S. Giovanni Battista è il “patrono” della Chiesa di Torino. L’Allamano lo ricordava ai suoi giovani: «S. Giovanni è protettore della diocesi»;[1] «Non è festa di precetto, ma per noi che viviamo sotto l’ombra di Torino è come di precetto».[2]

Il nome del Battista, pur ricorrendo non eccessivamente nelle istruzioni dell’Allamano,[3] merita una riflessione propria, perché evidenzia sempre un rapporto con la missione. Sembra che l’Allamano non sapesse quali termini più idonei usare per affermare l’identità missionaria del Battista: «S. Giovanni si può dire che fu missionario, primo missionario, quindi nostro modello»;[4] «S. Giovanni fu il tipo e modello del missionario»;[5] «È un tipo di missionario - nella vocazione nella preparazione - e nella vita apostolica».[6]

Certamente l’Allamano non si limitò a queste affermazioni di principio, ma andò al pratico indicando il rapporto tra le caratteristiche del Battista e quelle che voleva avessero i suoi missionari e missionarie. Vediamo come.[7]

 

Vocazione del Battista e del missionario

Questa era la convinzione dell’Allamano: «Il Signore lo predestinò a “preparare le vie del Signore”; “[lo] chiamò dal seno materno”, e venne santificato nella visita di Maria SS. [alla cugina Elisabetta]. Anche voi per speciale grazia di Dio foste da tutta l’eternità predestinati non solo alla creazione, al cristianesimo, ma all’apostolato. Perciò il Signore vi arricchì di un corpo sano e di un’anima capace di amarlo e farlo conoscere ed amare da chi non lo conosce o non lo apprezza. Ringraziate della preferenza a voi usata».[8]

È interessante la sottolineatura, ripetuta più volte, che la santificazione del Battista nel seno materno avvenne tramite Maria. Su questo aspetto l’Allamano era particolarmente sensibile, data la sua spiritualità fortemente mariana. Nella festa della “Visitazione” di Maria a S. Elisabetta, il 2 luglio 1916, si espresse semplicemente così: «Poteva il Signore direttamente santificare S. Giovanni Battista; no, volle farlo per mezzo di Maria, ispirandole di andare».[9] «Vedete la potenza della Madonna!».[10]

La vocazione del missionario per l’Allamano è analoga a quella del Battista: «S. Giovanni doveva preparare la via al Messia e così voi. […]. Pare un caso che siate qui, ma non è un caso; il Signore non fa niente a caso. È lui che vi ha preso».[11]

 

Preparazione e corrispondenza del Battista e del missionario

È curioso l’accostamento del cammino formativo del Battista con quello del missionario: «Ma S. Giovanni corrispose alla divina chiamata, e si diede a ben prepararsi coll’innocenza della vita, colla preghiera e lo studio delle S. Scritture; ed ancor giovane per fuggire ogni male e cattivo esempio si ritirò nel deserto, a vivere di penitenza. E voi, ricevuta la prima educazione dai genitori, vi ritiraste in questa santa casa, lontana dai pericoli del mondo; e qui attendete a formarvi nella preghiera, nello studio e nella mortificazione delle passioni all’alta vostra missione».[12]

La preparazione alla missione e la corrispondenza alla vocazione erano priorità irrinunciabili per l’Allamano. Il Battista era modello anche in questo: «S. Giovanni [...] come si è preparato? Prima si è santificato. Nessuno può ascendere se non si cresce con virtù sode, con studio, ecc. Ci sono due cose, due modi di preparazione. La prima la fa Nostro Signore col chiamarvi, col tirarvi qui, colle grazie insomma di tutti i giorni, quelle grazie che servono per farvi buoni, ecc. Ecco la grazia di Dio che qui è abbondante, il Signore fa tutto quello che può fare perché non manchiate di nulla, sia per l’anima e anche per il corpo. E adesso sta a voi a fare quello che ha fatto S. Giovanni Battista. Lui è stato confermato in grazia, noi, nel Battesimo, se non confermati in grazia abbiamo ricevuto tanti aiuti per fuggire il peccato. […]. E poi tanti mezzi per santificarci, prediche, letture, avvisi consigli dei superiori, stimoli per le virtù, ecc.».[13]

 

Ardore apostolico del Battista e del missionario

Anche per divenire apostoli ardenti il Battista era indicato come ideale: «S. Giovanni uscito dal deserto alla voce di Dio, si diede alla predicazione, per preparare la strada nei cuori a Nostro Signore Gesù Cristo. Dimostrò nel suo ministero grande fortezza sino alla morte, e somma umiltà fino a stimarsi indegno di sciogliere i legacci dei sandali di Gesù, cercando di abbassare sé solo per fare conoscere ed amare il Salvatore; [diceva]: “Bisogna che io diminuisca...”. Queste sono le virtù caratteristiche del missionario, che in tanto farà del bene in quanto sarà umile, tutto attribuendo a Dio. E questo attacco ed abbandono in Dio lo sosterrà nelle fatiche, nei dolori e disinganni, e lo farà forte sino alla morte».[14]

 

Le virtù del Battista e del missionario

Quando definì il Battista come «il tipo e il modello del missionario», l’Allamano si soffermò soprattutto sulle sue “virtù” caratteristiche: «Per parte sua [il Battista] corrispose alle grazie di Dio con tutto l’impegno nel prepararsi idoneo, cioè colla “penitenza”, coll’”umiltà”, colla “castità” e collo “zelo”».[15]

