Il Sig. Luiz Hiroiti Ikemoto, da San Paolo del Brasile, ci invia un breve messaggio: «Le scrivo per dirle
che ho acquistato una breve biografia del beato Giuseppe Allamano, la cui lettura mi ha dato molta consolazione e
sollievo. Nelle mie difficoltà l’ho invocato con grande fiducia nella sua intercessione ed ho sempre ricevuto
subito la sua risposta. Per questo motivo, le chiedo la cortesia di inviarmi una sua immagine con la reliquia. Nella
speranza di essere accontentato, le assicuro che ciò è importante per me».
ORA PARLA, CAMMINA E RIDE
Nel mese di aprile ci è stata inviata questa
comunicazione, che ci piace pubblicare per la sua semplicità e, soprattutto, perché evidenzia come
l’Allamano, dal cielo, sia vicino a quanti lo invocano con fiducia: «Lunedì 1 agosto 2005, mio nipote
Bruno Aimetta, di 39 anni, ha un incidente stradale. Perde i sensi ed è come morto. Viene portato
all’ospedale di Savigliano (CN) e la situazione si presenta subito nella sua gravità: sfondamento del cranio
sull’occhio destro, perforazione dell’intestino, fratture multiple (braccio destro, femore destro). Con
urgenza viene trasferito nel reparto di rianimazione dell’Ospedale di Cuneo, dove rimane due mesi. Bruno non parla,
non muove, non risponde agli stimoli esterni, respira collegato ad una “macchina”.
L’equipe medica, sempre presente, non ha mai dato speranza di ripresa per Bruno. Gli interventi chirurgici
sono stati tanti: alla testa, all’intestino, al femore, al braccio.
Dal giorno dell’incidente, ho
affidato Bruno al Signore per intercessione del beato Giuseppe Allamano ed ho iniziato una novena con tutta la mia
famiglia, recitando la preghiera:
O Padre, fonte di ogni
bene, salga a te il nostro inno di lode per i doni che hai
concesso al beato Giuseppe Allamano. Nella Chiesa egli fu
ministro della consolazione di Maria, guida saggia e prudente
delle anime, padre di famiglie consacrate alla missione. Degnati, benigno, se è per la tua gloria e il bene delle anime, di glorificarlo nella Chiesa concedendoci la grazia della
guarigione di Bruno che con fiducia ti chiediamo per sua intercessione.
Amen.
Le novene al beato Allamano sono continuate ed ora, dopo nove mesi
dall’incidente, Bruno è ancora all’ospedale, ma parla, cammina e ride.
Ho scritto questo
perché avevo promesso che, se Bruno si fosse ripreso, ne avrei dato testimonianza, ringraziando pubblicamente il
beato Allamano per aver ottenuto dal Signore la grazia della guarigione».
Aimetta Caterina, in Cravero
MIGLIORO OGNI
GIORNO
Da p. Salvatore Mura, missionario della Consolata, riceviamo questa lettera, tradotta dallo spagnolo e
spedita da San Vicente del Caguán, Colombia, il 1° maggio 2006: «Reverendissimo Padre, riceva il saluto
più cordiale da parte mia e della mia famiglia, con auguri di ogni bene. Con questa mia lettera desidero esprimere
pubblicamente il mio “grazie” sincero al beato Giuseppe Allamano, per avermi liberato da una malattia, che
sembrava non avesse nessuna speranza di guarigione.
Mi chiamo Miguel Aguilar Valencia. Sono nato in una cittadina
del Dipartimento Amalfi di Antioquia, Colombia, ed ho 70 anni. Nel mese di marzo dell’anno 2004, rimasi paralizzato
in tutto il corpo fino alla testa: muovevo solo gli occhi ed avevo la lingua impedita. I medici dissero che avevo
contratto il morbo di Guillen Barrè, malattia che non si può guarire con nessuna medicina specifica. Rimasi
paralizzato durante sei lunghi mesi.
Il padre missionario della Consolata, incaricato della parrocchia dello
“Spirito Santo” in San Vicente, venne a visitarmi nella vereda della Esmeralda e mi diede la S. Comunione. Mi
disse di pregare il Signore, che, per intercessione del beato Giuseppe Allamano, mi concedesse la salute. Mi diede una
immaginetta con la preghiera ed una reliquia del beato. Pregai tutti i giorni con insistenza e continuo a
pregare.
Cominciai poco a poco a muovere i piedi, tutto il corpo e, per ultimo, le mani. Oggi, a
distanza di due anni, cammino bene, mi alimento da solo, mi lavo da solo. Le mani non hanno ancora la forza sufficiente,
però le muovo bene e con le mie stesse mani provvedo a me stesso. Non sono più dipendente e miglioro ogni
giorno sempre di più. I medici dicono che ormai la malattia non è più un ostacolo e il processo di
guarigione prosegue bene.
Grazie, beato José Allamano; continuerò a pregare sempre,
perché presto venga proclamato “santo”.