Originale autografo…, in AIMC.
le 11 Aprile 1905
Amat.mo Sig. Rettore,
Quasi quasi le parrà impossibile ch’io non abbia avuto ieri il tempo a scriverle: eppure fu così. Tornai dall’udienza del S. P. alle 13: dopo pranzo andai a cercar di M.r Veccia, M.r Bruni, Card. Agliardi ecc. per trovar nessuno. Alle 5 tornai al Vaticano, sapendo che alle 6 M.r Bisleti riceveva. Ci saranno state già 50 persone. Tra esse naturalmente vi furono gli interminabili, sicché io entrai da lui alle 20! Meno male che fu gentilissimo ed espansivo assai più che nella mia 1a visita. Lo ringraziai tanto del favore procuratomi, s’interessò dell’Istituto, della Sig.na Mazzé, del nostro Santuario; gradì una medaglia grande del Centenario e fummo intesi che oggi gli avrei portato una Supplica-relazione pel S. Padre acciò questi, come mi promise di presenza mi facesse una raccomandazione autografa pel Periodico.
Ora al principale. La visita al S. Padre durò 10 minuti, ma con espressione cordialissima da parte di lui. Non mi lasciò baciare il piede; mi fe’ subito sedere porgendomi la mano a baciare. «Dunque cosa volete monsignore?». Gli esposi il motivo della visita che era per raccomandargli le missioni Cons. le quali proprio ora sono in un momento critico: i P.P. dello Sp. S. ci accettarono di cuore ma poi ci mandarono lontanissimi da loro; il paese, allora sconosciuto, si rivelò ottimo e così la popolazione, tanto che ora il posto fa loro gola e ci dicono o star sotto di noi od andarvene altrove. E ciò mentre i Protestanti son lì per entrare ecc. «Già, già, disse lui, fa pena che tante volte lottiamo tra di noi, coi nemici alle porte: questi benedetti vicarii son tutti così, tirano tutto a sé, vogliono tutto per sé» (e qui raggrinzò le mani accennando ad un senso d’avarizia, proprio come facciam noi di certa gente dalle labbra strette). «Ma stiano tranquilli!
Ne ha già parlato al Card. Gotti?» – Sì Santità; presentai un memoriale apposito: «Bene, bene: gli dirò anch’io una parola…». E lo disse con modo marcato. Poi benedisse i missionari, il Periodico, i benefattori missioni (e mie medaglie ecc. ecc.). L’udienza passò così in fretta che non osai parlargli di D. Cafasso, poiché egli s’era già alzato: ma parte di essa era trascorsa nel parlar della malattia del Card. Richelmy, cui volle che io presentassi incoraggiamenti e felicitazioni pel pericolo scampato – Chiesi una benedizione autografa pel periodico: egli si scrisse alcune parole p. memoria; ma io, parlandone con M.r Bisleti preparai stamane un supplica ad hoc che presenterò oggi a M.r Bisleti. Così passarono quei 10 minuti rapidissimi; lasciandomi soddisfattissimo per l’espressio-ne di benevolenza con cui mi trattò e perché mostrossi già informato delle missioni e molto propenso ad esse, accennandomi che glie ne aveva già parlato il Card. Richelmy. Oggi vado da M.r Veccia, M.r Bruni, Card.li Oreglia, Agliardi. Poi ripeterò la visita, già per la 2a volta inutile al P. Demarchi, poi una di ringraziamento a M.r Barone, P. Novaro ed una di congedo a M.r Virili. Indi spero partire domani o dopo mezzodì o verso sera, secondo che potrò.
Son venuto trepidante e scoraggiato, me ne parto assai più fiducioso e animato sperando bene per quanto ci sta a cuore.
Preghi per me e mi abbia sempre Suo aff.mo C. Camisassa
