Lettere a IMC e MC
LETTERE ai MISSIONARI e alle MISSIONARIE della CONSOLATA
A cura di P. Igino Tubaldo IMC
AVVERTENZA
Le lettere qui raccolte sono quelle rivolte dall’Allamano ai Missionari e alle Missionarie della Consolata, selezionate dai volumi del p. Candido Bona.
Per notizie sulle persone ed eventuali note critiche o storiche per ogni lettera è indicato all’inizio delle medesime il volume (pagina e numero) della raccolta di p. Bona.
Si è mantenuto il testo integrale delle lettere, ad eccezione delle preposizioni pel, col, colla cambiate in per il, con il, con la.
Il volume è dotato di un indice cronologico e alfabetico.
In Appendice è riportato un certo numero di brevissime lettere, che assomigliano ad una manciata di coriandoli colorati, buttati in aria da una mano infantile per far festa.
Nota del editore web: le lettere come vengono pubblicate qui intendono rispettare il contenuto e non la forma grafica. Per la forma grafica, scaricate tra i PDF riportati di seguito.
Lettere in PDF (Italiano) Letters in PDF (English)
Cartas em PDF (Português) Cartas en PDF (Español)
PRESENTAZIONE
Nell’Instrumentum laboris per il Sinodo dei Vescovi sulla vita consacrata (1994) leggiamo: «Fra i migliori frutti del Concilio si annovera il ritorno alle fonti, la riscoperta del carisma, il rinnovato amore per fondatori e fondatrici, lo studio dei loro scritti e della tradizione spirituale della propria famiglia, l’ispirazione rinnovata, alla luce del carisma, dei testi legislativi. Questa rivalutazione del carisma ha conferito giovinezza e nuovo vigore storico alla vita consacrata. Da qui nasce la migliore integrazione fra la spiritualità e la missione» (n. 23).
L’Istituto Missioni Consolata, in ossequio alle direttive del Concilio Vaticano II, ha realizzato negli ultimi quarant’anni un ampio studio sulla vita e sugli scritti del Fondatore, il Beato Giuseppe Allamano, nell’intento di ritornare alle sorgenti del proprio carisma e così raggiungere quella “integrazione fra spiritualità e missione”, auspicata dal Sinodo dei Vescovi sulla vita consacrata. L’ultimo lavoro in ordine di tempo è stato la pubblicazione del carteggio di Giuseppe Allamano: un’opera imponente comprendente undici volumi [1] per complessive nove mila pagine. L’ha realizzata il Padre Candido Bona, IMC, con impareggiabile maestria e acume storico, nonché con la sensibilità del discepolo.
Nel desiderio di rendere accessibile l’opera di C. Bona al maggior numero possibile di persone, soprattutto tra le leve più giovani di Missionari che non sempre sono familiari con la lingua italiana, la Direzione Generale ha pensato a una pubblicazione maneggevole che riproducesse il meglio del carteggio indirizzato dall’Allamano ai suoi Missionari e Missionarie. Tale lavoro, che ha soprattutto uno scopo formativo, potrà così poi essere tradotto nelle lingue più comunemente usate nell’Istituto. Esso viene ad affiancare la “Vita Spirituale” dello stesso Allamano, che da oltre cinquant’anni costituisce il vademecum di ogni Missionario e Missionaria della Consolata.
Al presente lavoro ha messo mano P. Igino Tubaldo, coadiuvato validamente dall’Ufficio Generale della Postulazione e, per la redazione, da P. Achille Da Ros e suor Lina Rosa Bellagamba, ai quali va un grazie sincero. Sono stati studiati attentamente i criteri di scelta delle lettere, sono stati apportati alcuni ritocchi linguistici per rendere gli scritti più comprensibili al lettore d’oggi, mentre poche note essenziali accompagnano il lettore a districarsi più facilmente tra i numerosi destinatari degli scritti dell’Allamano, appartenenti a un’epoca ormai lontana.
Mi sono avvicinato a questo scritto con l’interesse di chi pensa di inoltrarsi in una realtà familiare, eppure, lettera dopo lettera, ho potuto scoprire dimensioni mai prima esplorate. Al lettore bàlzano subito agli occhi gli elementi caratteristici che rivelano il cuore del Padre Fondatore ogniqualvolta comunica con i suoi Missionari e Missionarie. Ma quale gamma di tonalità e quanta ricchezza di particolari, soprattutto quando apre il cuore ai suoi figli e alle sue figlie lontane.
Ecco tre pennellate che possono servire da esemplificazione:
- La missione
È lo scopo primo della duplice fondazione realizzata dall’Alla-mano, è l’anelito di tutta la sua vita sacerdotale, è l’ardente zelo perché Cristo e il suo Vangelo siano annunciati a tutti i popoli. Questo entusiasmo missionario è il primo messaggio che egli cerca di trasmettere. Non c’è lettera o scritto che non lo lasci trasparire. L’amore a Cristo e il gusto del vangelo – ripete tante volte e con convinzione – si propagano spontaneamente quando uno straripa di amore verso il prossimo ed è pronto a dare la propria vita per gli altri. Lo zelo è frutto dell’amore, ma di un amore intenso. Chi ha zelo ha amore e chi ha amore ha zelo. Se non c’è zelo, non c’è amore.
Sono espressioni ripetute sovente, tali da costituire il ritornello di quella grande sinfonia che è la missione.
- La paternità
Le lettere che l’Allamano scrive ai suoi Missionari e Missionarie costituiscono l’occasione privilegiata per aprire ai figli lontani il suo cuore di Padre. Li ama profondamente, ma li ama in Dio.
I suoi scritti allora sono un costante incitamento affinché essi siano fedeli alla loro vocazione, diano a Dio e alla gente il meglio di se stessi, facciano della loro vita un capolavoro.
Egli stesso confessa che ogni suo scritto viene accompagnato da tanta preghiera, ai piedi dell’icona della Consolata. Alla Madre di Gesù egli affida ogni suo figlio e ogni sua figlia affinché siano custoditi da tutti i pericoli. Per loro chiede innanzitutto che siano santi, che siano “famiglia”, che si comportino come fratelli e sorelle, mantenendo sempre viva la fiaccola dell’amore fraterno.
- La santità
Ecco ancora un altro elemento molto ricorrente nelle lettere del Beato Allamano. Egli ha fatto personale esperienza che solo la santità di vita produce missione, e allora non cessa di ricordare ai suoi missionari che l’intensità del lavoro, la quantità di attività, l’impegno per servire gli altri, non bastano. La missione è innanzitutto opera di Dio e ogni operaio che si accinge a lavorare nella vigna che è la Chiesa deve attingere da un contatto profondo e prolungato con Dio tutta la sua carica apostolica. Di qui nasce la sua insistenza sulla preghiera prolungata, sull’Eucaristia ben celebrata, sulla devozione tenera alla Consolata.
Formulo l’augurio che tanti abbiano a sfogliare queste pagine ricche di umanità, di fede e di zelo missionario e che abbiano ad esserne contagiati.
P. Piero Trabucco, IMC
(Superiore Generale)
Roma, 19 marzo 2004
[1] Quasi una vita… Lettere scritte e ricevute dal Beato Giuseppe Allamano con testi e documenti coevi. A cura di Candido Bona. Edizioni Missioni Consolata. Roma, 1990-2002.
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