L’Allamano spiegò lungamente una per una queste virtù e cercò di incarnarle nella vita dei suoi missionari. Anzitutto, la penitenza: «S. Giovanni era lui solo in famiglia, giovane, ebbene, no, ha lasciato tutto, e si è ritirato nel deserto, vestiva di pelle e viveva mangiando il puro necessario. E ancora mangiava cibi poveri. Ecco la penitenza; ma direte: era un santo. Si, ma si preparava per riuscire un buon missionario. E anche voi per prepararvi dovete fare se non penitenze grosse, dovete avere lo spirito di penitenza, e non solo interna, ma anche esternamente. Mortificazioni non come quelle, ma lo spirito di mortificazione». E dopo avere indicato forme concrete di piccole penitenze, concluse: «Basta, mi avete capito. Il Rettore ripete sempre le stesse cose, sì, ma davanti a S. Giovanni Battista, che ha fatto tanto, mi pare che possiamo fare qualche cosa anche noi».[16]

Circa l’umiltà, l’Allamano ribadì le parole pronunciate dal Battista quando fu interrogato sulla sua identità: «Vedete come era umile S. Giovanni Battista. Quando sono venuti a domandargli se era il Messia ha risposto: “Non lo sono”. E allora, “Sei tu Elia? Sei tu un profeta?” - “No, no.” E allora perché predichi se non sei Elia, né un profeta? se non sei né questo né quello?”. E lui, umile, ha risposto: “Io sono una voce che grida nel deserto”. Una voce! Ecco l’umiltà che fugge la voglia di attribuire a sé molto. Avrebbe potuto dire: “È vero che non sono il Messia, ma sono stato santificato prima di nascere, sono questo, e quello, farsi il panegirico, poteva, vedete, farsi il panegirico, e invece? Così quando viene Nostro Signore a farsi battezzare. Egli acconsente solo per obbidienza. E dice: “Io non son degno di sciogliere i suoi legacci”. E poi quando doveva cominciare nostro Signore la sua vita pubblica, lui è scomparso».[17]

Per la castità: «Vedete, per la castità nessuno ha potuto dire nulla al Battista; […]. Si è sempre tenuto alla presenza di Dio, ed era così fermo che rimproverava Erode. E se non fosse stato lui puro, Erode gli avrebbe potuto dire: “cosa vieni a rimproverare me? guarda te stesso”. Ed invece lui era puro ed Erode non ha mai potuto dirgli nulla. Così voi, bisogna imparare a tener gli occhi a posto, non voler sentire e veder tutto. Non dico di essere scrupolosi. […]. Solo Dio basta. Così anche voi quando andrete in mezzo agli altri potrete dire chiara e netta la verità. Se no, dicono: “Dici a noi e tu?”.E se invece vedono che fate il vostro dovere dicono: “Come è delicato il padre! È fino!”».[18]

Infine, per lo zelo: «Vedete, S. Giovanni […] fu “mandato da Dio”, e per che cosa? per annunziare la venuta di Nostro Signore, per mostrarlo, per preparare la strada ecc. S. Giovanni doveva” “preparare la via al Messia” e così voi. […]. Sarete missionari, e preparerete la strada a Nostro Signore in mezzo ai pagani; direte loro: “Voi non conoscete ancora il Signore, ecco che Egli viene”. Avete una missione che sembra a quella di S. Giovanni Battista quando l’ha mostrato alle turbe, ecco che viene: “Ecco l’Agnello di Dio”. Lui aveva la missione perché era mandato da nostro Signore, e così voi pure».[19]

 

NOTE:

[1] Conf. IMC, II, 63.

[2] Conf. IMC, II, 322; cf. anche: Conf. SMC, II, 289.

[3] Esattamente 15 volte nelle conferenze ai missionari e 12 in quelle alle missionarie.

[4] Conf. IMC, II, 323.

[5] Conf. IMC, II, 321.

[6] Conf. IMC, III, 217.

[7] Vengono valorizzate soprattutto due conferenze dell’Allamano ai missionari, ripetute nella sostanza alle missionarie, perché riguardano integralmente la figura del Battista: quella del 24 giugno 1915: Conf. IMC, II, 321-327; e quella del 24 giugno 1918: Conf. IMC, II, 217-218.

[8] Conf. IMC, III, 217.

[9] Conf. IMC, II, 622. ; cf. anche: I, 175; II, 122; Conf. SMC, I, 393, 395; III, 166.

[10] Conf. IMC, III, 627.

[11] Conf. IMC, II, 323; cf. anche: II, 321; Conf. SMC, II, 289-290.

[12] Conf. IMC, III, 217.

[13] Conf. IMC, II, 323-324.

[14] Conf. IMC, III, 217; cf. anche: Conf. SMC, II, 52.

[15] Conf. IMC, II, 321; cf. anche III, 217, dove le virtù indicate sono due: l’umiltà e lo zelo.

[16] Conf. IMC, II, 324-325; cf. anche: Conf: SMC, I, 141-142, 310; II, 290.

[17] Conf. IMC, II, 325; cf. anche: I, 220; II, 260; III, 217.

[18] Conf. IMC, II, 325.

[19] Conf. IMC, II, 323; cf. anche: Conf. SMC, II, 290.