Signore […].

Dunque, in questa novena praticate lo spirito di fede; e soprattutto chinate la testa. Non crediamo di umiliarci per riconoscere il Bambino. S. Bernardo diceva: “Nostro Signore si è fatto piccolo per essere molto amato: Parvulis Dominus et amabilis nimis...”. Desiderate molto che venga a nascere spiritualmente nelle anime vostre ed anche nella comunità; che venga a portarvi tutte le sue grazie. Il Signore ci darà grazie secondo il desiderio maggiore o minore che abbiamo» (Conf. SMC, III, 491-493).

 

NONO GIORNO

Sabato 24 dicembre 2011

«23 Dicembre 1920 - «(Per gli auguri di Natale). Vi ringrazio di tutti gli auguri: ma una parola non la voglio... voglio che si cancelli quello che il buon Coad. Carlino ha detto per umiltà, rappresentando quelli d'Africa, che siete figli ingrati... questa parola non va... noi abbiamo mai ricevuto nessuna ingratitudine da voi... abbiamo solo sempre ricevuto consolazioni... qualche sbaglio è naturale ... ma c'è sempre stato quella buona volontà ... ci avete sempre consolati... Noi siamo sempre stati contenti di voi, e anche adesso passate le feste contenti...» (Conf. IMC, III, 505).

«Stamattina sono arrivate le lettere dall'Africa; non ho ancora avuto tempo di aprirle, penso però che saranno tutte di augurio ed io quegli auguri li godo già benché non li abbia ancor letti. Io non aspetto altro augurio che la vostra santificazione, proprio apostolica. Non lasciatevi andar giù, ma procurate di acquistare tutti gli abiti delle sode virtù. Come S. Paolo che diceva: “non vestra sed vos”, io non cerco altre cose che voi, per santificarvi» (Conf. SMC, I, 261).

«Io canterò la S. Messa nella notte del S. Natale; tutti han voglia di quello, ma non me la lascio prendere; sono furbo... Anche che non sia qui con voi, vi sarò presente in spirito... In queste feste bisogna far tante carezze a Gesù Bambino, facendole consistere in piccoli sacrifici. […]. Tutte le volte che andate a vederlo vi dà la benedizione... Così passando bene queste feste, termineremo bene l'anno...» (Conf. SMC, III, 350).


Ultimo aggiornamento Venerdì 02 Dicembre 2011 09:06
 
VIA CRUCIS CON IL BEATO G. ALLAMANO PDF Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe Allamano   
Lunedì 14 Febbraio 2011 10:01

Si propone di rivivere la Passione del Signore con gli stessi pensieri suggeriti dal Padre Fondatore.


ViaCrucis_12

 

Nel nome del Padre che ci ha creati e

del Figlio che ci ha redenti e

dello Spirito Santo che ci ha santificati,

uniti al mistero della Croce ripresentato

nel santo sacrificio eucaristico, riviviamo

la passione, morte e risurrezione

del N. S. Gesù Cristo ed acclamiamo:

Mistero della fede”: “Tu ci hai redenti con la

tua Croce , salvaci o Salvatore del mondo”.

 

 



I/Stazione - IL CENACOLO – era nott

*Gesù sapendo che era giunta la sua
ora di passare al Padre, avendo amato i suoi
discepoli, li amò sino alla fine (Gv.13,1).
Quando fu l'ora si mise a tavola.
(Mt. 26,20).

ADORAMUS TE CHRISTE .ET BENEDICIMUS TIBI

"Dobbiamo andare a fondo nel meditare i
dolori di Cristo Sofferente. Da questo verrà il
desiderio di soffrire per Lui. Fino a che non
siamo ben penetrati dalla passione di Gesù non
saremo generosi nello spirito di sacrificio"
(VS 581/584).

SIGNORE, mandato dal Padre a salvare
i contriti di cuore, ABBI PIETÀ DI NOI

CRISTO, che sei venuto a chiamare i
peccatori, ABBI PIETÀ DI NOI

SIGNORE, che intercedi per noi presso
il Padre, ABBI PIETÀ DI NOI


O QUAM TRISTIS ET AFFLICTA
FUIT ILLA BENEDICTA
MATER UNIGENITI.

 

 

 

II/ Stazione - L'ORTO DEGLI ULIVI – erano le due


*E dopo aver cantato l'inno, uscirono
verso il monte degli ulivi (Mc.14,26).

ADORAMUS TE CHRISTE ET BENEDICIMUS TIBI

"Il pensiero della Passione ci invita
ad una tristezza santa e buona. La tristezza
dei nostri peccati, la tristezza per le nostre
imperfezioni".(VS 580-585, ad sensum)

SIGNORE, che hai confortato il Tuo
Unigenito nella tribolazione e lo hai liberato
dalle angosce della morte, conforta anche noi
nella infermità, nella solitudine, nella tristezza (Ps. 6).

QUAE MOEREBAT ET DOLEBAT
PIA MATER DUM VIDEBAT
NATI POENAS INCLITI.

 

 

 

III/stazione - IL SINEDRIO – erano le sei


*Dopo averlo preso, lo condussero
nella casa del sommo sacerdote (Lc. 22,54).

ADORAMUS TE CHRISTE ET BENEDICIMUS TIBI

"Se ci sono persone che devono pensare
alla Passione, sono proprio i missionari. Per
voi questa deve essere una devozione principale"
(VS 583).

SIGNORE, che a Pietro pentito hai offerto
il perdono, ABBI PIETA’ DI NOI

CRISTO, che al buon ladrone hai promesso
il Paradiso, ABBI PIETA’ DI NOI

SIGNORE, che accogli ogni uomo che si
affida alla tua misericordia, ABBI PIETA’ DI NOI

QUIS EST HOMO QUI NON FLERET
MATREM CHRISTI SI VIDERET
IN TANTO SUPPLICIO?

 

 

 

IV/stazione - PRETORIO – erano le nove


*Allora condussero Gesù dalla casa di
Caifa nel pretorio (Gv. 18,28).

ADORAMUS TE CHRISTE ET BENEDICIMUS TIBI

"Gli indigeni delle nostre missioni
amano tanto la Via Crucis, fissano volentieri
lo sguardo sui quadri della Passione, sentono
compassione per Lui"
(VS 544).

O SIGNORE nostro Dio, che hai protetto
il Tuo Figlio dall'adunanza dei malvagi, a
quelli che soffrono ingiustizie, concedi di
trovare in Te rifugio e difesa. KYRIE ELEISON
(Ps. 63).

QUIS NON POSSET CONTRISTARI
CHRISTI MATREM CONTEMPLARI
DOLENTEM CUM FILIO?

 

 

 

V/ stazione - IL PALAZZO DI ERODE


*E Pilato lo mandò da Erode (Lc. 23,6).

ADORAMUS TE CHRISTE ET BENEDICIMUS TIBI

"Sì, sfoghiamo i nostri affetti sui
dolori sofferti da Nostro Signore . Così faceva
S. Paolo il quale diceva: Lungi da me il gloriarmi
d'altro che della Croce"
(VS 583).

SIGNORE, mandato dal Padre a cercare
chi era perduto, ABBI PIETA’ DI NOI

CRISTO, che sei venuto per dare la vita
in riscatto di tutti, ABBI PIETA’ DI NOI

SIGNORE, che mosso dallo Spirito Santo
ti sei dato tutto per noi , ABBI PIETA’ DI NOI

SANCTA MATER ISTUD AGAS
CRUCIFIXI FIGE PLAGAS
CORDI MEO VALIDE.

 

 

 

VI/stazione - LITOSTRATO – erano le dieci

*Allora Erode, lo insultò, lo schernì e lo rimandò da Pilato (Lc. 23,11).

ADORAMUS TE CHRISTE ET BENEDICIMUS TIBI

"Uniamo i nostri dolori e le nostre
sofferenze ai dolori di Gesù. O Gesù che tanto
patisti per santificare ogni nostro dolore
accetta ciò che soffro e rendi dolce il mio
patire"
(VS 583).

