Lettera del Superiore Generale

Carissimi lettori, mi dirigo direttamente al vostro cuore missionario. Se batte forte per la missione, se vi piace pensare, riflettere e dedicare tempo, energia e doni nel far conoscere la persona e la buona novella di Gesù a chi non lo conosce e ama, è perché qualcuno vi ha toccato il cuore e vi ha messo dentro il seme dell’ideale missionario.

Nel cuore del beato Allamano, fu il card. G. Massaia, con i suoi scritti, in cui racconta i suoi 35 anni di missione in Etiopia, tra il popolo Galla, a suscitare la passione per la missione. Sì, nel suo cammino vocazionale, la missione era presente, eccome! E la sua realizzazione non è stata ostacolata dai suoi. In una conferenza alle suore missionarie disse: «Non tocca a me far elogio a mia madre... Dovete sapere che era ammalata, quando le dissi che io desideravo farmi missionario. “Non voglio ostacolarti, mi rispose, pensa solo se sei chiamato e poi quanto a me, non pensarci”».

I segni della vocazione missionaria erano chiari nell’Allamano. Avrebbe voluto entrare in un istituto e recarsi quale missionario in terra di missione, ma siccome la sua salute era fragile, i superiori non gli permisero di realizzare questo suo desiderio.

Vorrei sottolineare l’importanza di avere dei modelli positivi per la propria vita vocazionale e di avere il coraggio nel mettere in pratica il proprio desiderio, se è volontà di Dio. Il beato Allamano ci ha lasciato dei grandi modelli missionari. Tra tutti, spicca la figura di S. Francesco Saverio, di cui commemoreremo il 500º anniversario della nascita, il prossimo 3 dicembre. Lo ha voluto anche protettore del nostro Istituto, perché, dopo S. Paolo, è modello dei missionari, lui che era tutto di Dio, tutto del prossimo e tutto di se stesso. Dopo aver compreso che la sua vita non serviva ad altro che amare Dio e a farlo amare, visse tutto intento a glorificarlo in sé e negli altri.

Il beato Allamano ce lo presenta come modello e ci invita ad imitarlo: ad amare il Signore, a cercare la sua gloria con tutto l’ardore possibile, a ripetere sovente con s. Paolo: «Siamo spinti dall’amore di Cristo». Potessimo anche noi essere così, tutti di Dio, da disprezzare tutto il resto, operare solo per Lui, ardere dal desiderio di portare tutti gli uomini a Dio!

Il beato Allamano, con il suo cuore missionario, ha fatto quanto poteva in favore della missione: nelle terre del Piemonte, particolarmente nel Santuario della Consolata, a Torino, e nel mondo, tramite la fondazione dei Missionari e delle Missionarie della Consolata.

Vi invito, oggi, a guardare, oltre s. Francesco Saverio, all’Allamano, Padre e Modello. Interceda, presso il Signore della messe, per noi e in favore del mondo missionario, oggetto del suo sogno giovanile.

Con un saluto missionario, cordialmente mi congedo.

P. Aquiléo Fiorentini, IMC
Padre Generale