RICONOSCENZA

DUE MESSAGGI CHE FANNO PENSARE

Riportiamo due messaggi inviati da un Missionario della Consolata dalla Colombia: «Mio fratello maggiore era in punto di morte a causa di un terribile cancro al pancreas. I medici ci convocarono e ci dissero che lo dimettevano perché potesse morire a casa. Riunii tutta la famiglia, celebrai l’eucaristia e diedi a mio fratello l’olio degli infermi. Ad un certo punto gli parlai del Fondatore dicendogli che nutrivo molta fiducia che lui lo potesse guarire. Gli diedi un’immagine del Fondatore e sorpresa! Non passarono che quattro giorni e mio fratello cominciò a migliorare. Un medico dell’EE.UU. lo operò nuovamente, e da più di quattro mesi non sente più nessun dolore. I medici gli hanno detto di ritornare per un controllo quando avrebbe desiderato. È stato un vero miracolo per intercessione del Fondatore. Almeno non sente più nessun dolore!». Il 9 febbraio scorso, interpellato se si poteva pubblicare la grazia, lo stesso missionario rispose: «Veramente che nella mia famiglia abbiamo molto sentito la presenza del beato Allamano. Dopo che mio fratello ricevette l’immagine del Fondatore ed iniziò a recitare il rosario, non sentì più i dolori lancinanti che lo tormentavano prima. Per quattro mesi abbiamo avuto la convinzione che il male fosse sotto controllo. Difatti, mio fratello ritornò al suo lavoro di sempre. Però il 19 settembre scorso, il Signore lo chiamò a sé. La morte, tuttavia, è stata causata da un’altra malattia,collegata con il cuore, e non per il cancro»


ADESSO NON POSSO CHE DIRE “GRAZIE”

Carissimi, mi trovo a scrivere in un momento di grande gioia e riflettendoci bene, con il Cuore gonfio d’Amore, il merito è del mio caro e Beato Allamano. Mi chiamo Stefania e sono ormai anni che vivo nella sfera dei Missionari della Consolata. Sono come si suol dire una “ privilegiata”. Posso bere alla loro fonte del sapere e della Carità e questo mi ha aiutato tanto a diventare una “ missionaria” moderna e una “Cattolica Cristiana” convinta .

Circa sei anni fa incontrai uno di loro e fu una vera gioia quando lui accettò di diventare il mio padre spirituale. La mia vita cominciò a cambiare perché io, grazie al suo esempio e dei suoi confratelli e consorelle, mi modificavo nel cuore e nella quotidianità. Questo cambiamento così radicale, vocazionale, mi ha permesso di avere “la luce” giusta nel cuore e negli occhi per poter riconoscere in Andrea l’uomo giusto, scelto dal Signore, per essere con lui “famiglia piccola Chiesa” e nel luglio 2003 ci siamo sposati. Tante cose sono accadute. Abbiamo avuto diverse vicissitudini, anche tre interruzioni di gravidanza ma “mai” abbiamo perso la Fede o siamo rimasti soli….Grazie ai Missionari della Consolata e alla “ Madre della Consolazione” con il Beato Allamano…Da sempre ho sul mio comodino la foto di entrambi.

Poi arriva l’estate del 2005 e p. Antonio, il mio padre spirituale di allora, finisce il suo mandato presso la casa generalizia di Roma e deve tornare in Kenya…Quanta tristezza ma anche quanta gioia. Alla sua età ( 78 anni) ancora sente la chiamata e la voglia di andare verso la luce. Ecco che prima di partire ci lascia due doni in regalo: il libretto della novena al Fondatore la statuetta dello stesso. Io ed Andrea accogliamo con gioia entrambi i doni e poniamo sul comodino il libretto e in una nicchia, sopra la testata del letto, la statuetta del Fondatore che con la Sua presenza ci protegge quotidianamente. Il 2005 è stato un anno importante. Io e Andrea, sempre con l’aiuto di tutti i Missionari della Consolata, decidiamo che uno di noi due rinuncerà al lavoro (entrambi manager) per dedicarsi al sociale. Il mio licenziamento risale al 23 dicembre 2004.

Tutto il 2005 lo impegno nel fare volontariato presso la Caritas Diocesana di Frascati e presso altri enti aiutando un poco anche i Missionari stessi. Nulla di fatto! Tanti incontri belli ma nessuna proposta di collaborazione seria. Arriva il Natale e io sono un poco dispiaciuta della situazione, spero tanto che il 2006 mi porti una bella notizia ma specialmente mi illumini la via della verità, quella giusta e voluta da Lui per me. Di tutto ciò, apprezzo il grande messaggio che il Signore mi invia ogni giorno: “vivi affidata e nella paziente attesa”. Ecco che il 16 Dicembre iniziamo la Novena del Fondatore. Riprendiamo quel bel libretto donatoci mesi prima da padre Antonio, poggiato da tempo sul comodino e con il cuore gonfio di Amore e di Abbandono, iniziamo per nove sere a raccomandarci al beato Allamano.

Le nostre vacanze di Natale scorrono serene ed il giorno 26 Dicembre partiamo per il Canada dove vivono dei nostri amici. Pochi giorni prima di Natale, la Cariats Diocesana di Roma mi chiama per un colloquio ma non succede nulla. Il giorno 9 gennaio, ancora tonta dal fuso orario, mi incontro con il responsabile della Caritas Diocesana di Roma e dal giorno 23 gennaio, sono una di loro. Tutte le mattine mi sveglio e sono felice, come oggi… Il mio tempo, le mie energie e le mie preghiere sono per uno scopo nuovo, diverso da quello che vivevo e sentivo prima ed allora non posso che dire GRAZIE Beato Allamano che mi hai concesso la Grazia, grazie ai Missionari della Con-solata che mi hanno fatto conoscere e vivere la parola e l’esempio di “Lui” e del nostro “Signore Gesù” e grazie alla Caritas Diocesa-na di Roma che mi dà questa grande opportunità di essere una Missionaria , tutti i giorni.

Stefy