SIGNORE, che nella passione, hai voluto
essere straziato dall'odio dei crocifissori e
dall'abbandono dei tuoi discepoli, aiutaci a
non abbandonarti nelle difficoltà spirituali e
fisiche (Ps. 141).

PRO PECCATIS SUAE GENTIS
VIDIT JESUM IN TORMENTIS
ET FLAGELLIS SUBDITUM.

 

 

 

VII/stazione - VIA DOLOROSA – erano le 12


*Dopo averlo schernito, lo spogliarono
della porpora e lo condussero fuori (Mc.15,20).

ADORAMUS TE CHRISTE ET BENEDICIMUS TIBI

"Facciamo bene la meditazione sulla
passione. Domandiamoci: Chi patisce?
Chi lo fa patire? Per chi patisce?
Per qual fine patisce? In che modo patisce?"
(VS 584).

SIGNORE, che non sei venuto a
condannare ma a perdonare, KYRIE ELEISON

CRISTO, che accogli ogni peccatore
pentito, CHRISTE ELEISON

SIGNORE, che perdoni molto a chi ama
molto, KYRIE ELEISON

TUI NATI VULNERATI
TAM DIGNATI PRO ME PATI
POENAS MECUM DIVIDE.

 

 

 

VIII/stazione - LA MADRE

 ViaCrucis_4

*E Simeone, pieno di Spirito Santo,
disse: “anche a te una spada trafiggerà l'anima”
(Lc. 2,35).

ADORAMUS TE CHRISTE ET BENEDICIMUS TIBI

"Il compatire la Madre nei suoi grandi
dolori è proprio di un cuore delicato. E la
Madre non può che gradire tale omaggio"
(VS 720).

DIO onnipotente e misericordioso, che
mediante la passione e la risurrezione ci hai
liberati dalla morte e dall'angoscia, liberaci,
nel pellegrinaggio presente, dalla
caduta (Ps. 113).

CUIUS ANIMAM GEMENTEM
CONTRISTATAM ET DOLENTEM
PERTRANSIVIT GLADIUS.

 

 

 

IX/stazione - SIMONE


*Mentre lo conducevano via, presero un
certo Simone e gli misero addosso la croce da
portare dietro a Gesù (Lc. 23,26).

ADORAMUS TE CHRISTE ET BENEDICIMUS TIBI

"Egli non ha lasciato la Croce a metà
strada; è caduto ma si è rialzato e ha
continuato fino alla fine. La Passione vi sosterrà
nelle fatiche e nelle pene"
(VS 585).
SIGNORE, che comandi di perdonarci,
ABBI PIETA’ DI NOI

CRISTO, che in croce hai chiesto al
Padre perdono per i peccatori, ABBI PIETA’ DI NOI

SIGNORE, che affidi alla Chiesa il
ministero del perdono, ABBI PIETA’ DI NOI

FAC ME TECUM PIE FLERE
CRUCIFIXO CONDOLERE
DONEC EGO VIXERO.

 

 

 

X/stazione - LE DONNE

*Lo seguiva una gran folla di popolo e
di donne che facevano lamenti (Lc. 23,27).

ADORAMUS TE CHRISTE ET BENEDICIMUS TIBI

"Il Signore non si aspetta sentimenti e
lagrime, ma un cuore afflitto ed umiliato, un
cuore che per Lui faccia qualche sacrificio.
Ricordate questo quando andrete a baciarlo"
(VS 586).

DIO, che per darci la salvezza hai
scelto la croce, concedici di contemplare le
ferite del tuo Figlio e di prender forza dalla sua
sofferenza (Ps. 68)

EJA MATER FONS AMORIS
ME SENTIRE VIM DOLORIS
FAC UT TECUM LUGEAM.

 

 

 

XI/stazione - IL CALVARIO


*Essi allora presero Gesù ed Egli,
portando la Croce, si avviò verso il luogo del
Cranio, detto Golgota (Gv.19,17).

ADORAMUS TE CHRISTE ET BENEDICIMUS TIBI

La meditazione della Passione vi farà
comprendere il suo “sitio” e vi accenderà di zelo
per la salvezza delle anime. Diceva S. Francesco:
"il Calvario è il teatro degli amanti".
(VS 584/254).

SIGNORE, che fai passare dalla morte
alla vita, KYRIE ELEISON

CRISTO, che hai voluto essere innalzato
da terra per attirarci a TE, CHRISTE ELEISON

SIGNORE, che ci sottoponi al giudizio
della tua croce, KYRIE ELEISON

JUXTA CRUCEM TECUM STARE
ET ME TIBI SOCIARE
IN PLANCTU DESIDERO.

 

 

 

XII/stazione - LA CROCE – erano le dodici


*Quando giunsero al luogo detto Cranio,
là crocifissero Lui e i due malfattori
(Lc. 23,33).

ADORAMUS TE CHRISTE ET BENEDICIMUS TIBI

"S. Filippo Benizi in punto di morte
chiese il suo libro e questo era il crocifisso.
Siamo devoti del S. Crocifisso: nelle camere,
sulla persona; rivolgiamogli frequenti atti di
amore e di fede"
(VS 584).

SIGNORE, che hai voluto essere coperto
dalle tenebre della morte, rimani con noi per
aiutarci nel nostro cammino (Ps. 87).

STABAT MATER DOLOROSA
JUXTA CRUCEM LACRIMOSA
DUM PENDEBAT FILIUS.

 

 

 

XIII/stazione - IL SEPOLCRO – erano le 15

 

ViaCrucis_14

 

*Giuseppe, preso il corpo di Gesù, lo
depose nella sua tomba vuota (Mt. 27,60).

ADORAMUS TE CHRISTE ET BENEDICIMUS TIBI

"Ci saranno le visite al S. Sepolcro.
Come fa piacere visitare N.S.! Voi farete
compagnia a Gesù tutto il giorno e tutta la
notte. Sono contento che desideriate questo"
(VS 586).

SIGNORE, Figlio primogenito del Padre,
che nascendo da Maria ti sei fatto nostro
fratello, ABBI PIETA’ DI NOI

CRISTO, Figlio dell'uomo, che conosci e
comprendi la nostra debolezza, ABBI PIETA’ DI NOI

SIGNORE, che fai di noi una sola
famiglia con il tuo Spirito, ABBI PIETA’ DI NOI

VIDIT SUUM DULCEM NATUM
MORIENDO DESOLATUM
DUM EMISIT SPIRITUM.

 

 

 

XIV/stazione - LA RISURREZIONE – l’alba


*E' risorto, non è qui: ecco il luogo
dove l'avevano deposto... Vi precederà (Mc. 16,6).

ADORAMUS TE CHRISTE ET BENEDICIMUS TIBI

"Voi risorgerete con Lui. Risorgerete
ad una vita santa, veramente religiosa. Ma
bisogna prima morire a noi stessi"
(VS 587).

O SIGNORE, che nei tuoi disegni di
amore hai offerto al Figlio un calice amarissimo
ma non lo hai lasciato alla corruzione,
concedi anche a noi la gioia della risurrezione
e della felicità eterna (Ps. 15).

QUANDO CORPUS MORIETUR
FAC UT ANIMAE DONETUR
PARADISI GLORIA. AMEN.


Il Padre Fondatore esortava.
“Chi non sente il particolare ricordo che la Chiesa fa
della Passione di Gesù o è senza cuore
o è senza testa” (VS 587)

Ultimo aggiornamento Lunedì 14 Febbraio 2011 10:21
 
NOVENA KWA MWENYE HERI YOSEFU ALLAMANO PDF Stampa E-mail
Scritto da Postulazione Generale, IMC   
Martedì 08 Febbraio 2011 08:57

KISWAILI

 

Novena:

Siku ya kwanza

 

TWATEGEMEA SANA

WEMA WA MUNGU

 

"Ombeni, nanyi mtapewa; tafuteni,

nanyi mtaona; bisheni, nanyi mtafunguliwa;

kwa maana kila aombaye

hupokea, naye atafutaye huona, naye

abishaye atafunguliwa" (Mt 7:7-8).

