ORIZZONTE

HANNO SCRITTO DELL’ALLAMANO

MONTONATI Angelo, Il Vangelo del sorriso, ed. San Paolo, Cinisello Balsamo (Milano), 2003, 176 pp. È una nuova biografia della Serva di Dio Sr. Irene Stefani, Missionaria della Consolata, che segue, dopo anni, quella molto famosa di Sr. Gian Paola Mina “Gli scarponi della gloria”, che aveva trovato una grande accoglienza, specialmente tra i giovani. L’Autore, un giornalista dalla penna brillante, attualmente impegnato in biografie di personaggi del mondo cattolico straordinari per santità, ha potuto attingere a fonti non conosciute al tempo della prima biografia, per cui questa sua opera si propone come una “novità”.

Sr. Irene è una Missionaria della Consolata, accolta direttamente dal Fondatore, da lui formata e destinata al Kenya nel dicembre del 1914. Ne consegue che lo spirito e la figura dell’Allamano fanno da logico sfondo a tutta la vicenda della protagonista. Leggendo queste pagine non solo si può venire a contatto con la meravigliosa missionaria Sr. Irene, martire della carità, ma anche si può capire come l’Allamano incideva nei suoi figli e figlie per prepararli alla missione e, poi, come li seguiva e sosteneva, soprattutto nei momenti più difficili. Nelle parole e negli atteggiamenti di Sr. Irene, anche quando non è detto, si intravede lo spirito dell’Allamano e, a volte, sembra di risentire addirittura sue espressioni. Per esemplificare, ecco qualche frase dell’autore.

Durante gli anni di preparazione alla missione: «Il fondatore […] si occupa della formazione delle novizie, coadiuvato dal Canonico Camisassa. Ogni settimana e a volte più spesso, egli riunisce le sue figlie e conversa con loro: attraverso le sue parole e la sua non comune esperienza di direttore spirituale (il nipote del Cafasso era anche rettore del Convitto Ecclesiastico, da cui uscivano grandi figure di sacerdoti), si precisa sempre più il carisma dell’istituto, che viene poi metabolizzato dalle giovani reclute. Suor Irene, attentissima, prende appunti sul suo taccuino, rilegge, medita traduce il tutto in propositi e in stile di vita: quelle parole saranno per lei sicuri punti di riferimento fino alla morte» (pp. 56 - 57). E come esempio di una di queste note, l’autore riporta il programma di vita di Sr. Irene, che rispecchia bene lo spirito dell’Allamano: «O Gesù! Se io avessi mille vite, le spenderei per Te. Gesù non è altro che amore. […] Gesù solo! Tutto con Gesù - Nulla da me - Tutta di Gesù - Nulla di me - Tutto per Gesù - Nulla per me - Fac hoc et vives (fa questo e vivrai)» (p. 57 - 58).

In missione, verso gli ultimi anni della sua breve vita terrena, ad una consorella che le rimproverava un suo modo di fare, scriveva: «Amatissima Sorella, io mi sento di doverLa ringraziare tanto della Sua bontà in aiutarmi a ricordare con questo suo Scritto quanto ci era molto inculcato in Casa Madre […]. Se vedesse anche qualche cosa d’altro (in me che non va), La prego di usarmi questa grande carità d’avvertirmi subito: E questo non è forse quello che ci inculcò tanto il veneratissimo nostro Padre Fondatore: la correzione fraterna?» (pp. 128 – 129).

È riportata la testimonianza di Sr. Antonietta, unica missionaria ancora vivente del tempo di Sr. Irene: «Noi suore giovani eravamo state mandate a Kikondi (missione dove viveva Sr. Irene) per impratichirci della lingua e dei costumi kikuyu. Per noi la Serva di Dio fu una “maestra” completa.Considero una vera grazia quei mesi trascorsi accanto a lei, perché trovavo in lei applicati gli insegnamenti del Fondatore» (p. 166).

LANGELLOTTO Maria Lucia, Fondatore e promotore delle missioni: beato Giuseppe Allamano, in “Immacolata mia!”, n.2, febbraio 2003, pp. 11-13: sulla rivista mensile delle Suore Francescane dell’Immacolata, è apparsa una sintetica presentazione dell’Allamano, nella rubrica: “Il santo del mese - 16 febbraio”. Si tratta di una presentazione della vita e dell’opera missionaria del nostro Fondatore. La descrizione è sintetica, completa, con tanti particolari, esatta e in forma popolare. Ecco come l’autrice si introduce: «Questo illustre beato è stato definito ‘la perla del clero piemontese’. Egli, infatti, operando nell’ambito ecclesiastico è stato richiamo salutare per il clero. Inoltre con la fondazione dell’Istituto Missioni Consolata di Torino e delle Missionarie della Consolata, ha ravvivato lo spirito missionario, che è caratteristico della Chiesa». Interessante la definizione dell’Allamano come “la perla del clero piemontese”, che non so dove l’autrice l’abbia trovata. Il Cardinale Carlo Salotti aveva scritto una biografia di S. Giuseppe Cafasso dal titolo: «La perla del clero italiano». Comunque, senza dubbio, l’Allamano è una “perla preziosa”, “un tesoro” per i suoi figli e figlie e per quanti lo conoscono, gli vogliono bene e confidano nella sua intercessione!