Originale autografo…, in AIMC
Karema 26 Sett.bre 1911
Carissimo D. Luigi,
Ci è giunto l’avviso che i tubi ghisa e casse da te spedite sono arrivate a Mb.sa ai primi di settembre, ma finora non poterono sdoganarle perché non sono arrivate colà al P. Procur. dei PP. Bianchi le note dei provveditori ed insieme tua distinta del contenuto nelle casse p. operazioni dogana. Non so comprendere tal ritardo, e per altra volta attaccatelo bene alle orecchie di spedir cioè tali note e distinta un 15 giorni prima di spedire la merce stessa. Giacché con questo ritardo avremo una bella somma da pagare p. sosta in dogana!
Col nuovo impianto da macchine alla Fattoria si porterà colà la sega alternativa, la quale attualmente non funziona più a Tusu, essendo inservibile il castello in legno della medesima. In occasione di tale trasporto abbiam deciso di fornirla di castello in ferro al modo di quella (affatto identica colla nostra) del Sig. Rosa di Rivoli. Per saper quanto dovrai provvederci richiedi:
1° al Sig. Bollari una copia della nota che ci fece in occasione di tal fornitura: così saprai che cosa manca al completo assestamento in ferro di tale sega: ritieni soltanto che il volante per essa (per cui Bollari ci provvide 2 soli rosettoni) è ora fatto in regola con legno pesantissimo: credo che pesi 50 miria: quindi per esso hai niente a fare.
2° Va da Rosa a Rivoli e prendi precise misure e disegni di tutto il castello in ferro: quello cioè che sostiene tutto l’urto della sega. È questo solo che dovrai provvederci: non il carrello portante il trave che in parte abbiamo, in parte completeremo con legno duro.
Dunque raffronta la nota Bollari di quella sega, e coll’impianto completo di Rosa, e disponi a provvederci quanto ci manca. Credo sia un lavoro fattibile dai vostri coadiutori meccanici a Torino, epperciò disponi di tutto in modo che anche questo meccanismo possa essere spedito colla Pelton e accessorii.
Di questa ti feci già tante spiegazioni che credo non dover tornare sull’argomento. Una nuova cosa che ci occorre a tale impianto si è un albero di trasmissione lungo 40 metri. L’impianto sarà fatto in modo che questo albero riceve la forza da una sola estremità (cioè da presso il pozzo) e la trasmette fino all’estremità opposta attraversando tutto il laboratorio lungo 45 metri. Perciò esso subirà un grande sforzo di torsione; per resistere alla quale noi riteniamo che debba essere più grosso in vicinanza del pozzo, e poi andare digradando sino all’estremità opposta. La grossezza maggiore iniziale, te la farà determinare una variante al sistema di movimento che ti avevo descritto fuori del pozzo, cioè a quel castello di travi a = e relativo albero con piego. La variante sarebbe questa che cioè invece di metter 2 puleggie da volanti del diam. di 1 metro alle 2 estremità di quell’albero con piego sembra preferibile metterne una sola centrale del diametro anch’esso di 1 metro ma larga, alla circonferenza, da 15 a 20 centim. Su d’essa scorrerà una cinghia larga 15 o 16 centim., e forte così da portare 35 cavalli [disegno]. Alle due estremità del detto albero a piego, si metterebbero invece dei 2 volanti di 1 metro, soltanto due ruote o dischi di ghisa del diametro di 30 o 35 centim. nella quali restano infissi 2 pinoli D per trasmettere i 2 movimenti. Perciò il disegno di detto albero resta così variato: C =cuscinetti, V = grande volante, puleggia [disegno].
Sarà difficile che trovi il modello di un volante così largo e pesante per fonderlo in ghisa. D’altronde la spesa di costo e trasporto sarebbe assai forte. Io credo perciò che potremo farcelo qui in legno (come si fece pel volante dell’alternativa) per cui tu ci manderai solo 2 rosettoni precisi a quelli mandatici per la detta alternativa: Ballari nella nota sua di quella provvista troverà misure e tutto per ripeterli ora. Se ben ricordo, a me pare fossero 2 rosettoni entranti fra loro nel centro così [disegno]. Il buco centrale S dovrà essere del diametro dell’albero del piego, ed avere la sua buona chiavetta T. Due rosettoni identici (ma un po’ men forti) ci manderai per fare il volante (corrispondente a questo dell’albero a piego) e da metter in capo alla trasmissione da 40 metri.
