Il 20 ottobre 2024, la canonizzazione del Beato Joseph Allamano pose fine a un lungo viaggio iniziato nel 1944, a seguito della decisione unanime del Capitolo Generale del 1939 di aprire la sua causa per la beatificazione. Da quel momento fino alla sua canonizzazione, il processo passò tra le mani di cinque postulatori. La causa fu introdotta per la prima volta nel 1944 da padre Giacomo Fissore, allora postulatore. Nel corso dei decenni, fu portato avanti da padre Pasqualetti Gottardo, padre Francesco Pavese, padre Pietro Trabucco e infine padre Giacomo Mazzotti, sotto il cui mandato il processo si concluse nel 2024.

In totale, ci vollero ottant'anni perché Joseph Allamano fosse dichiarato santo, un risultato reso possibile grazie alla collaborazione dei missionari, alle preghiere dei fedeli e all'instancabile dedizione dei postulatori.

 

Beatificazione

L'inchiesta diocesana iniziò a Torino nel 1944 e si concluse nel 1951. Il processo apostolico a Roma seguì nel 1955. Sebbene la causa inizialmente procedesse senza intoppi, in seguito furono sollevate diverse obiezioni, in particolare riguardo a padre Allamano stesso. Poiché queste obiezioni furono considerate serie, la Congregazione per le Cause dei Santi chiese all'Arcivescovo di Torino, il cardinale Anastasio Ballestrero, il 28 dicembre 1984 di convocare un tribunale ecclesiastico per un'inchiesta supplementare, poiché l'indagine principale era già stata completata.

Il tribunale, composto da padre Valerio Adriano, padre Felice Cavaglia e padre Pier Giorgio Micchiardi, iniziò le sue sedute il 23 febbraio 1985, convocando le persone interessate. L'8 ottobre 1988, la sentenza definitiva degli otto consulenti teologici respinse le obiezioni di Monsignor Quaglia, considerandole eccessive e infondate. Sebbene i nomi dei consulenti non siano stati resi pubblici, essi espressero scoraggiamento per le cosiddette "nuove prove", che si rivelarono poco più di un tentativo di fermare la causa. Sebbene questi sforzi abbiano ritardato il processo per oltre trent'anni, la causa di beatificazione riprese infine il suo corso.

Il 18 ottobre 1988, alle 17:00, si riunì il congresso speciale della Sacra Congregazione per le Cause dei Santi per esaminare la Positio super Virtutibus. Presieduto dal Promotore della Fede, Monsignor Antonio Petti, e assistito da otto consulenti teologici, il congresso valutò le virtù eroiche del Servo di Dio Joseph Allamano. Don Francesco Moccia fu relatore ed esperto.

Il 4 aprile 1989, la sessione ordinaria di cardinali e vescovi esaminò le virtù attribuite ad Allamano. Il 13 maggio 1989, il Vaticano emise un decreto affermando che aveva vissuto le virtù teologali e affini in modo eroico.

Il 3 ottobre 1989 si è svolto a Torino il riconoscimento canonico dei suoi resti di proprietà. Il corpo di padre Allamano appariva mummificato, intatto e completo, e quindi rimase indisturbato. Solo qualche ciocca di capelli che si era staccata naturalmente potevano essere raccolte come reliquie di prima classe. In occasione di questo evento, l'Istituto ridisegnò anche la tomba, trasformandola in un altare. La carrozzeria fu nuovamente sigillata nella sua bara di legno e zinco il 13 ottobre 1989.

Il 25 ottobre 1989, esperti medici dichiararono scientificamente inspiegabile la guarigione di Seraphina Nyambura dall'epatite virale. Il Vaticano approvò questo miracolo il 10 giugno 1990. Il 7 ottobre 1990, in una solenne celebrazione, Papa Giovanni Paolo II beatificò Giuseppe Allamano insieme ad Anibale Maria di Francia.

 

Canonizzazione

Dopo la beatificazione, anche gli scettici riconobbero che il Beato Joseph Allamano era sulla strada della santità. Sebbene nel corso degli anni siano stati menzionati diversi miracoli presunti, varie circostanze ritardarono l'apertura del processo di canonizzazione.

Dopo trentuno anni, tra il 7 e il 14 marzo 2021, l'inchiesta diocesana sul presunto miracolo attribuito all'intercessione di Allamano è iniziata a Roraima, in Brasile. In venti sessioni, quattordici testimoni e due esperti sono stati ascoltati riguardo al recupero del signor Sorino Yanomami, che era stato aggredito e gravemente ferito da un giaguaro nella foresta pluviale amazzonica il 7 febbraio 1996.

Il 23 giugno 2021, il Dicastero per le Cause dei Santi ha emesso un decreto che convalida l'inchiesta diocesana, confermando che era stata correttamente condotta. Il 14 settembre 2023, il caso è stato sottoposto agli esperti medici, che hanno rapidamente concluso che la guarigione di Sorino Yanomami era scientificamente inspiegabile.

Il 5 marzo 2024, i consulenti teologici hanno esaminato il caso, elevando la discussione dal livello medico a quello spirituale-teologico. Erano responsabili di determinare se la guarigione potesse essere riconosciuta come un miracolo. Il 21 giugno 2024, cardinali e vescovi della Congregazione hanno esaminato i risultati e hanno fornito al Santo Padre la loro raccomandazione favorevole.

Il 1° luglio 2024, il Papa ha autorizzato il Dicastero a emettere il decreto di canonizzazione e a fissare la data della celebrazione.

La canonizzazione è avvenuta il 20 ottobre 2024, la 29ª domenica del Tempo Ordinario e della Domenica Missionaria Mondiale, in concomitanza con la conclusione della Seconda Sessione della Sedicesima Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi sulla sinodalità. In quel giorno, Papa Francesco canonizzò Joseph Allamano, fondatore delle Missionarie Consolata e delle Suore Missionarie Consolata, insieme agli undici "Martiri di Damasco" (Manuel Ruiz López e sette compagni dell'Ordine dei Frati Minori, e i laici maroniti Francesco, Mooti e Raffaele Massabki), oltre a due fondatrici: Marie.Léonie Paradis delle Piccole Suore della Sacra Famiglia ed Elena Guerra degli Oblati dello Spirito Santo, conosciute come le suore di Santa Zita.

 

Postulazione e l’Ufficio Storico, Roma