Castelnuovo don Bosco
Paese Natale 23 ottobre 2024
Omelia del Superiore Generale, Padre James Lengarin, IMC
Il Saluto e la gratitudine al Signore
Dopo lo splendore di Piazza San Pietro, gremita di pellegrini provenienti da tutto il mondo, ci ritroviamo a Castelnuovo don Bosco per ringraziare Dio del dono che ci ha fatto attraverso la Chiesa con la canonizzazione di San Giuseppe Allamano. Castelnuovo è il luogo di nascita dell'Allamano. È il luogo in cui ha visto la luce del giorno di Dio. È il luogo dove è stato battezzato e dove ha mosso i primi passi verso la maturità umana e cristiana. È dunque una terra santa, da cui sono venuti anche San Giuseppe Cafasso, San Giovanni Bosco, San Domenico Savio, e quindi possiamo dire, Castelnuovo dei Santi, che Dio ha voluto prima del tempo e nel tempo. È qui che l'Allamano ha ricevuto la sua formazione umana, spirituale e culturale.
Siamo qui per lodare, ringraziare e celebrare la grazia di Dio per averci fatto dono di questo figlio di Castelnuovo come nostro santo, santo per la Chiesa universale e per tutti i popoli amati da Dio. Ringraziamo gli abitanti di questa terra speciale per la loro grande accoglienza, per averci dato il loro amato figlio come padre, fratello e intercessore in cielo.
I Castelnovesi hanno cresciuto un sacerdote esemplare che ci ha lasciato una preziosa testimonianza di fedeltà a Cristo e di amore per le anime. All'età di tre anni, l'Allamano rimase orfano di padre, ma nella madre, con l'eccellente aiuto della maestra Benedetta Savio, trovò i principali formatrici di uno spirito che fin da bambino era proteso alla santità.
Aveva sei anni quando incontrò per la prima volta lo zio, San Giuseppe Cafasso, che gli pose la mano sul capo e lo benedisse. Il ricordo e il pensiero dello zio avranno un'influenza decisiva per tutta la sua vita. Non va dimenticato un altro sacerdote di dimensioni più modeste, lo zio paterno, don Giovanni Allamano, parroco di Passerano.
All'età di undici anni entra nell'oratorio salesiano di Valdocco, a Torino, dove compie gli studi ginnasiali. San Giovanni Bosco avrebbe voluto che diventasse salesiano, ma Dio aveva altri piani e l'Allamano lasciò l'oratorio per entrare nel seminario diocesano di Torino.
Insomma, fin dalla giovinezza l’Allamano visse in un clima di missionarietà pieno di spirito missionario, dapprima durante gli anni del ginnasio alla scuola di don Bosco e poi nel Seminario metropolitano, quando, assieme ad altri compagni, aveva fatto domanda di essere accolto nel Collegio delle Missioni Brignole Sale in Genova. Maturato, lo slancio apostolico del cardinale Guglielmo Massaia, le scuole Apostoliche istituite a Torino dall’intraprendente canonico Ortaldo, l’inizio delle missioni salesiane nell’America meridionale, l’abbondanza del clero diocesano e, soprattutto, lo zelo ardente e instancabile. Nel sacerdote Allamano nacque il progetto e la realizzazione di una stabile fondazione missionaria per gli Istituti della Consolata.
Con la canonizzazione, Giuseppe Allamano è ora posto “come una candela sul lucerniere, per far luce a tutti quelli che sono nella casa” (Mt 5,15). Viene quindi presentato a tutta la Chiesa, perché lo abbia come esempio e intercessore presso il Padre. È giusto, quindi, che oggi cantiamo un inno di ringraziamento al Signore per aver suscitato questo grande Apostolo nella Chiesa di Torino. È infatti Cristo che, con il suo Spirito Santo, vivifica sempre la sua Chiesa e dà origine alla grande schiera di santi che veneriamo sui nostri altari.
Immersi nell’amore gratuito di Dio
Il testo di luca 4, 16-21, ci parla della missione di Cristo. La sua missione era quella di raggiungere i poveri, di liberare i prigionieri, di restituire la vista ai ciechi e di sollevare gli oppressi. Questa missione è attuale oggi come allora. Dobbiamo impegnarci a compiere la sua missione.
La “grazia” (v. 19) che Dio dona all'umanità passa attraverso la sua persona, è lui stesso. Questa grazia e questa salvezza sono per tutti, indipendentemente dal paese di origine, dalle condizioni sociali e dal credo religioso. L'Allamano ha accolto questo messaggio del Maestro e ha dato un impulso missionario al suo tempo, mostrando che la salvezza non è per alcuni ma per tutti.
Nella sinagoga di Nazareth, Gesù incontra i suoi compatrioti. Con le parole di Isaia, Gesù rivela il volto di Dio, che è credibile perché mostra la sua vicinanza a chi soffre, a chi è fragile ed escluso. Ci mostra il volto di un Dio che vuole la libertà e il bene per tutti i suoi figli/e, che non annuncia un anno di comandamenti, di leggi, ma un anno di grazia.