 

Baba mwema, Mwenye Heri Yosefu

Allamano alionja maishani mwake upendo

wako wenye huruma na anatuhimiza

kusali kwa imani kubwa, bila kuwa na "hofu ya

kutopata tunaloomba", kwani wewe "yote

huwajalia wanaokuamini". Kwa tumaini

kubwa na moyo wa ki-mwana, tunaukimbilia

wema wako wa kibaba na, kwa

maombezi ya Mtumishi wako mwaminifu,

tunakuomba neema ya...

Kama wana Kanisa, tunakuomba upeleke watenda

kazi wengi katika shamba lako, ili

kueneza Neno la wokovu hadi miisho ya

dunia (rej. Mdo 1:8). Kwa Kristo Bwana

wetu. Amina.

 

Baba yetu,…

Salamu Maria,…

Atukuzwe,…

Bikira Maria Consolata, utuombee.

 

 

 

Siku ya pili

 

TUMWAMINI MUNGU

APENDAYE KUTUSAIDIA

 

"Nanyi mkiwa katika kusali, msipayukepayuke,

kama watu wa mataifa;

maana wao hudhani ya kuwa

watasikiwa kwa sababu ya maneno

yao kuwa mengi. Maana Baba yenu

anajua mnayohitaji kabla ninyi hamjamwomba" (Mt 6:7-8).

 

Baba yetu, Mwenyeheri Yosefu Allamano

alielewa vizuri juhudi zako kwa wanao

wote, hasa wenye shida, na anatuhakikishia

"kuwa yeyote akuaminiye hatafadhaika kamwe" kwani

"wewe huweza, hujua na hupenda kutusaidia."

Maneno haya yanatutia moyo na

kutuwezesha kukuomba kwa imani kubwa

katika wema wako usio na mwisho.

Kwa maombezi ya Mtumishi wako mwaminifu,

tunakuomba neema ya...

Pamoja na wote wakuaminio, tunakuomba

sana ueneze Ufalme wako wa upendo

na amani ulimwenguni kote (rej. Mt

24:14). Kwa Kristo Bwana wetu. Amina.

 

Baba yetu,…

Salamu Maria,…

Atukuzwe….

Bikira Maria Consolata, utuombee.

 

 

 

 

Siku ya tatu


MATUMAINI KATIKA

MAJALIWA YA BABA

 

" Waangalieni ndege wa angani, ya

kwamba hawapandi, wala hawavuni,

wala hawakusanyi ghalani; na Baba

yenu wa mbinguni huwalisha hao.

Ninyí je, si bora kupita hao?" (Mt

6:26).

 

Baba Mjaliwa, Mwenye Heri Yosefu

Allamano alipata kuona msaada wako siku

zote za maisha yake na anathibitisha

kuwa “tusisite kutumainia majaliwa

yako", kwani "wewe, unayewalisha ndege,

hakika utatujalia na sisi kwa wingi."

Tunakukimbilia wewe uliye karibu nasi

daima na uliye mwangalifu kwa mahitaji

yetu. Kwa maombezi ya Mtumishi wako

mwaminifu, tunakuomba kwa imani ya

ki-mwana neema ya...

Tukiungana na wabatizwa wote, tunaomba

ili Kanisa lako lienee na kukua kati ya

mataifa yote na, kama chachu ilivyo katika

unga, liyabadilishe kwa nguvu ya Injili

(rej. Lk 13:20-21). Kwa Kristo Bwana

wetu. Amina.

 

Baba yetu,…

Salamu Maria,…

Atukuzwe….

Bikira Maria Consolata, utuombee.

 

 

 

 

Siku ya nne


TUMWAMINI

MUNGU BILA HOFU

 

"Mkimwomba Baba neno lolote

atawapa kwa jina langu. Ombeni,

nanyi mtapata, furaha yenu iwe timilifu"

(Yn 16.23-24).

 

Baba mwaminifu sana kwa kila ahadi,

Mwenyeheri Yosefu Allamano alikuamini daima,

wewe uliye mwangalifu kwa viumbe

vyako, na unatushauri "kuweka yote

mikononi mwako, bila hofu, kwani wewe

huachi kazi zako bila kuzikamilisha," wala

hughairi matumaini wanayokutumainia

wana wako. Tukiwa na hakika hii ya

kwamba daima unasikiliza maombi yetu,

tunajitolea kwako kabisa na, kwa

maombezi ya Mtumishi wako mwaminifu, tunakuomba

neema ya...

Tukiungana na Kanisa la kimisionari ulimwenguni kote,

tunakuomba ili Mwana wako, uliyemtuma

kuuokoa ulimwengu wote (rej. Yn 3:17),

ajulikane na watu wote kama Mchungaji

Mwema na hatimaye duniani pawepo

na kundi moja na mchungaji mmoja

(rej. Yn 10:16). Kwa Kristo Bwana wetu.

Amina.

 

Baba yetu,… Salamu Maria,… Atukuzwe,...

Bikira Maria Consolata, utuombee.

 

 

 

 

Siku ya tano


NILIMTUMAINIA MUNGU

 

"Je, mashomoro watano hawauzwi

kwa senti mbili? Wala hasahauliwi

hata mmojawapo mbele za Mungu.

Lakini hata nywele za vichwa vyenu

zimehesabiwa zote. Msiogope basi,

bora ninyi kuliko mashomoro wengi"

(Lk 12:6-7).

 

Baba Mwenyezi wa huruma, Mwenye

Heri Yosefu Allamano hakukosa kutumainia

msaada wako katika kila hitaji, na

anatufundisha "kuendelea kuuamini upendo

wako bila kukata tamaa, hata tusipopata

yote", ama "inapotubidi kusubiri, ili

kutujaribu na kutukumbusha kuwa sisi ni

maskini."

Kwa dhana hii moyoni, tunadhihirisha

imani yetu ya siku zote katika

moyo wako wa Baba na, kwa maombezi

ya Mtumishi wako mwaminifu, tunakuomba

neema ya...

Kwa ajili ya wale wasiokufahamu bado,

tunakuomba uwasindikize watangazaji wa

Injili, ili jina lako takatifu lijulikane na

kusifiwa duniani kote (rej. Mdo 2:21).

Kwa Kristo Bwana wetu. Amina.

 

Baba yetu,…

Salamu Maria,…

Atukuzwe,…

Bikira Maria Consolata, utuombee.

 

 

 

 

Siku ya sita


TWASADIKI WEMA WA

BWANA

 

"Basi ikiwa ninyi, mlio waovu, mnajua

kuwapa watoto wenu vipawa vyema,

je, si zaidi sana Baba yenu aliye mbinguni

atawapa mema wao wamwombao?"

(Mt 7:11).

 

Baba mwema, Mwenyeheri Yosefu

Allamano alithibitisha kuwa ukarimu

wako hauna kifani, na anatuhakikishia

kuwa "wewe ungependa sisi tuwe na

imani katika wema wako", tuweze "kuja

kwako hata katika jambo dogo na kukutumainia

wewe peke yako, bila kujali

matukio yajayo". Tukiamini ukarimu

wako, tunakujia wewe uliye mwema sana

na, kwa maombezi ya Mtumishi wako

mwaminifu, tunakuomba neema ya...

Kwa kufuata mfano wa Mwana wako

ambaye, ingawa alikuwa Mungu,

alijifanya kuwa hana utukufu,

akatwaa hali ya mtumwa, akawa mtii

hata mauti ya msalaba (rej. Flp 2:7-8),

Kanisa lijue kujishughulikia zaidi na zaidi

kwa ajili ya wanaoteseka kwa sababu ya

umaskini, vita na ukosefu wa kila aina wa

haki. Kwa Kristo Bwana wetu. Amina.

 

Baba yetu,… Salamu Maria,… Atukuzwe,...

Bikira Maria Consolata, utuombee.

 

 

 

 

Siku ya saba


UJASIRI WA KUSALI

WATOKANA NA IMANI

 

"Mkiwa na imani, msipokuwa na

shaka, hata mkiuambia mlima huu:

Ng'oka, ukatupwe baharini, litatendeka.

