L’Allamano tornato a Meru

In Kenya, ogni anno Missionari e Missionarie della Consolata si trovano insieme per celebrare la festa della loro Fondatrice e Madre. Il tradizionale appuntamento del 20 giugno è un’occasione per riconfermare l’unità delle due famiglie dell’Allamano e per unirsi alle sorelle e ai fratelli che celebrano i loro anniversari e giubilei: 25, 50, 60 anni di sacerdozio, consacrazione religiosa e presenza in Africa.

Il 20 giugno del 2006, c’è stata una grossa novità nella routine tradizionale: l’incontro è avvenuto nel Meru, in occasione della benedizione e apertura del nuovo “Centro di Animazione Missionaria e Vocazionale” di Runogone, che è abbinato alla nuova parrocchia, affidata alla cura pastorale dei Missionari della Consolata.

Runogone si trova alla periferia di Meru, cittadina a nord del monte Kenya, sulla strada che porta a Tigania, Kangeta e Maua, circondato da una grande concentrazione di scuole di tutti i tipi con migliaia di studenti, con di fronte l’Università Metodista del Kenya. Il luogo è molto promettente per ogni lavoro di animazione.

La decisione di aprire questo centro a Meru è maturata come risposta al cambiamento in atto nella regione che sta modificando la sua fisionomia tradizionale: da importatrice di manodopera missionaria ad esportatrice; da realtà di prima evangelizzazione ad una chiesa locale sempre più autosufficiente; da una chiesa evangelizzata ad una chiesa evangelizzatrice, che manda i suoi figli in tutto il mondo.

Così la festa della Consolata ha visto missionari e missionarie, accompagnati da molti sacerdoti locali e amici, riuniti attorno al vescovo di Meru, mons Salesio Mugambi, assistito dai nostri confratelli vescovi Pante Virgilio da Maralal, Anthony Ireri da Isiolo e Peter Kihara da Muranga. La celebrazione eucaristica è avvenuta nella chiesa parrocchiale che p. Ermanno Montini, il primo parroco, è riuscito a trasformare meravigliosamente in solo pochi mesi da capannone sconnesso a chiesa sobria, bella e dignitosa.

Dopo la celebrazione liturgica, tutti si sono recati al nuovo centro, dove i quattro vescovi hanno tagliato il nastro e benedetto abbondantemente ogni angolo augurando futuri frutti di bene.

In questo centro merita speciale attenzione la cappella, posta al primo piano accanto all’entrata, ad indicare che quanti cercano un’ispirazione vocazionale, prima che con le altre persone, si devono incontrare con il Signore, perché è lui che chiama.

Questa cappella, voluta elegante dal superiore regionale di quel tempo, il p. Raffaello Lombardo, è stata progettata da fr. Giuseppe Argese. In essa, oltre al mosaico della Consolata, spiccano le dieci coloratissime vetrate, che inondano di luce variopinta tutto l’ambiente, rendendolo accogliente e festoso.

Sulle quattro vetrate dietro l’altare, a destra ed a sinistra del mosaico della Consolata, sono dipinti i nostri santi: Teresa di Gesù Bambino, Giuseppe Cafasso, Giuseppe Allamano e France-sco Saverio.

L’Allamano è accanto alla Consolata e, con la mano protesa verso il suo volto, sembra invitare a guardarla e a fidarsi di lei. La vocazione propria dell’Allamano è sempre stata quella di accompagnare alla SS. Consolata e lo è anche adesso. In questo nuovo centro missionario, non c’è dubbio che l’Allamano sia come il “padre di casa”. I giovani che parteciperanno alle attività che qui si svolgeranno, sicuramente troveranno in lui una forte e sicura ispirazione. L’Allamano è ancora oggi “padre” e “maestro” di quanti intendono seguire Gesù, il primo e il vero missionario.

P. Francesco Pavese