Il P. Paco,
Superiore dei Missionari della Consolata in Corea, informa della protezione accordata dal beato Allamano ad una ragazzina
coreana di nome Anna, affetta da gravissima anemia con deficienza di rigenerazione del sangue. Ecco alcuni tratti della
lunga relazione fatta dalla signora Eliza-beth, mamma di Anna.
«Settembre 2002. Vedendo mia figlia con
le labbra bianche e molto stanca, ho pensato di farla esaminare in diversi ospedali. La diagnosi è stata
spaventosa: anemia gravissima. In pratica il corpo non produceva più sangue. I valori erano impressionanti,
più che dimezzati. Soprattutto preoccupava la deficienza delle piastrine: 10.000 invece di 150.000. Unica soluzione
era il trapianto del midollo spinale, perché le cure praticamente non davano speranze. Nel momento più
grande di disperazione, ho cercato Dio. Ricoverata la figlia, sono andata nella cappella dell’ospedale. Era
l’unico modo per trovare conforto e speranza. Tutti i giorni mi affidavo a Dio e alla Madonna con la preghiera del
Rosario».
Dopo aver raccontato le dolorose, estenuanti e commoventi vicende vissute negli ospedali e
fuori, con tutte le cure fatte, non avendo potuto trovare un midollo compatibile, la mamma così prosegue: «La
domenica seguente sono andata con la mia amica Paola alla comunità dei Missionari della Consolata a Yokkok. Ho
trovato P. Paco appena tornato da Roma. Quando ha sentito della malattia di Anna, mi ha parlato del padre Allamano e mi ha
detto di pregare lui. Dopo alcuni giorni, l’invocazione “Beato Giuseppe Allamano prega per noi” è
diventata la preghiera costante di mia figlia e mia. Abbiamo creduto da quel momento che il padre Allamano pregava con noi
per mia figlia».
La lunga relazione prosegue a narrare i particolari dei lenti e costanti progressi nella
salute di Anna, fino a giungere come al grido finale di liberazione e di speranza: «Dio mio, grazie! Gesù,
Maria, beato Allamano, a tutti, grazie! Vedendo la mia gioia, il medico cattolico, che aveva detto a mia figlia: “si
vede che hai pregato molto”, ci ha suggerito di continuare con pazienza la terapia. Ho chiamato subito tutti quelli
che stanno pregando per Anna. Tutti sono stati felici per la notizia. Anna ha ripreso a suonare l’organo in
parrocchia come offerta a Dio. Credo fermamente nella guarigione completa della nostra Anna grazie alle preghiere di
tutti. Gesù, che sei la via, la verità e la vita, tu che stai guarendo miracolosamente la nostra figlia,
facci vivere nella verità secondo la tua Parola e raggiungere il Paradiso alla fine della nostra vita».
Il P. Paco, nel mese di aprile di quest’anno informa che Anna continua a migliorare. Le piastrine sono
salite a 135.000. La mamma continua a ringraziare Dio e l’Allamano per l’assistenza a sua figlia.
L’ALLAMANO PROTEGGE UN’ANZIANA MAMMA
La Sig.a Mariangela Tamone, da Candela (BI), il 10
giugno scorso, ci comunica: «In data 07/12/2002 la mia mamma, di anni 78, veniva assalita da violenti dolori
all’intero addome. Consultata la guardia medica, le veniva diagnosticata una gastrite acuta con prescrizione di
alcuni farmaci. La situazione è andata via via peggiorando ed in data 10/12/02 la mamma è stata ricoverata
all’ospedale con blocco intestinale. Sottoposta ad intervento per sospetta presenza di ostruzione al colon, veniva
invece trovata una abbondante colata di liquido retroperineale, leggermente purulento.
Nei
giorni seguenti la situazione si manteneva stazionaria, con dolori addominali e presenza di febbre. Sottoposta a nuovo
intervento a otto giorni dal primo, la situazione si presentava sostanzialmente invariata, con forte rischio di setticemia
e progressivo indebolimento della paziente. Nel frattempo avevo ricevuto dal Rettore della Chiesa Allamano di Torino una
immagine e la reliquia del Beato, al quale ci rivolgemmo con tanta fede e fiducia. Prima di essere sottoposta a qualsiasi
esame la mamma baciava la reliquia e si abbandonava con fiducia alla Volontà Divina.
Dimessa dall’ospedale in data 17/01/03, veniva nuovamente ricoverata in data 24/01/03 con presenza di vaste
raccolte retroperineali infette e trombo in atto nell’arteria femorale destra. Sottoposta nuovamente ad intensa
terapia antibiotica con rischio di compromissione renale, la risposta ai farmaci stupiva i medici che continuavano a
ripetere che l’aspetto della paziente non corrispondeva assolutamente alla gravità del caso. Sottoposta a
nuovi esami ed al drenaggio delle sacche, una RMN evidenziava ostruzione delle vie biliari. Estratti i calcoli, la mamma
ebbe un progressivo miglioramento ed in occasione di una nuova ecografia in data 10/03/03 l’addome si presentava
completamente asciutto, stupendo i medici stessi che pensavano di dover intervenire per drenare nuovamente una grossa
raccolta nel basso addome. Dimessa in data 11/03/03 a tutt’oggi la mamma è in discrete condizioni fisiche. La
ecografia di controllo e gli esami sui valori ematici effettuati non hanno rilevato presenza di alterazioni.
Ho provveduto ad effettuare una offerta per le Missioni. Ringrazio di cuore il Beato e continuo ad
affidare alla Sua protezione la mia mamma e tutta la mia famiglia».