Na yoyote mtakayoyaomba katika

sala mkiamini, mtapokea." (Mt 21:21-

22).

 

Baba, upokeaye maombi ya wanao,

Mwenyeheri Yosefu Allamano, ili apate

msaada kwako, alionesha daima ustahimilivu

mkubwa na anatufundisha kuwa "ili

tupate neema tunapaswa kuiomba kwa

imani kubwa, kwa ujasiri ule wa kuweza

kutenda miujiza," na kututia moyo kwa

maneno haya: "Jipeni moyo kila

wakati na tusonge mbele katika Bwana."

Tukijipa moyo kwa mafundisho yake,

tunakujia wewe unayetutunza kwa upendo

na, kwa maombezi ya Mtumishi wako

mwaminifu, tunakuomba neema ya...

Tukiungana na watu wote wenye mapenzi

mema, tunakusihi toka mawio ya jua hata

machweo yake uwakusanye watoto wako

wote waliotawanyika na uwakaribishe katika

karamu ya Ufalme wako (rej. Mt 8:11).

Kwa Kristo Bwana wetu. Amina.

 

Baba yetu,… Salamu Maria,… Atukuzwe,...

Bikira Maria Consolata, utuombee.

 

 

 

 

Siku ya nane


TUENDELEE KUTARAJIA

YASIYOWEZA KUTARAJIWA

 

"Msisumbuke, basi, mkisema: Tule

nini? au Tunywe nini? au Tuvae nini?

Kwa sababu Baba yenu wa mbinguni

anajua ya kuwa mnahitaji hayo yote.

Basi msisumbuke ya kesho" (Mt 6:31-

34).

 

Baba, unayetoa tunu za kustaajabisha,

Mwenyeheri Yosefu Allamano, Nata katika

nyakati zilizo ngumu katika maisha, alitarajia

yasiyoweza kutarajiwa (rej. Rum

4:18) na anatuonya "tuwe na tumaini lililo

hai moyoni, tuwe na tumaini kubwa

kabisa, kwani anayetumaini kidogo tu

anakukosea wewe", uliye na wema bila

mipaka. Tukifuata mfano wake mzuri,

tunapenda kukuonesha tumaini letu

kubwa katika ukarimu wako wa kibaba na,

kwa maombezi ya Mtumishi wako

mwaminifu, tunakuomba neema ya...

Tukiamini ya kuwa unataka "watu wote

waokolewe, na kupata kujua yaliyo kweli"

(1Tim 2:4), tunakusihi sana utume mwanga

wa Roho wako, ili "kila ulimi ukiri ya

kuwa Yesu Kristo ni Bwana" (Fip 2: I 1).

Kwa Kristo Bwana wetu. Amina.

 

Baba yetu,… Salamu Maria,… Atukuzwe,...

Bikira Maria Consolata, utuombee.

 

 

 

 

Siku ya tisa


MAPENZI MATAKATIFU

YA MUNGU YAFANYIKE

 

"Basi ninyi hivi sasa mna huzuni; lakini

mimi nitawaona tena, na mioyo

yenu itafurahi, na furaha yenu hakuna

awaondoleaye. Tena siku ile hamtaniuliza

neno lolote" (Yn 16:22-23).

 

Baba, Mungu wetu, Mwenyeheri Yosefu

Allamano, akifuata mfano wa Mwana

wako mpendwa, alitenda daima yaliyokupendeza

(rej. Yn 8:29) na anatufundisha ya

kuwa "upo katika yote, hata yaliyo madogo

na kuyatawala kwa manufaa yetu, ukituomba

kutii kwa moyo amri zako za upendo".

 

Tukithibitisha utayari wetu wa kutimiza

kwa moyo mapenzi yako matakatifu, yoyote

yale yatakayokuwa, hatusiti kuendelea

kukuomba, kwa tumaini lile lile, kutujalia

kwa upendo neema ya...

Kwa nguvu ya imani yetu ya kikristo,

tunakuomba sana ili familia nzima ya mwanadamu

iweze kumtambua Kristo kama

Mwokozi wa pekee wa ulimwengu, yeye

anayeishi na kutawala nawe, katika umoja

wa Roho Mtakatifu, daima na milele (rej.

Yn 4:42). Amina.

 

Baba yetu,… Salamu Maria,… Atukuzwe,...

Bikira Maria Consolata, utuombee.

 

 

 

 

Sala ya mwisho


SHUKRANI

 

Ee Baba, chemchemi ya kila kilicho

chema, wimbo wetu wa sifa upae kwako

kwa ajili ya mapaji uliyomjalia Mwenye

Heri Yosefu Allamano.

Katika Kanisa lako alikuwa kuhani wa

agano jipya, mhudumu wa faraja, mshauri

mwenye busara na hekima, mwenye

kutafuta daima mapenzi yako.

Baba Allamano, mwenye bidii kwa ujio

wa ufalme wako, akawa Baba na Kiongozi

wa Familia za Watawa Wamisionari

pamoja na Maria, mmisionari wa kwanza

wa Injili, wamtangaze duniani kote Kristo

Mkombozi.

Ee Mungu Baba, utujalie kuiga mfano

wake na kushiriki katika kazi ya

Ukombozi, ili watu wote wawe na uzima,

kisha wawe nao tele.

Kwa Kristo Bwana wetu. Amina

Ultimo aggiornamento Martedì 08 Febbraio 2011 09:21
 
IN PREPARAZIONE ALLA FESTA DEL FONDATORE PDF Stampa E-mail
Scritto da Postulazione Generale, IMC   
Lunedì 07 Febbraio 2011 10:42

IN PREPARAZIONE ALLA FESTA DEL FONDATORE

L'ALLAMANO PARLA DEL CAFASSO

UN PENSIERO AL GIORNO

 

 

 

 

 

PRIMO GIORNO - 07 febbraio 2011

 

 

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Piero Dalle Ceste – Disegno 1938 - “Il Cafasso benedice l'Allamano”

 

«CRESCEVA SEMPRE PIÙ LA MIA STIMA VERSI IL SERVO DI DIO»

 

«Io vidi una sola volta il Servo di Dio a Castelnuovo d'Asti avendo allora io poco più di sei anni, cioè nel 1857. […]. Mia madre nel condurmi a vedere mio zio don Cafasso mi avvertì di baciargli la mano nel presentarmi a lui». (Allamano, Deposizione al processo del Cafasso). Ritornato al paese per le feste della beatificazione nel 1925, indicando un punto della stanza di casa sua, disse: «È qui che ebbi la sua benedizione»

 

«Fin dalla prima età, al sentir parlare così bene in casa e dai compaesani del Servo di Dio [G. Cafasso] come di un sacerdote modello e caritatevole, lo ammiravo; questa ammirazione aumentò quando, trovandomi all’oratorio salesiano per gli studi ginnasiali, lo udivo proposto come modello da Don Bosco. In seguito, da chierico, per il maggiore contatto con i sacerdoti della diocesi, si accresceva sempre più la mia stima verso il Servo di Dio. Fatto poi sacerdote nel 1873, per l’accresciuta comunicazione con i sacerdoti, massime al convitto, ove andavo per udire le conferenze, appresi a stimarlo ancora di più. […] Da quanto ho detto, non posso negare di avere una certa affezione ed anche venerazione per il Servo di Dio.: Desidero pure la sua Beatificazione per il gran bene che ne verrebbe al Clero principalmente, ed anche ai fedeli tutti, essendo stato egli, a mio parere, modello di ogni virtù sacerdotale e cristiana» (Can. Allamano Giuseppe, Deposizione al processo del Cafasso».

 

 

 

 

 

 

 

SECONDO GIORNO - 08 febbraio 2011

 

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r. Emily Casetta MC - Disegno - Il Cafasso benedice l'Allamano

 

 

«È MIO DOVERE SEGNALARE LA SANTITÀ DEL CAFASSO»

 

«Ho introdotto questo processo, posso dire, non tanto per affezione o parentela, quanto per il bene che può produrre l’esaltazione di questo uomo, affinché quelli che leggeranno le sue virtù, divengano bravi sacerdoti, bravi cristiani e voi bravi missionari» (Conf. IMC, I, 192).