Siamo tutti cittadini del mondo. Purtroppo, milioni di persone soffrono in questo mondo. Sperimentano le devastazioni della guerra, i dolori dell'oppressione, la decimazione della malattia, la morte lenta della fame e l'umiliazione della povertà. Oltre alle condizioni fisiche, milioni di persone vivono nell'oscurità spirituale. Sono schiacciati dal peso del peccato e da abitudini che li tormentano. La luce della verità non è ancora entrata nelle loro vite. Chiediamo allo Spirito Santo di risvegliare nei nostri cuori quell'amore che sa sempre trovare una parola o un gesto di solidarietà e di consolazione che porti conforto, libertà e grazia.
Oggi le parole di Gesù sono rivolte a ciascuno di noi così come siamo, nella situazione in cui ci troviamo. L'amore di Dio ci raggiunge anche quando sentiamo di essere in uno stato spirituale imperfetto o in una fede fragile, anche quando non ci sentiamo degni del suo amore, anche quando non sappiamo pregare, quando siamo egoisti o pigri: in altre parole, quando ci sentiamo poveri, oppressi, imprigionati e ciechi nella fede. Dio ci abbraccia senza porre condizioni per immergerci nel suo amore gratuito.
Una preziosa eredità di una stella luminosa
“Ho posto il mio spirito su di lui; egli porterà il diritto alle nazioni…io, il Signore, ti ho chiamato per la giustizia e ti ho preso per mano; ti ho formato e ti ho stabilito come alleanza del popolo e luce delle nazioni, perché tu apra gli occhi ai ciechi e faccia uscire dal carcere i prigionieri, dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre.” Is 42, 2-6-7.
L'Allamano aveva un cuore aperto alla realtà umana e sociale del suo tempo. Questa disposizione, questa esperienza e questa apertura lo hanno aiutato a dare priorità all'annuncio del Vangelo ai non cristiani. La santificazione delle anime dipende dalla grazia; l'Allamano lo sa bene, ma sa anche che Dio non si servirà mai di missionari senza spirito; bisogna essere santi per poter diventare strumenti adatti, capaci di trasformare le anime nell'opera meravigliosa di collaborare con Dio nella missione.
Dopo le intense attività di ogni giorno, l'Allamano si riuniva nel famoso coretto per pregare davanti alla Vergine della Consolata, affidandole tutto: le gioie del presente, i progetti per il futuro e, sempre più spesso, il sogno delle missioni.
I missionari hanno accolto questa chiamata: sono andati a chiamare tutti, agli incroci e alle periferie del mondo; e in questo modo hanno fatto tanto bene alla Chiesa perché, quando la Chiesa si ferma e si chiude in sé stessa, si ammala, può corrompersi, o per il secolarismo mondano. I missionari hanno rivolto lo sguardo a Cristo crocifisso, hanno accolto la sua grazia e non l'hanno tenuta per sé. Come San Paolo, si fecero tutto a tutti gli uomini; seppero vivere nella povertà e nell'abbondanza, nella sazietà e nella fame; poterono fare ogni cosa in Colui che dava loro forza (cfr. Fil 4,12-13).
Con questa forza di Dio, hanno avuto il coraggio di “uscire” per le strade del mondo, confidando nel Signore che chiama. Questa è la vita di un missionario... per poi finire lontano da casa, lontano dal proprio Paese, spesso ucciso, assassinato! Come è successo a tanti nostri fratelli e sorelle negli ultimi anni. La missione evangelizzatrice della Chiesa è essenzialmente la proclamazione dell'amore, della misericordia e del perdono di Dio rivelati all'umanità attraverso la vita, la morte e la risurrezione di Gesù Cristo. I missionari hanno servito la missione della Chiesa spezzando il pane della Parola agli ultimi e ai più lontani, portando a tutti il dono dell'amore inesauribile che sgorga dal cuore del Salvatore e maestro Gesù Cristo.
Ricordiamoci di chi ci ha preceduto, di chi ha fondato la nostra Chiesa. Chiesa feconda, quella del Piemonte! Feconda di tanti missionari andati dappertutto. Il mondo era pieno di missionari piemontesi. Questo ringranamento di santità non ci faccia abbandonare l'apertura e il coraggio. Preghiamo il Signore perché Castelnuovo torni su questa strada feconda e doni al mondo tanti santi missionari. Ci aiuti sant'Allamano come nostro intercessore. Che il seme da lui gettato cresca e porti frutto in uomini e donne nuovi, coraggiosi e lungimiranti, con il cuore aperto alla chiamata del Signore. Ecco cosa dobbiamo pregare oggi per la nostra patria. Lui, sant'Allamano, dal cielo, sarà il nostro intercessore. Che l'Italia torni a essere fonte di buoni e santi missionari.
Essere missionari della Consolata significa offrirsi agli uomini, portare loro l'amore che salva. In questo modo, l'immenso campo di discepoli missionari si apre a tutti i discepoli dell’Allamano, specialmente ai giovani, per testimoniare l'amore di Cristo. Avanti, cari fratelli e sorelle della Consolata, sulle orme del nostro Fondatore!
Partiamo da qui con un'altra certezza: il carisma, l'intercessione e la vita di san Giuseppe Allamano e lasciamoci ispirare per rinnovarci a rinascere nel mondo nuovo di essere missionari e missionarie per le scelte non sempre facili che siamo chiamati a compiere.
Castelnuovo Don Bosco 23 ottobre ’24.
P. James Bhola Lengarin IMC


