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L’ALLAMANO SUI SITI INTERNET

Ciccando www.ismico.org, si apre il nostro sito, in cinque lingue, nel quale si trovano le principali informazioni sull’Istituto Missioni Consolata: la sua storia, le sue opere, l’attività missionaria, tutte le notizie attuali che lo riguardano. In particolare c’è una sezione intitolata “Fondatore”, così suddivisa:
- Chi siamo: dove viene illustrata la nostra identità di Missionari della Consolata.
- Beato G. Allamano: sezione molto ricca, che segnaliamo per il suo stretto collegamento con questa rivista.
- Santuario della Consolata: con notizie e fotografie sul celebre santuario torinese, cuore spirituale della diocesi, dove l’Allamano è stato rettore per più di 40 anni e da dove ha preso il via l’avventura missionaria del nostro Istituto.
- Chiesa Allamano. che è la chiesa aperta al pubblico del nostro Istituto, in corso Ferrucci, a Torino, dove sono contenute le spoglie mortali dell’Allamano e del Con fondatore G. Camisassa.

Cliccando sulla sezione “Beato G. Allamano”, si apre il sito a lui interamente dedicato, con due sezioni: la prima, intitolata “Rivista”, contiene tutti i numeri di questa rivista dal 1903: la seconda sezione, intitolata “B. G. Allamano”, ha le seguenti suddivisioni:

- Beato G. Allamano: è la biografia del nostro Fondatore.
- Castelnuovo: paese natale dell’Allamano e paese di santi (S. G. Cafasso, S. G. Bosco, S. D. Savio), con notizie e fotografie.
- Novena Beato Allamano: contiene il testo in italiano di una novena, per ottenere favori speciali da Dio, per intercessione dell’Allamano.
- Vita spirituale: è riportato il volume, curato da p. L. Sales, contenente la dottrina spirituale del nostro Fondatore.
- Studi: pagina che segnaliamo in modo speciale.
- Conferenze: sono riportate dettagliatamente tutte le conferenze dell’Allamano tenute ai missionari e alle missionarie, nella redazione sua manoscritta e come sono state riprese dagli ascoltatori e ascoltatrici.
- Beatificazione, con notizie e documenti sulla celebrazione del 7 ottobre 1990, quando Giovanni Paolo II ha dichiarato Beato il Servo di Dio Giuseppe Allamano.

A questo punto, ci permettiamo di segnalare, appunto per la sua attualità, la suddivisione intitolata:”Studi”, perché in essa vengono pubblicati alcuni degli ultimi studi, specialmente di carattere formativo e spirituale. Dal 16 febbraio 2006, festa liturgica dell’Allamano, l’ufficio generale della Postulazione ha iniziato a pubblicare sul questo sito internet uno studio mensile su aspetti specifici della spiritualità del nostro Fondatore. L’obiettivo è di mettere a disposizione una serie di sussidi in favore di quanti si servono dell’internet e desiderano conoscere meglio il beato Allamano. Questo programma non ha scadenze. Ogni mese uscirà un nuovo studio, a volte anche a puntate, che andrà ad unirsi a quelli precedenti, formando una specie di biblioteca telematica sulla spiritualità dell’Allamano.


ALTRO SITO

Cliccando www.santiebeati.it, si apre un altro sito intitolato “Santi e Beati”. In esso viene riportata una lunga serie, continuamente aggiornata, di schede, corredate da fotografie, ognuna della quali contiene una sintetica biografia di un particolare personaggio eminente per testimonianza di vita cristiana.

Il 1 febbraio 2001, tra le schede ne è stata inserita una intitolata “Beato Giuseppe Allamano”, il cui contenuto è ripreso da “Famiglia Cristiana”. Autore è Domenico Agasso, il quale aveva scritto una vivace biografia del Fondatore in occasione della beatificazione, nel 1990, pubblicata per le Edizioni Paoline. Riportiamo questa scheda, perché sa fare una sintesi molto bella della personalità apostolica del Fondatore, evidenziandone l’attualità del messaggio missionario. E non badiamo se sembra polemizzare oltre il dovuto.

«È concittadino di due santi: Don Bosco, che l’ha avuto studente a Torino, e Giuseppe Cafasso, che è anche suo zio materno. Ordinato sacerdote in Torino a 22 anni, laureato in teologia a 23, direttore spirituale del seminario a 25, a 29 diventa rettore del santuario più caro ai torinesi (la “Consolata”) e del Convitto ecclesiastico per i neosacerdoti. Però il santuario è da riorganizzare e restaurare, il Convitto è in crisi gravissima. Con fatiche che non cessarono mai, lui rivitalizza il santuario e fa rifiorire il Convitto, come quando vi insegnava il Cafasso.

Come il Cafasso, è un eccellente formatore di caratteri, maestro di dottrina e di vita. Vede uscire dai seminari molti preti entusiasti di farsi missionari, ma ostacolati dalle diocesi, che danno volentieri alle missioni l’offerta, ma non gli uomini. E decide: i missionari se li farà lui. Fonderà un istituto apposito, ci ha già lavorato molto. Il suo progetto è apprezzato a Roma, ma poi ostacoli e contrattempi lo bloccano, per dieci anni.

Pazientissimo, lui aspetta e lavora. Arriva poi il primo “sì” vescovile per il suo Istituto dei Missionari della Consolata nel 1901, e l’anno dopo parte per il Kenya la prima spedizione. Otto anni dopo nascono le Suore Missionarie della Consolata. Lui sente però che sull’evangelizzazione bisogna scuotere l’intera Chiesa. E nel 1912, con l’adesione di altri capi di Istituti missionari, denuncia a Pio X l’ignoranza dei fedeli sulla missione, per l’insensibilità diffusa nella gerarchia. Chiede al Papa di intervenire contro questo stato di cose e in particolare propone di istituire una giornata missionaria annuale, con “obbligo d’una predicazione intorno ai doveri e ai modi di propagare la fede”. Declinano le forze di Pio X, scoppia la guerra nei Balcani…l’audace proposta cade.

Ma non per sempre: Pio XI Ratti realizzerà l’idea di Giuseppe Allamano, istituendo nel 1927 la Giornata missionaria mondiale. Lui è già morto, l’idea ha camminato. E altre cammineranno dopo, come i suoi missionari e missionarie (oltre duemila a fine XX secolo, in 25 Paesi di quattro Continenti). Da vivo rimproverano a lui (e al suo preziosissimo vice, il teologo Giacomo Camisassa) di pensare troppo al lavoro “materiale”, di curare più l’insegnamento dei mestieri che le statistiche trionfali dei battesimi.

Lui è così infatti: Vangelo e promozione umana, perseguiti con passione e con capacità. “Fare bene il bene”: ecco un altro suo motto. I suoi li vuole esperti in scienze “profane”. E anche questa idea camminerà fino al Vaticano II, che ai teologi dirà di “collaborare con gli uomini che eccellono in altre scienze, mettendo in comune le loro forze e i loro punti di vista” (Gaudium et Spes). E lui, Giuseppe Allamano, che dal 7 ottobre 1990 sarà beato, ripete biblicamente ai suoi: “Il sacerdote ignorante è idolo di tristezza e di amarezza per l’ira di Dio e la desolazione del popolo”».