 

Durante la discussione della causa lo si sentì dire: «Io, come parente, dovrei neppure occuparmene, e non è questo lo spirito che mi spinge; io lo faccio come rettore del convitto per cui, essendo succeduto a lui nell’insegnamento e nella direzione del clero, è mio dovere segnalare al clero le virtù e la santità del Cafasso e fare quanto sta da me perché Egli possa risplendere a loro coll'aureola che si merita» (Can. Nicola Baravalle, Testimonianza).

 

«Se fosse perché è mio zio, non farei tutto questo; ma per la gloria di Dio e dei santi si fa questo ed altro» (Sr. Chiara Strapazzon MC, Testimonianza).

 

«Nessun motivo umano mi induce alle mie deposizioni, ma unicamente la gloria di Dio e il bene delle anime» (Can. Allamano Giuseppe, Deposizione al processo del Cafasso).

 

 

 

 

 

 

 

TERZO GIORNO - 09 febbraio 2011

 

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Gruppo giovani - Disegno - Atrio della chiesa-oratorio di Castelnuovo

 

 

«ASPETTIAMO CHE FACCIA UN MIRACOLO»

 

«Bene, bene! Vi siete rallegrati per la beatificazione del Ven. Cottolengo? […]. Adesso tocca al Ven. Cafasso... bisogna fargli fare dei miracoli grossi. È tanto umile che non vuole fare “piazzate” [schiamazzi], perciò miracoli ne fa, ma non in pubblico» (Conf. SMC, II, 68).

 

«Pregate anche per la nostra cara sr. Amalia che è già nell'anticamera del Paradiso. Andai a vederla; si sente solo più poco a parlare. Edifica proprio vedere com'è preparata. Abbiamo pregato, fatto novene, ma il Venerabile non lo vuol fare questo miracolo; si vede che non è nei disegni di Dio; forse non sarà bene per lei» (Conf. SMC, II, 609).

 

«Pregate anche per questo. Aspettiamo che faccia un miracolo e lui non vuole farlo. Quando era su questa terra era tanto umile, che nemmeno adesso che è in cielo non vuole fare un miracolo. Eppure adesso non ha più paura di insuperbirsi”» (Mondino Caterina, Testimonianza).

 

«Oh, del resto, io non perdo mica la pace, la tranquillità per questo! Noi abbiamo fatto tutto quanto si poteva; se il santo non vuol manifestarsi, non vuole questa gloria in terra, oh ben! Pazienza! Io ho più interesse a salvare anche una sola anima di un non cristiano, che a riuscire in un processo di canonizzazione: perché penso che anche Iddio ne è più contento e ne riceve maggior gloria» ( P. Domenico Ferrero IMC, Testimonianza).

 

 

 

 

 

 

 

QUARTO GIORNO - 10 febbraio 2011

 

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Gruppo di giovani - Disegno - Atrio della chiesa dell'oratorio di Castelnuovo

 

 

«AVEVA TANTA SPERANZA DA INFONDERLA NEGLI ALTRI»

 

«Il nostro Venerabile aveva tanta speranza, sua caratteristica, da infonderla anche nelle anime disperate, come scrisse D. Bosco» (Conf. IMC, II, 337). «Quando si trattava di rispondere alla domanda: quale fosse la sua virtù principale, s’imbrogliavano; tutto era principale, poi hanno detto che la principale era lo zelo per la salute delle anime. Altri dicevano che era la confidenza in Dio: infatti di confidenza ne aveva per sé e per gli altri» (Conf. IMC, III, 530).

 

«Il Venerabile Cafasso chiama la mancanza di confidenza in Dio: il peccato dei folli: perché non confidare? Persuadiamoci che egli [Gesù] è morto per noi» (Conf. IMC, II, 157). «La confidenza è la quintessenza della speranza. I sacerdoti devono averne un magazzino per darne agli altri come il Ven. Cafasso di cui si dice che la sua parola cambiava la disperazione nella più bella speranza. […]. Quando al Ven. Cafasso dicevano che la porta del Paradiso è stretta, rispondeva: “ebbene passeremo uno alla volta”» (Conf. IMC, I, 457- 458).

 

«Possiamo farci santi e non dobbiamo aver paura di sperare molto. Il carattere del Venerabile era la confidenza in Dio. E l’ho deposto anch’io nei processi. Il Signore voleva cancellare per mezzo suo gli ultimi avanzi del giansenismo e perciò lui aveva questa virtù e ne aveva tanta da infonderla anche negli altri, e l’infondeva anche nei disperati, e lui li faceva andare dritti in Paradiso» (Conf. IMC, II, 339).

 

«Non si spera mai troppo, perché la confidenza in Dio non toglie, anzi aumenta il bene che si fa. E quindi perché non confidare in Dio? Dio può e vuole aiutarci, ma vuole che siamo spogli di noi» (Conf. IMC, II, 157). «Sperare per far piacere al Signore» (Conf. IMC, II, 448).

 

 

 

 

 

 

 

QUINTO GIORNO - 11 febbraio 2011

 

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Composizione al computer di P. Sergio Frassetto IMC per la rivista Da Casa Madre

 

 

«RICORDATEVI CHE AVETE UNA SECONDA MADRE»

 

«Come pure D. Cafasso diceva spesso, specialmente in confessionale, “Ricordatevi che avete anche una seconda Madre, Maria, che vi ama molto più che non la prima; s’intende però che non le prende il posto”. […]. In una madre si ha fiducia, le si vuole bene» (Conf. IMC, I, 397).

 

«Il Ven. Cafasso diceva che la Madonna bisogna prenderla come nostra socia in tutto. Socia in tutto. Prendiamola anche come modello di tutte le nostre azioni; questo vuol dire fare tutto con Maria SS.: prenderla per socia, per modello» (Conf. IMC, II, 594).

 

«Don Cafasso diceva ai suoi sacerdoti: Quando andate a predicare, associatevi con la Madonna. Andate a predicare tutti e due, e dite così: Io farò la voce, Tu farai la predica. Egli diceva che la Madonna era la sua socia. Tra tutti e due facevano tutto. Diceva che l’aiutava a far del bene. Otteneva la grazia, perché la predica si imprimesse nei cuori. Io veramente volevo togliere questa parola “socia”, eppure è lui che l’ha detta» (Conf. SMC, II, 304).

 

«Desideriamo che Maria SS venga ad assisterci in punto di morte. I Santi lo desideravano. Il Ven. Cafasso diceva: “Ah se potessi averla accanto al letto di morte!... E l'ha avuta» (Conf. IMC, III, 169). «[L'Allamano] ricordava che il Beato Cafasso era solito recitare un’Ave Maria per ottenere la grazia di vedere la Madonna in punto di morte; ci suggeriva di fare altrettanto per avere anche noi quella grazia segnalatissima» (Sr. Emerenziana Tealdi MC, Testimonianza).

 

 

 

 

 

 

 

SESTO GIORNO - 12 febbraio 2011

 

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Carmelo di Canicattini Bagni (SI) - Pergamena –-Consolata e santi

 

 

«DON CAFASSO ERA UN ANGELO»

 

«Il Ven. Cafasso diceva al Signore: Vi ho già amato così poco in questo mondo, perché dovrò ancora aspettare nell’altro?» (Conf. SMC, I, 209). «Il Signore è geloso dei nostri cuori. Stacchiamoli questi fili, e se non sappiamo staccarli per amore, stacchiamoli per forza. Il Ven. Cafasso diceva al Signore: “Fate che io trovi il distacco dove sento più affetto; fate che io trovi le umiliazioni dove cerco la gloria; fate ch’io sia solo per Voi”» (Conf. SMC, II, 545).