Children welcoming pilgrims with songs.
I bambini accolgono i pellegrini con canti.

The Pilgrims arriving at Castelnuovo for the thanksgiving Mass at St. Andrea Parish.
I pellegrini in arrivo a Castelnuovo per la Messa di ringraziamento presso la Parrocchia di Sant'Andrea.

Children of Castelnuovo amazed by the number of happy pilgrims.
I bambini di Castelnuovo erano stupiti dal numero di pellegrini felici.

The Pilgrims arriving at Castelnuovo for the thanksgiving Mass at St. Andrea Parish.
I pellegrini in arrivo a Castelnuovo per la Messa di ringraziamento presso la Parrocchia di Sant'Andrea.

I rejoiced with those who said to me, “Let us go to the house of the Lord” Psalm 122:1
Mi sono rallegrato con quelli che mi dicevano: «Andiamo alla casa del Signore» Salmo 122:1

Pilgrims outside the St. Andrew Church at Castelnuovo, just before the Mass.
Pellegrini fuori la chiesa di Sant'Andrea a Castelnuovo, poco prima della Messa.

The Thanksgiving Mass at Castelnuovo begins.
Inizia la messa di ringraziamento a Castelnuovo.

Fr. James Lengarin the General Superior celebrating the thanksgiving Mass at Castelnuovo.
Padre James Lengarin, Superiore Generale, celebra la Messa di ringraziamento a Castelnuovo.

Pilgrims participating fully in the Mass at St. Andrew in Castelnuovo.
Pellegrini che partecipano attivamente alla Messa a Sant'Andrea a Castelnuovo.


Mass in progress at St. Andrew in Castelnuovo.
Messa in corso a Sant'Andrea a Castelnuovo.


At every Mass we commemorate the sacrifice Jesus made of Himself to the Father we must ask to sacrifice ourselves with him. SL. 147.
Ogni volta che partecipiamo alla Messa, pensiamo all’offerta che Gesù fa di Se stesso al Padre e domandiamogli la grazia di sacrificarci con Lui in tutto. VS. 147

Pilgrims participating fully in the Mass at St. Andrew in Castelnuovo.
Pellegrini che partecipano attivamente alla Messa a Sant'Andrea a Castelnuovo.

Ministers pose for a photo in the sacristy after the thanksgiving Mass at St. Andrea.
I ministri posano per una foto nella sacrestia dopo la messa di ringraziamento a Sant'Andrea.


Pilgrims visiting different places related to St. Joseph Allamano after the Mass.
Pellegrini in visita ai diversi luoghi legati a San Giuseppe Allamano dopo la Messa.

Fr. Jonah Makau among the pilgrims who visited the house of St. Joseph Cafasso.
Padre Jonah Makau tra i pellegrini che hanno visitato la casa di San Giovanni Cafasso.

Pilgrims in the streets of Castelnuovo after the Mass.
Pellegrini per le vie di Castelnuovo dopo la Messa.

Happy pilgrims at Castelnuovo after the thanksgiving Mass.
Pellegrini felici a Castelnuovo dopo la messa di ringraziamento.

A pilgrim enjoys the presence of St. Joseph Allamano’s statue in the church.
Un pellegrino si rallegra della presenza della statua di San Giuseppe Allamano nella chiesa.

Pilgrims from Tanzania pose for a photo after the Mass at Castelnuovo.
I pellegrini della Tanzania posano per una foto dopo la messa a Castelnuovo.

A statue of St. Joseph Allamano inside the church of St. Andrew in Castelnuovo.
Una statua di San Giuseppe Allamano all'interno della chiesa di Sant'Andrea a Castelnuovo.

Rejoice in the Lord always; again I will say, rejoice. Philippians 4:4
Rallegratevi sempre nel Signore; lo ripeto: rallegratevi. Filippesi 4:4

Final audience and photo after the Mass at St. Andrew in Castelnuovo.
Udienza finale e foto dopo la Messa a Sant'Andrea a Castelnuovo.

