COLOMBIA - CAQUETA’

SULLA PIAZZA PRINCIPALE DI FLORENCIA BENEDETTA UNA STATUA DELL’ALLAMANO

Il 30 agosto 2003, a Florencia, capitale del Caquetà (Colombia), si sono celebrati contemporaneamente due eventi: l’inaugurazione della piazza rinnovata a parco nazionale di fronte alla cattedrale e la benedizione della statua del Beato Giuseppe Allamano. Posta al lato destro della facciata, questa statua ha lo scopo di rendere omaggio al lavoro dei Missionari e delle Missionarie della Consolata, che operano in questo territorio da 50 anni. Al lato sinistro, invece, si trova la statua di San Francesco d’Assisi, che, in passato, era stata posta per ricordare il lavoro dei Francescani, i quali furono i primi evangelizzatori del Caquetà. Il progetto dell’erezione e benedizione della statua dell’Allamano è stato ideato e portato a compimento dal p. Gian Carlo Guazzotti che, con il p. Antonio Marini, svolge ancora il ministero in questa diocesi.

Nel pomeriggio del sabato, il Vescovo ha celebrato la Messa sulla gradinata della cattedrale, di fronte a più di dieci mila persone, accompagnato dal p. A. Bellagamba, Vice Superiore Generale dell’Istituto, e dal p. F. Aquileo, entrambi in visita canonica alla Colombia, assieme al Superiore Regionale p. S. Carminati, ad alcuni nostri confratelli e tanti sacerdoti diocesani. Alla fine della messa, il p. Bellagamba è stato invitato a scoprire, assieme alla nipote del Governatore della Colombia, una targa, posta sul piedestallo, ed a benedire la statua dell’Allamano. Sulla piazza è subito esploso un applauso interminabile, che ha dimostrato la viva partecipazione della gente. In una discorso vibrante e appassionato, il Governatore Pablo Adriano Muñoz Parra ha magnificato il lavoro dei missionari che hanno dissodato questo terreno arido con l’evangelizzazione integrale, seguendo fedelmente il metodo del Beato Allamano, il quale voleva che fede e progresso sociale andassero di pari passo. E poi ha continuato: «Nella storia del Caquetà c’è un “prima” e un “poi”: prima dei Missionari e Missionarie della Consolata e dopo di loro. Oggi si può affermare che tutto ciò che esiste nel Caquetà è frutto del lavoro dei figli e delle figlie dell’Allamano, che svilupparono e stabilizzarono quanto era stato iniziato dai figli di San Francesco». Il p. Bellagamba ha improvvisato un discorso altrettanto vibrante, che è risultato un miscuglio di parole spagnole, italiane e inglesi, ringraziando il vescovo, le autorità civili, militari, e tutti i partecipanti, per l’onore e l’amore dimostrato ai missionari e missionarie ed al loro Fondatore, invitandoli a continuare il lavoro fatto dai Francescani e dei Missionari e Missionarie della Consolata per una maggior crescita di fede e di opere a servizio della gente e specialmente dei più poveri.
La serata è risultata una vera apoteosi, degna di un santo come l’Allamano e delle famiglie missionarie da lui fondate.
 
P. Antonio Bellagamba