 

«Leggete quel pezzettino delle Meditazioni del nostro Ven. Cafasso, quella dell’amor di Dio, dove parla della conformità alla volontà di Dio. Quel pezzettino vale un Perù [un tesoro]» (Conf. SMC, II, 412). «Uniformiamoci alla volontà di Dio, non solo in generale, ma nelle circostanze, non un filo, non una parola, non opera che non sia per voi [o mio Dio]. Quella bella preghiera di Don Cafasso: “Non voglio altro che la vostra volontà; via da me ogni altro fine che non siate Voi…o che sarei sciocco se buttassi così al vento tutte le mie fatiche…”. Leggetela quella preghiera…C’è oro! Eh, se si dice di cuore!» (Conf. IMC, II, 10).

 

«Il nostro Venerabile scrisse: “Unione di volontà di Dio è quanto dire: volere ciò che Dio vuole, volerlo in quel modo, in quel tempo, in quelle circostanze ch’Egli vuole; e tutto ciò volerlo non per altro se non perché così vuole Dio» (Conf. IMC, III, 254).

 

 

 

 

 

 

 

SETTIMO GIORNO - 13 febbraio 2011

 

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Durante la processione del Congresso Eucaristico del 1922

 

 

«SE SI PREGA DI PIÙ, SI LAVORA DI PIÙ»

 

«Il nostro Ven. Cafasso del Sacerdote, e noi diciamo tanto più del Missionario, diceva che doveva essere un uomo di preghiera; le parole sono un po' materiali, ma come si dice: un uomo è del tal mestiere, così possiamo dire per esprimere la necessità che ha il Sacerdote di pregare» (Conf. IMC, II, 117).

 

«Il Ven. Cafasso diceva: “Mi fan pena i sacerdoti che han troppo da lavorare”... Se si prega di più, si lavora poi di più, si studierà più in fretta... Ma non dire: Chi lavora prega... Non è vero; cioè è giusto e falso: è giusto se fatto per obbedienza, perché è volontà di Dio. […] Ma quando si fa per capriccio... quando uno si carica di lavoro, per volontà propria, che alla sera si sente stanco e si lamenta di non aver potuto pregare, allora…Possibile che in quei casi ci sia uno zelo così discreto, così puro? […]. Il Ven. Cafasso diceva: Il mestiere delle persone consacrate a Dio è pregare. - Bisogna che siamo persone di orazione, che tutto quel che facciamo l'indirizziamo a Dio» (Conf. SMC, I, 231).

 

«Domandate al Venerabile se ha lasciato qualche volta il breviario, il rosario, la meditazione perché aveva molto da fare! Se non aveva tempo di giorno, faceva di notte. […]. Insomma, è tanto facile scambiare le cose: prima di tutto fare santi noi, prima pregare e poi fare del bene agli altri, e non lavorare, lavorare, lavorare solo» (Conf. IMC, II, 608).

 

 

 

 

 

 

 

OTTAVO GIORNO – 14 febbraio 2011

 

 

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Guglielmino (scuola Reffo) - Particolare di pala da altare (l'Allamano è l'ultimo a sinistra)

 

 

«IO HO L'IDEA DEL CAFASSO»

 

«I miei anni sono più pochi, ma fossero pur molti, voglio spenderli in fare il bene e farlo bene; io ho l’idea del Ven. D. Cafasso, che il bene bisogna farlo bene e non rumorosamente» (Conf. IMC, I, 116). «[Come Gesù che] non solo nelle cose straordinarie, ma anche nelle ordinarie e comuni faceva tutto bene» (Conf. IMC, II, 668).

 

«Del nostro Venerabile è detto che fu straordinario nell’ordinario, cioè fece tante cose ordinarie in modo perfetto, ed operò tutte le cose in modo perfetto. Lo stesso Venerabile ci suggerisce alcuni pensieri che ci aiuteranno a fare tutte le cose bene» (Conf. IMC, II, 669).

 

«Si dice: Stamattina ho fatto la Comunione; ma l’hai fatta bene? Mi sono confessata; ma ti sei confessata bene? Quel che si cerca non è il fare, ma il fare bene. Il nostro Venerabile ha fatto pochi miracoli, e ancora non strepitosi, ma ha fatto tutte le cose bene e nello stesso tempo tanta di quella roba che sembra impossibile che un uomo possa far tanto. Il suo detto era questo: “Il bene bisogna farlo bene”. Una volta a S. Ignazio il Ven. Don Bosco disse a me che parlando egli con Don Cafasso circa l’istruzione della gioventù, diceva: “Oh! Basta che in mezzo a quei giovani si possa fare un po’ di bene”; e il nostro Venerabile: “Non basta fare un po’ di bene, ma bisogna fare tutto bene”. Don Bosco poi diceva a me che in quel momento avevano disputato un poco…» (Conf. SMC, I, 419).

 

«Qual è il modo, i mezzi per fare tutte le cose bene? Vediamo i pensieri del Ven. Cafasso per passare bene la giornata. E se si passa bene la giornata, si passano bene anche le settimane, i mesi, gli anni…» (Conf. SMC, I, 419); «(1) Fate, cioè, ogni cosa come la farebbe Nostro Signore; (2) in quel modo in cui vorreste averla fatto quando ve ne sarà chiesto conto al tribunale di Dio; (3) come se fosse l'ultima di vostra vita, e (4) come se non ne aveste altra da fare» ( LUIGI NICOLIS DI ROBILANT, S. Giuseppe Cafasso, Torino 1960, p. 787).

 

 

 

 

 

 

 

NONO GIORNO - 15 febbraio 2011

 

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Disegno della “Gloria del Cafasso” , in La Consolata, N. 6, 1925

 

 

«L'ESSERE EREDE DEL SUO SANGUE PER ME È UN'UMILIAZIONE»

 

«Adesso io ho finito, non ho più niente da fare. Il Signore mi ha dato la grazia insperata di vedere la beatificazione del Cafasso. Adesso devo andare in Paradiso» (C. Gilardini, Testimonianza).

 

«Il [3 maggio 1925] giorno della beatificazione fu per lui una fatica immane per la sua salute precaria. Pure prese parte alla funzione del mattino e poi del pomeriggio come trasfigurato senza dimostrare stanchezza né fatica. I suoi occhi guardavano pieni di lacrime la gloria del Cafasso e poi si chinavano in ardente preghiera curandosi poco o nulla della folla e dei dignitari che presenziavano. […]. Non è possibile descrivere la scena della presentazione ufficiale al Santo Padre […], (che) accolse con particolare effusione il can. Allamano. […]. Nessuno ha goduto come lui quella giornata» (Can. Nicola Baravalle, Testimonianza).

 

«[Al ritorno dalla beatificazione del Cafasso] si disse anche che ormai egli, il nostro Ven.mo Padre, era l'unico erede del suo sangue. Questa frase gli rimase impressa profondamente; perché rispondendoci, ad accademia finita, disse con un accento di piena convinzione, [...], tra l'altro: “L'essere erede del suo sangue per me è un'umiliazione”, perché nella sua umiltà credeva di non essere anche erede delle sue virtù» (P. Domenico Ferrero IMC, Testimonianza).

 

Ai missionari e alle missionarie dopo la beatificazione: «Io penso con ciò di avervi procurato un gran mezzo di perfezione, e di avere in parte compiuta la mia Missione a vostro riguardo. Pregatelo anche per me affinché il Beato mi ottenga di finire bene la mia carriera e possa, a suo tempo, raggiungerlo nel bel Paradiso» (Circolare dell'11 maggio 1925 in Lettere X, 285).

