Originale autografo…, in AIMC
Torino 27 marzo 1903
Ill.mo Sig. Cav. Pestalozza,
È già da tempo che non ho più notizie di V. S. ma voglio sperare che stia bene tanto lei come la sua Signora, e che il nojoso viaggio e compito al Benadir non le abbia recato alcun danno. A questo riguardo posso dirle che quel tanto che i giornali pubblicarono dell’inchiesta di V. S. ha fatto nella generalità del pubblico ottima impressione, e si loda da tutti l’inchiesta condotta con vera imparzialità e non ad usum Delphini, come quasi tutte le governative. M’auguro e prego il Signore che ciò non abbia a recarle fastidi morali.
Ora di noi: Non le ho ancor mandato il Periodico di marzo perché contiene notizie dei nostri missionarii, le quali forse non farebbero su Monsignore e sui Suoi buona impressione. Perciò non ne mandai alcuna copia né a Parigi né in Africa. La manderò tuttavia a V. S. acciò sappia le cose, ma non ne parli con Monsignore, col quale pare che le nostre relazioni minaccino raffreddarsi, a quanto ne scrive il T. Perlo. Non precisamente con Monsignore, ma egli istigato dal P. Cayzac e forse anche da altri de’ suoi pare cominci a temere dell’attività ed espansione dei nostri. Epperò ad ostacolarlo ha scritto al Teol. Perlo che nell’impianto di future stazioni non s’estenda più a sud di Tusu, ma soltanto a nord. Ciò ci porterà un grave incomodo perché da Limuru occorre una marcia da sei ad otto giorni per andare a Tusu. Laddove se ci permetteva di mettere una o due stazioni intermedie sulla linea di Limuru e Tusu, oppure Limuru e Moranga, si semplificava molto quel lungo viaggio a servizio massimamente delle carovane dei nuovi arrivati. Il Teol. Perlo spera ancora ottenere tale permesso, quando parlerà in persona a Monsignore, ma certo ora i suoi di Nairobi, hanno messo un po’ di gelosia verso i nostri. E noti che questi non vi diedero occasione alcuna: se vennero a Lemoru fu per invito dello stesso Monsignore, aiutati anche personalmente dal P. Hémery.
Ho voluto contarle queste cose acciò se le viene il destro veda di mettere una buona parola in mezzo e rassicurare Monsignore che non vogliamo prendere loro il Kikuju del Sud, ma starvi sotto la sua dipendenza dove ci permette a lavorare per far del bene. Dica anche dell’evidente necessità di chiudere la strada ai Protestanti che certamente s’estenderanno presto nella parte Sud del Kikuju: laddove se egli lasciasse metter stazioni dei nostri pressi i capi principali di questa parte del Kikuju s’assicurerebbe tutto il Kikuyu alla Religione Cattolica. Massime ora che vediamo quanta affezione sappia subito accaparrarsi il T. Perlo ovunque si presenta. Del resto lasciamo tutto nelle mani di Dio.
Ora in base al permesso dato ripetutamente da Monsignore al Teol. Perlo manderemo anche una diecina di Suore del Cottolengo; 3, o 4 per Limoru e sei o sette per Moranga, dove il Dottor Hinde ha gradito molto questa proposta assicurando di poterle e volerle proteggere. Perciò il 25 aprile prossimo partiranno quattro sacerdoti, due confratelli e dieci o dodici Suore conforme mi dirà una lettera che attendo dal Teol. Perlo. Prenderanno il vapore dello Lloyd partente da Venezia per Mombasa. Sarà bene che V. S. non ne parli ancora a Monsignore: gliene scriveremo direttamente.
Profondi ossequii estendibili deg.ma consorte
C. G. Camisassa
