In occasione del
900° anniversario del miracoloso ritrovamento del quadro della Consolata da parete del cieco di Briançon,
avvenuto nel 1104, il celebre santuario torinese ha organizzato solenni celebrazioni che culminarono nella festa del 20
giugno 2004. È stato pure pubblicato un numero unico della rivista del santuario, nel quale si ripercorre la storia
e si illustra la spiritualità, il valore apostolico e la forza di consolazione per la gente di questo importante
centro mariano.
Nelle varie rubriche della rivista, si parla dell’Allamano con riconoscenza,
sottolineando la sua decisiva incidenza nel rinnovamento spirituale, pastorale e architettonico del santuario, a partire
del 1880, quando ne venne nominato rettore, fino al 1926, anno della sua morte. Riportiamo di seguito i punti salienti.
Dall’Editoriale, a firma del Card. Severino Paletto, arcivescovo di Torino: «L’ampliamento della
Chiesa voluto dal Beato Giuseppe Allamano, per decenni Rettore del Santuario, e la fondazione di due Istituti missionari
sono un’apertura all’attuazione del mandato di Gesù che diede ai suoi di andare in tutto il mondo ad
annunciare il Vangelo ma anche di essere casa accogliente in cui c’è un posto per tutti.
Cent’anni fa, in occasione dell’ottavo centenario, il Beato Allamano volle ornare l’effigie della
Consolata con una duplice corona di stelle di brillanti, una di esse fu personalmente donata dal Papa San Pio X, e vi fu
una gara tra i fedeli per testimoniare anche in questo modo la propria riconoscenza alla Patrona di Torino. In quella
medesima occasione il Santuario, ampliato e rinnovato, ricevette la sua solenne consacrazione proprio nel primo giorno
della novena» (p. 2).
Viene ricordato il messaggio di Giovanni Paolo II, pronunciato durante la sua
visita, nell’indimenticabile giornata del 13 aprile 1980. Tra l’altro, il Papa allora disse: «Da qui, in
nome della Consolata, sono partiti intrepidi Missionari, sacerdoti e religiosi, suore e laici, che hanno iniziato sereni e
coraggiosi la loro vita di testimonianza e di consacrazione». E, dopo aver ricordato i santi che furono vicini al
santuario, così si espresse: «E qui bisognerebbe ancora continuare l’elenco di tanti altri sacerdoti di
esimia virtù, tra cui specialmente il Canonico Giuseppe Allamano» (pp. 3, 5).
In un articolo dal
titolo “Una sintesi di storia – Il Santuario di Torino dagli inizi ad oggi”, ad un certo punto si legge:
«Nel 1880 l’arcivescovo Gastaldi nominò rettore del Santuario il giovane sacerdote Giuseppe Allamano
che, nel 1882, divenne anche rettore del Convitto.
La scelta dell’Alla-mano fu il
terzo fatto determinante per la recente storia del San-tuario. Infatti, sotto la sua ultraquarantenne direzione, il
Santuario conobbe un grande sviluppo.
Due fatti soprattutto vanno ricordati: nel 1901
fondò l’Istituto della Consolata per le Missioni Estere e nel 1899 affidò all’architetto Carlo
Ceppi il restauro e l’ampliamento del Santuario, che assunse nel 1904 la fisionomia attuale. (…) Alle
celebrazioni centenarie del 1904 parteciparono anche i Missionari della Consolata, presenti a Torino: un piccolo gruppo,
perché la maggior parte era in Africa. La rivista La Consolata del mese di giugno 1904 accenna espressamente
all’Istituto missionario e riporta una frase del Card. Richelmy che lo presenta come “un’istituzione
indipendente dal santuario, ma nello stesso tempo come un ingrandimento importantissimo del medesimo nella lettera e nello
spirito”.
Nel gennaio 1902 l’Istituto era appena fondato e la rivista La
Consolata tra le varie opere legate al Santuario ricorda anche il nuovo Istituto, del quale nel giugno del 1901 era stata
benedetta la cappella della prima Casa Madre in corso Duca di Genava (ora corso Stati Uniti) denominata in modo allusivo
La Consolatina, con questo commento: “L’importanza di tale funzione sta a dimostrare come il culto della
Consolata non sia solo contemplativo, ma attivo, né si restringa solo a Torino o solo all’Italia”
(…).
Questo passaggio da un regime monastico a quello diocesano si consolida con la
venuta come rettore (nel 1880) dell’Allamano. Il quale inizia a muoversi nel 1883 con i restauri esterni del
santuario, in occasione delle celebrazioni cinquantenarie del 1885 a ricordo della cessazione del colera. Liberò la
cupola da un ballatoio esterno che la cingeva con poca eleganza; eliminò gli speroni che sporgevano dai tetti
più bassi; rivestì la cupola con una copertura in piombo; rivestì con uno zoccolo in pietra tutto il
perimetro esterno del santuario…
In occasione dell’ottavo centenario del
ritrovamento dell’icona della Consolata, che cadeva nel 1904, iniziò nel 1889 i grandi restauri
interni.
Intanto attorno al santuario nel 1904 gravitava un mare di gente. Ed è per
questo mare di gente, come si è detto, che potè sorgere l’Istituto missionario, immettendo aria nuova,
aprendo porte e finestre, dando la certezza a tutti che il santuario anche da un punto di vista finanziario si era
trasformato da conca in canale. Non solo contemplativo o devozionale, ma apostolico.
Due
date da ricordare: 1901 fondazione dei Missionari della Consolata; 1910 fondazione delle Suore Missionarie della
Consolata. Così ormai in tutti i continenti si conosce, si prega, si evangelizza!
In appendice si può aggiungere che nella notte tra il 7 e l’8 febbraio 1979 le due aureole, così
preziose, vennero rubate. Era però avvenuto che l’Alla-mano, già al suo tempo, aveva provveduto a
sostituire le due aureole, tanto appetibili ai ladri, con due finte. Quelle vere era custodite in cassaforte. I ladri
quindi asportarono pietre false. Ma che fine fecero i diamanti veri? Con l’autorizzazione della S. Sede vennero
alienati e venduti dopo la seconda guerra mondiale per ricostruire il santuario e il convitto danneggiati dai
bombardamenti del 13 agosto 1943» (pp. 23, 27).
Infine, nell’articolo “La Consolata: Madre di
Santi”, viene nominato l’Allamano, «a cui la Provvidenza affidò la fondazione dei missionari e
delle missionarie della Consolata» (p. 33).