 

 

 

 

 

 

 

FESTA - 16 febbraio 2011 - ZIO E NIPOTE INSIEME

 

 

cafoto10

Santuario della Consolata – Altare dedicato a S. Giuseppe Cafasso con il quadro dell'Allamano

 

 

Lettera del Papa Pio XI all'Allamano per il 50° di sacerdozio: «In te pare abbia lasciato erede del suo spirito l'illustre zio Giuseppe Cafasso»

 

Beato Luigi Boccardo: «Si potrebbe ripetere di lui, quasi alla lettera, quanto fu scritto del suo santo zio”»

 

Don Edoardo Bosia: «[L'Allamano] conservò ed emulò lo spirito del Cafasso, tanto che lo si chiamava “Don Cafasso redivivo”»

Ultimo aggiornamento Lunedì 07 Febbraio 2011 11:10
 
NOVENA DE ORACIÓN POR INTERCESIÓN DEL BEATO JOSÉ ALLAMANO PDF Stampa E-mail
Scritto da Postulazione Generale, IMC   
Giovedì 03 Febbraio 2011 13:08

novespNOVENA DE ORACIÓN
POR INTERCESIÓN
DEL BEATO JOSÉ ALLAGANO

 

Los Misioneros y Misioneras de la Consolata tienen la experiencia de la continua y eficaz intercesión de su Fundador, el Beato José Allamano, no sólo en las grandes necesidades, sino también en las situaciones ordinarias de la villa. Su ayuda ha sfido asegurada por él mismo, cuando antes de morir hizo la siguiente promesa: "Desde el Paraíso haré mucho mas de lo que he hecho en la tierra".

 

Esta novena, en sus expresiones, corresponde pienamente al espíritu del Beato Allamano si se hace con FE y ESPERANZA, es un modo simple y eficaz para obtener su intercesión ante DIOS y la Santísíma Virgen Consolata.

 

 

1 DÍA

CONFIANZA ILIMITADA
EN LA BONDAD DE DIOS.

 

"Pide y se te darà, busca y encontrarás, (lama y se te abrirá, porque todo el que

pide recibe, el que busca encuentra y al aue (lama se le abrirá ." (Mt. 7, 7-8)

 

PADRE BUENO, EI Beato José Allamano, durante su vida ha experimentado tu Amor misericordioso y nos anima orari con gran confianza "sin miedo de .ho obtener todo lo que pedimos" porque "Tú escuchas y eres atento a quienes en Ti confían".

Con gran confianza y filiale giuridad nos dirigim a tu paternal al bondad, y por intercesión de tu fiel siervo,' iffibs la acta de...

 

Como hijos la lglesia, te rogarnos de mandar numeroso obreros a su viña para que anuncien tu Palabra de salvación a todos los pueblos de la tierra. (Hch. 1, 8)

Por Cristo, Nuestro Señor. Así sea.

 

-Padre Nuestro -Gloria al Padre

-Ave Maria -Ssma. Virgen Consolata ruega por nosotros.

 

 

2 DÍA

CONFIANZA EN DIOS
QUE DESEA AYUDARNOS.

 

"Cuando recen no digan tantas palabras corno los paganos, los cuales creen que van a ser escuchados a fuerza de palabras. EI Padre de Ustedes conoce sus necesidades antes de que se lo pidan". (Mt. 6, 7-8).

 

PADRE NUESTRO, el Beato José Allamano ha comprendido pienamente tu paterna! soiicitud por todos tus hijos e hijas, especialmente si se encuentran en dificuitades, y nos asegura que "no queda jamàs confundido quien confía en Ti" porque "TO puedes, sabes y quieres ayudarnos". Animadas por estas palabras nos dirigimos a Ti, con piena confianza y por intercesión de tu fiel Siervo te pedimos la aracia de...

 

En nombre de todos los que creen en Ti, te rogamos de extender tu Reino de AMOR y de PAZ en todo el mundo (Mt.24,14).

Por Cristo Ntro. Señior. Así sea.

-Padre Nuestro -Gloria al Padre

-Ave María -Ssma. Virgen Consolata ruega por nosotros.

 

 

3 DÍA

ESPERANZA EN LA
PROVIDENCIA DEL PADRE

 

"Miren las aves del cielo, no siembran ni cosechan, ni tienen graneros, sin embargo el Padre Celestial las alimenta. ¿No valen Ustedes mucho más que ella? (Mt. 6, 25).

PADRE PROVIDENTE, EI Beato José Allamano, cada día de su vida hizo una experiencia concreta de tu ayuda generosa y nos asegura: "que la esperanza en la divina providencia nunca es demasiada". Porque TÚ, que das alimento a los pájaros nos Io darás también a nosotros, en abundancia".

 

Nos dirigimos a Ti con la seguridad que estás siempre cercano y atento a nuestras necesidades y con confianza filiale, por la intercesión de tu fiel Siervo, te pedimos la gracia de...

 

En unión con todos los bautizados, te pedimos que tu Iglesia se difunda y crezca en todos los pueblos. Que como levadura escondida transforme todos los corazones con la fuerza del Evangelio (cf. Lc. 13, 20-21),

 

Por Cristo Ntro. Señior. Así sea.

-Padre Nuestro -Gloria al Padre

-Ave María -Ssma. Virgen Consolata ruega por nosotros.

 

 

4 DÍA

CONFIEMOS EN DIOS,
SIN TEMOR.

 

"Si piden cualquier cosa al Padre en mi nombre, Él se los dará. Pidan y recibirán y vuestro gozo será pieno". (Jn. 16, 28).

 

PADRE FIEL A LAS PROMESAS, el Beato José Allamano ha confiado siempre en Ti porque TÚ eres atento a todas tus criaturas.

ÉI nos recomienda: "Poner todo en tus manos, sin temor a que Tú nunca dejes tus obras a mitad" y nunca abandonas a los hijos que confían y ponen sus esperanzas en Ti.

Anìmados por esta certeza y seguros de que escuchas nuestras plegarias, por intercesión

del B. José Allamano te pedimos la gracia de...

 

En comunión con la Iglesia misionera, te rogamos que tu Hijo Jesús que has enviado para salvar al mundo (Jn. 13-17) sea reconocido por todas las personas corno el BUEN PASTOR y Ilegue pronto el tiempo, en que haya sobre la tierra, un "solo rebaño y un solo Pastor (Jn, 10, 16).

 

Por Cristo Ntro. Señior. Así sea.

-Padre Nuestro -Gloria al Padre

-Ave María -Ssma. Virgen Consolata ruega por nosotros.

 

 

5 DÍA

EN EL SENOR
HE ESPERADO.

 

"Cinco pájaros ¿no se venden acaso por dos monedas? Sin embargo ni uno de ellos es olvidado por Dios. También los cabellos de vuestra cabeza están todos contados.

No teman. Ustedes valen mucho más que muchos pájaros". (Lc. 12, 6-7).

 

PADRE SOLÍCITO por nuestro bien, el B. José Allamano no ha cesado nunca de esperar en tu ayuda. En cada necesidad nos ha aconsejado a "Racer actos de confianza en tu Amor, sin desanimarnos nunca, aunque no obtengamos todo. Muchas veces el Señor nos hace esperar para recordarnos que somos pobres".

Con esta convicción en el corazón, expresamos nuestra confianza en tu Bondad de Padre y por intercesión de tu fiel Siervo te pedimos la gracia de...

 

Señor, te pedimos de sostener e iluminar a todos los que anuncian tu Evangelio para que todos los pueblos te conozcan e invoquen tu nombre. (Hch. 2, 21).

 

Por Cristo Ntro. Señior. Así sea.

-Padre Nuestro -Gloria al Padre

-Ave María -Ssma. Virgen Consolata ruega por nosotros.

 

 

6 DÍA

CREO EN LA BONDAD
DEL SEÑOR.

 

"Si Ustedes que son malos saben dar cosas buenas a sus hijos, cuánto màs el Padre celestial darà cosas buenas a aquellos que se las pidan". (Mt.7, 11).

 

PADRE BUENO, el Beato José Allamano ha constatado que tu bondad es sobreabundante y nos asegura que "a Ti te gusta que creamos en tu bondad, ofreciéndote hasta las pequeñas cosas y confiando en TI SOLO, cualquiera sea el camino de los acontecimientos".

Seguros de tu generosidad nos presentamos a Ti que eres infinitamente bueno, y por la intercesión de tu fiel Siervo, te pedimos la gracia de

A imitación de tu Hijo que, "siendo de naturaleza divina, se despojó de sí mismo, asumiendo la condición de siervo y se hizo obediente hasta la muerte y muerte de cruz", (Fil.2, 7-8) la Iglesia sepa empeñarse cada vez màs en favorecer a los que sufren la pobreza, la guerra y toda clase de injusticias.

 

Por Cristo Ntro. Señior. Así sea.