In seguito a questo cambiamento credo converrà mettere tutto questo movimento non più a 3 metri sopra il pavimento del laboratorio, ma soltanto più ad 1 metro; ciò che vuol dire che tu devi tenerne conto nell’ordinare i 3 tiranti non più di m. 28 più m. 3: ma soltanto più di m. 28 più 1: anzi deducendo ancora la metà del diametro della Pelton, la quale, come ti scrissi, coi suoi cassul non sarà più incassata nel fondo di pietra del pozzo; ma rasenterà semplicemente tale fondo.
Questa stessa variante potrà anche prestarsi a modificare quell’intelaia-tura del detto albero a piego, la quale è fatta a V, secondo il disegno in scala che ti mandai. E cioè i 2 volanti laterali essendo ridotti dal diametro di 1 metro a quello di 0,35 o 40, si potranno avvicinare di più le 2 lunghe travi laterali nell’incontro del V a (cioè in a); e così anche, non essendovi più il percorso di 2 cinghie, si possono avvicinare i 2 pilastri fatti all’estremità superiore del V. Così il castello può farsi più solido nel centro, che era un punto un po’ difettoso di quella costruzione.
La cinghia larga 0,15 o 16, e lungha [!] met. 10 ma forte da portare 35 cavalli ce la provvederai tu del tipo migliore che ti sarà suggerito.
Se nel ricevere questa lettera non potrai più ritirare l’ordinazione dei 2 volanti di 1 metro e larghi 0,10 pazienza; mandaceli ugualmente, però manda anche i 2 rosettoni per fare il volantepuleggia centrale largo 0,20. Se però puoi evitare quella spesa ritirando l’ordinazione sarebbe meglio.
Quel laboratorio per tali macchine sarà fatto a 4, o 5 tettoie successive, addossate l’una all’altra, come nel laboratorio Bocca; solo che invece delle grandi vetrate da un parte dello spiovente di tali tettoie metteremo dei telai con tela oleata lucida e trasparente. A Torino devi trovarne dell’altezza preferibilmente di m. 1, o 1,20: però anche meno alta servirà. Di questa tela che dev’essere di poco costo ce ne manderai una pezza lunga da 40 a 60 metri.
Molti anni fa, credo nel 1903, avevo comprato una pompetta aspirante premente rotativa d’incontro; e parmi che Giuseppe l’avesse ultimamente rimessa in ordine: se va bene, mandacela col detto macchinario avendone bisogno qui per portar l’acqua a soli 3 metri per le macchine lavatrici del caffè.
Altro non ci occorre per ora. Appena iniziate queste ordinazioni scrivicene lungamente ché così saprem regolarci nel fabbricato per le medesime. Nello spedire poi quei 40 metri d’albero, sarà bene che gli alberi più piccoli siano ben appaiati (od anche a 3) e legati a ciò non si pieghino nel trasporto. Non è necessario metterli in casse ma forse è meglio per evitare guasti.
Se non trovasti quei 20 o 30 travi di ferro a I lunghi 2 metri circa, ma d’incontro ed a basso prezzo, per mettere come sostegno del tubo e tiranti nel pozzo, scrivilo subito a Mons. ché egli li ordinerà nell’Inghilterra.
Monsignore vuole che ti ricordi di prendere tutti i cataloghi e prezzi che puoi ottenere dagli espositori, e indirizzi ecc. ecc. massime quelli inglesi ed americani e… tedeschi. Ce li spedirai poi col detto macchinario. Sarà bene ne prendi sempre 2 copie tenendone una a Torino.
Finalmente termino augurandoti un po’ del fresco che godiamo qui (dacché son nel Kikuiu non vidi ancora il termometro a 22 gradi all’ombra – e non sotto i 10 la notte, anzi di solito a 15 nella notte) mentre sento che un’ondata di calore straordinario attraversa l’Europa.
Tanti saluti a tutti i carissimi dell’Istituto; ed alle tue sorelle ricordando loro che nel negozio della Consolata si vendono delle penne da scrivere… i pennini e inchiostro se le provvedono altrove… e capiranno a che alludo…
Tuo aff.mo C. G. Camisassa
