Originale autografo…, in AIM
Fattoria 16 Giugno 1911 N 12
Amat.mo Sig. Rettore,
A soli tre giorni di distanza le scrivo nuovamente.
1° per darle la fausta notizia che è venuto finalmente il permesso di impiantar una Missione a Meru… La Consolata ha voluto pagarci la festa prima ancora del 20!
E Deo gratias proprio di cuore: speriamo compisca l’opera non permettendo che, come l’altra volta, dopo esserci impiantati nel trans Tana, dobbiamo sloggiare nuovamente. A giorni vi andrà Mons. e 2 missionari (non so ancor quali) a sceglier il posto e iniziar l’impianto. Non so ancor se v’andrò subito io, o se solo più tardi, come vorrebbe Mons., per timore che i disagi dei primi tempi d’una Missione, quando si deve viver sotto le tende, mi possano nuocere. Vedremo. Meru è perfettamente a nord del Kenia, con 93 mila capanne paganti tassa (mezzo milione d’anime) popolazione meno sveglia di questi di Niere, ma buona e semplice, e molto agiate perché il paese è fertilissimo, intensamente coltivato, ed i nostri PP. Cagliero e Saroglia, tornati ieri di là col bestiame sono concordi nel descriverlo un Paradisus Domini venientibus in Segor, molto più bello che il Kikuiu. Negli 8 giorni che passaron colà furono festeggiatissimi dai molti lavoratori di Meru stati già qui alla Fattoria… che li riconobbero ed eran fieri di presentarli à tout le monde…
2. P. Vignoli pare abbia superata bene la crisi, e se non fa imprudenze da tornar indietro, non tarderà a rimettersi. Era poi febbre di tifo, e si trovò in serio pericolo. Peccato che non ne abbia gran merito, perché se l’è voluto prendere un mese fa preciso (è il corso ordinario d’incubazione del tifo) bevendo ripetutamente acqua melmosa… malgrado la proibizione esplicita di Mons. e i ripetuti rimbrotti del Sup.re di quella Missione, P. Bellani. L’Afri-ca è fatale, a chi la vuol tale… io direi… È una predica da farsi costì ogni giorno.
Ricevetti il Periodico di Maggio. Dica alla Comino che l’articolo di fondo va optime. Peccato che quel titolo della visita Duchessa, non abbia attrattive.
Mons. è arrivato qui ieri dal Karema ove fu a far visita a P. Vignoli… con tante raccomandazioni. Tornerà a Fort Hall per partecipare al gran pranzo ufficiale che darà il Provincial Commissioner nel dì dell’incoronazione di Re Giorgio. Tornato qui farà subito fagotto per Meru. Ciò ne ritarda gli Esercizi, ma non bisogna dormire ora che s’è ottenuto il tanto sospirato permesso.
L’affare del Collegio di F. H. pei figli dei capi ha subito una sosta, ma noi non c’entriamo. Son questioni dei Protestanti tra loro… la cosa è troppo lunga a contarla. Forse il Collegio prenderà un altro aspetto, ma provvidenziale per noi.
E P. Bertagna non si è fatto vivo directe con V. S.? A me ha mai più parlato di quello… sebbene abbiam dovuto scriverci più volte per affari diversi.
Dopo 15 giorni di bel tempo le pioggie paiono ricominciate… con un periodo fuori programma… Non se ne capisce…
La mia salute continua sempre bene e così Monsignore
Tanti saluti a quei della Consolata
Di V. S. aff.mo in G. C. C. G. Camisassa
Le accludo due lettere della Duchessa d’Aosta. Monsignore dice che di quella di 3 pagine converrebbe fare 2 cliché delle sole due prime pagine, sopprimendo perciò tutto ciò che io racchiusi a matita e trasportando la firma B nella seconda pagina in calce nel luogo segnato A. Questi cliché in zincografia, da farsi da Nebiolo, dovrebbero esser larghi soltanto 13 centim. e ½ (cioè come lo stampato di una pagina del periodico). Ridotte così queste pagine la scrittura della Duchessa diventa più piccola ed è ancor meglio. Questi 2 cliché si stamperebbero come chiusa dell’ultimo articolo sulla visita della Duchessa, dicendo che ella si degnò indirizzare a Mons. questo suo scritto.
Prima di far i cliché di questa lettera, faccia da D. Dolza, colorire a mano in [inchiostro] ben nero le parti segnate in bleu e in oro nell’arma della Duchessa, in modo che anche l’arma venga ben fuori nella zincografia. Per questo, D. Dolza s’intenda con Nebiolo.
Monsignore vorrebbe pure che al 2° articolo sulla detta visita si unisse un cliché tratto dal foglietto S, qui pure accluso, che è l’estratto del registro dei battesimi che teniam qui a Vambogo: questo cliché dovendo essere di cent, 13½ bisogna fare un fac-simile di esso foglio, scrivendo a macchina – ma con inchiostro ben nero – la parte scritta già a macchina su questo foglietto; poscia scrivere a mano (e ben nero) la parte scritta ora a mano su questo foglio. Per far stare tutto il contenuto di questo foglietto in una pagina in cui lo scritto non sia più largo di centimetri 13½, bisogna far le righe un tantino più strette e ne risulterà un foglio il cui cliché compirà una pagina del periodico.