-Padre Nuestro -Gloria al Padre

-Ave María -Ssma. Virgen Consolata ruega por nosotros.

 

 

7 DÍA

DE LA FE A LA AUDACIA EN EL PEDIR

 

"Si tienen Fe y no dudan, diràn a este monte: i Levàntate de ahí y échate al mar!

Y eso sucederà. Todo lo que pidan con Fe Io obtendràn"- (Mt. 21, 21).

 

PADRE ATENTO a los pedidos de tus hijos, el Beato José Allamano para obtener tu ayuda ha demostrado siempre firme perseverancia. LI nos enseña a que "para obtener gracias, hay que pedirlas con gran fe y con una audacia y confianza que hace milagros".

También nos anima con estas palabras: "iCoraje siempre y adelante en el Señor!"

Animados por sus enseñanzas nos dirigimos a Ti, seguros de tus amorosos cuidados y por
intercesión de tu fiel Siervo te pedimos la gracia de...

 

En nombre de las personas de buena voluntad, te suplicamos de reunir a tus hijos dispersos (del oriente hasta el occidente) y de hacerlos sentar a la mesa de tu Reino.

 

Por Cristo Ntro. Señior. Así sea.

-Padre Nuestro -Gloria al Padre

-Ave María -Ssma. Virgen Consolata ruega por nosotros.

 

 

8 DÍA

ESPERAR CONTRA TODA ESPERANZA.

 

"No se afanen diciendo: ,Qué comeremos? 4Qué beberemos? ,Con qué nos vestire-mos? Vuestro Padre celestial sabe cuéles son sus necesidades. No se afanen tanto por el mañana". (Mt. 6, 33-34).

 

PADRE ADMIRABLE en tus Jones, el Beato José Allamano, en las circunstancias màs difíciles de su vida ha sabido esperar contra toda esperanza (Rm. 4, 18) y nos recomienda en sus escritos de "ensanchar el corazvi a una viva esperanza, a una super-esperanza, porque cuando se espera poco es signo de no corresponder al Señor que es bondad infinita".

Siguiendo su admirable ejemplo, deseamos manifestarte nuestra firme confianza en tu paternal generosidad y por intercesivi de tu fiel Siervo te pedimos la gracia de...

 

Convencido que tu deseo es que "todas las personas se salven y Ileguen al conocimiento de tu Verdad" (1Tm. 2, 4) te imploramos que mandes la Luz de tu Espíritu "para que toda lengua proclame que Jesucristo es el Señor".(Fil. 2, 11).

 

Por Cristo Ntro. Señior. Así sea.

-Padre Nuestro -Gloria al Padre

-Ave María -Ssma. Virgen Consolata ruega por nosotros.

 

 

9 DÍA

QUE SE HAGA LA SANTA
VOLUNTAD DE DIOS.

 

"También Uds. ahora estan en la tristeza, pero vendré de nuevo y vuestro corazòn se alegrarà y nadie les podrà quitar vuestro gozo. En aquel día no me pediran nada mas". (Jn. 16, 22-23).

 

PADRE, DIOS NUESTRO, el B. José Allamano a imitación de tu amadísimo Hijo ha hecho siempre las cosas según tu agrado (Jn. 8,29) y nos enseña que Tú "intervienes en todas las cosas, aunque mínimas y las diriges para nuestro bien, pidiéndonos de someternos cordialmente a tus amorosas disposiciones".

Mientras reconfirmamos nuestra piena disposi-ción a cumplir cordialmente tu voluntad, cual-quiera sea, continuamos a pedirte con gran confianza que nos concedas la qracia de...

 

Con la fortaleza de nuestra fe cristiana, te imploramos que toda la familia humana reconozca en Cristo al Unico y Universal Salvador, que vive y reina contigo en unidad del Espíritu Santo, por siglos eternos. (Jn.4,42)

Por Cristo Ntro. Señior. Así sea.

-Padre Nuestro -Gloria al Padre

-Ave María -Ssma. Virgen Consolata ruega por nosotros.

 

 

ORACIÓN FINAL

ACCIÓN DE GRACIAS

 

iOh Padre, fuente de todo bien, suba hasta Ti el himno de nuestra alabanza por los dones que has concedido al Beato José Allamano, sacerdote de la nueva alianza, él ha sido en la Iglesia ministro de Consolación, gufa sabio y prudente de las almas en la búsqueda de tu voluntad.

Solícito por la venida del Reino, !legò a ser padre y gufa de familias consagradas a la misión, para que con MARIA, primera misionera del Evangelio, anuncien a toda la tierra a Cristn galvarlor

Concédenos, Senior, imitar sus ejemplos y cooperar en la obra de la Redención, para que todos los hombres tengan plenitud de vida.

Por Jesucristo, Nuestro Senior. Así sea.

 

 

 

BEATO JOSÉ ALLAMANO
SACERDOTE PARA EL MONDO
E INTERCESOR ANTE DIOS

 

PERFIL BIOGRAFICO

 

José Allamano proviene de Castelnuovo di Asti, tierra de santos, donde nació el 21 de enero de 1851. Educado por su madre en las sólidas virtudes cristianas, pasó luego a la escuela de Don Bosco.

Respondió generosamente a la Ilamada del Senor y fue ordenado sacerdote en la Iglesia de Turín el 20 de septiembre de 1873. Inmediatamente fue nombrado Director Espiritual del Seminario. En esta responsabilidad y en la sucesiva de formador de sacerdotes fue un verdadero "maestro de espíritu" siguiendo siempre las normas de su tío materno San José Cafasso.

En 1880 fue nombrado Rector del Santuario de la Consolata, donde quedó hasta su muerte.

Con la colaboración del infatigable canónico Santiago Camisassa consiguió restaurarlo materia! y moralmente.

Fue así como el Santuario Ilegó a ser el "corazón espiritual" de la Iglesia de Turín, centro de espiritualidad mariana y de iniciativas pastorales. EI Padre Allamano maduró una

profunda y filial pietad hacia la Virgen Consolata, hasta el punto de ser considerado “su custodio y tesoriero.

Reabrió el "Convitto Eclesiastico" para completar la formación de los sacerdotes jóvenes, expresando en esta misión toda su pasión y carisma. Generaciones de sacerdotes vieron en él un maestro de vida y de apostolado.

Para ofrecer a ellos un modelo en el cual pudieran inspirarse Ilevó adelante la causa de Canonización de José Cafasso y tuvo el gozo de participar a su beatificación el 3 de mayo de 1825. Dió nuevo vigor a la Casa de Ejercicios Espirituales para laicos y sacerdotes anexa al Santuario de San Ignacio, en Lanzo.

EI Padre Allamano supo ampliar sus horizontes al mundo entero. EI "Cristo primer misionero del Padre" fue el icono siempre presente en su vida que lo Ilamó irresistiblemente a la acción.

Es por esto que tornò la decisión y con espíritu de obediencia fundó el Instituto de los Misioneros en 1901, y el de las Misioneras en 1910.

EI título que dió a sus hijos e hijas fue el de Misioneros y Misioneras de la Consolata, explicando que cada uno de estos dos términos era suficiente para caracterizar la naturaleza: misioneros marianos para el mundo, con el emperio de !levar a los pueblos la verdadera "consolación", que es Jesús, Hijo de Marfa, Unico y universa) Salvador..

Durante toda su vida hasta el día de su muerte ocurrida el 16 de febrero de 1926, fue educador incansable de sus hijos e hijas en vista de la misión propriéndoles con insistencia el nucleo centrai de su pedagogia: "Primero santos, después misioneros".

Los Misioneros y Misioneras de la Consolata estén empenados en seguir el camino, moldear sus vidas así como fue la del Fundador y se encomiendan a él, convencidas de su intercesión como lo prometió ei ultimo dia de su vida en la tierra: "Desde el cielo haré, haré".

EI 7 de octubre de 1990 el Santo Padre Juan Pablo II lo declara Beato, presentàndolo a la Iglesia como modelo y protector ante Dios y la Santísima Virgen Consolata.

;Beato José Allamano, ruega por nosotros!

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