Originale autografo…, in AIMC
Dalla Fattoria 19 Maggio 1911
Caro D. Luigi,
Contavo scriverti sulle varie cose che tu mi dicesti nelle tue lettere, ma all’ultima ora ho deciso scriverti subito, e per la fretta non ho tempo a rileggere le tue lettere. Dunque scrivo solo di ciò che ora mi preme.
Primieramente occorrono alla sega 12 metri lineari di tubi in ghisa del diametro interno di 30 centimetri; però un gomito (della stessa misura) con 1/8 di giro, (come suol dire Astengo) cioè con questa curva [disegno], ossia la metà di un angolo retto. Questi tubi è preferibile averli in tanti pezzi di 2, o 3 metri cadauno, ma possiamo accettarli anche più lunghi – se li avessero solo tali cioè anche fino a 5 metri – perché ora avendo i carri che vanno fino alla sega non c’è difficoltà di trasporto. La società del Gaz italiana, credo te li rimetterà ricorrendo, se occorre al Direttore, e ne ha di 2 qualità cioè più sottili e più spessi. Se puoi avere i più sottili è meglio pel minor costo d’acquisto e di trasporto; la caduta netta è di soli 6 metri, quindi anche i sottili reggono alla pressione; assicurati però che siano tutti sani. Ci servono anche di lunghezze diseguali, purché in complesso faccian 12 metri circa (piuttosto di più che di meno) anzi sarebbe desiderabile averne un pezzo lungo 1 metro circa, ché ci aggiusterebbe meglio la conduttura. Essa è ora fatta così [disegno].
In B c’è la bocca rettangolare che versa l’acqua sulla ruota motrice, e pare che la curva C così prossima alla bocca B diminuisca la forza pressione e l’uscita dell’acqua: così sostiene Aquilino, cosa che io non credo. Ad ogni modo se si può contentarlo è meglio; epperciò con quel tubo corto che ti richiesi (cioè da 50 cent. ad 1 metro circa) si porterebbe la curva più indietro così [disegno]. Ma se non trovi tale tubo corto, non preoccuparti per esso. La cosa sta bene anche come descritta nella pagina precedente.
Al detto tubo corto (oppure all’estremità piccola della curva se si adotta il sistema della pagina precedente) bisogna adattare un tubo ad imbuto che imbocchi (all’esterno) il tubo D (o la curva C) e quindi sia rotondo, e poi diventi subito rettangolare per imboccare nella bocca la quale versa l’acqua nelle palette della ruota. Questa bocca [disegno] di cui ti accludo il disegno fattomi da Aquilino, ha l’apertura interna di 0,30x0,35. Bisogna dunque che quell’imbuto di ferro (usare ferro spesso) imboccando all’esterno quel gomito D si allarghi e prenda forma rettangolare per entrar nella bocca B nel gomito E (Vedi schizzo Aquilino). Però è meglio che questo rettangolo dell’imbuto non sia all’esterno di 0,35x0,30 precisi, ma sia un po’ scarso cioè circa 0,345x0,295 (od anche 0,34x0,29) così entrerà più facilmente nella bocca B, e il vuoto che ne resterà all’interno sarà riempito con piombo fuso e compresso.
Questo imbuto te lo farà Ballari, od anche il fabbro (se pur non vuol farlo Giuseppe) ma bisogna sollecitare il lavoro per far la spedizione di tutto col 1° vapore della linea italiana da Genova.
Per la spedizione di questi tubi, come della curva e dell’imbuto, è meglio non fare alcun imballaggio ma spedirli così tali quali, incollando per ogni pezzo (o scrivendo con minio) l’indirizzo solito per Perlo Nairobi (dico Nairobi, che è meglio fermino lì, essendovi il moto car che li trasporterà a Fort Hall, e di là coi nostri carri alla Sega) –
[Su foglietto a parte]
A D. Luigi Perlo
Colla roba richiesta nella lettera del 19 maggio aggiungere: Rebarbaro contuso (in pezzi grossi come nocciuole) Kg. 5 non mandarlo intiero che qui non si ha il mortaio in cui ridurlo a pezzi.
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