Originale autografo…, in AIMC

Fort Hall 14 Ottob. 1911

Carissimo D. Luigi,

Son qui di passaggio per recarmi a Mogoiri pei premi… battesimi ecc. ecc. al Collegio Catechisti e ne profitto per inviarti la presente.

Al macchinario del pozzo occorrerebbe fare un’aggiunta e ciò per la sicurezza personale degli addetti al laboratorio, per cui bisogna poter d’un colpo fermar tutte le macchine… e ciò con maniglie pendenti in diversi punti del laboratorio. A tal uopo occorre un disgrano di cui ti accludo un disegno copiato dalle ultime pagine del catalogo Gordon, colla variante che il nostro disgrano deve essere, da una parte, scorrevole sull’albero coulissando sul medesimo. E ne capirai il perché da questo schizzo che rappresenta l’estre-mità di quell’albero lungo 40 metri nel punto in cui è più grosso [disegno].

Il gran volante B fatto in legno qui sul posto, mediante i 2 rosettoni che già ti ordinai, va fiancheggiato da 2 cuscinetti. Al cuscinetto D è subito attigua la parte C del disgrano, la quale con buona chiavetta deve esser fissa all’albero in questo punto. Quest’albero, appena uscito dal C, è tagliato, e dopo il taglio l’albero prosegue, mentre ivi stesso è la 2a parte E del disgrano. Questa ha il buco interno un po’ più grande della grossezza dell’albero in modo che possa scorrere parallelamente sul medesimo. E per impedire che essa giri coll’albero, si mettono 2 chiavette = coulisse A, le quali debbono essere, mediante incanalature, fissate nell’albero stesso. Sicché il prospetto o meglio il taglio dell’albero e del disgrano in questo punto presenta come qui [disegno]. Pertanto mettendo una forchetta in F alla parte mobile E del disgrano, forchetta con manico lungo e imperniata in alto, con un semplice strappo si può staccare la parte mobile E del disgrano dalla parte fissa C e così il pezzo corto d’albero G continuerà a girare col suo gran volante; mentre l’albero H lungo 40 metri s’arresterà di botto. S’intende poi che subito dopo la parte mobile E del disgrano, si dovrà mettere un altro cuscinetto autolubrificante L.

Questo disgrano dovendo essere fortissimo per lo sforzo dei 30 cavalli, è necessario sia d’acciaio e non di ghisa. Perciò non bisogna farlo eseguire da Ballari, ma andarlo a comprare da Ansaldi o dalle Officine Savigliano, od anche fartelo eseguire dalla fabbrica delle automobili Fiat: o forse ancor meglio mandarlo a prendere da Gordon indicandogli la precisa grossezza dell’albero. Ballari poi non avrà da farvi altro che mettervi le chiavette-coulisse A esse pure d’acciaio.

Bisogna notare (e far notare ai provveditori) che questo disgrano è solo destinato a disgranare, cioè a distaccare il movimento in caso di disgrazie; perché essi te lo daranno in modo che sia facile questo distacco. Può darsi che Ballari ti proponga di non tagliare l’albero in A, ma di fare semplicemente il mozzo del volantone B mobile, in modo che ingrani esso nella parte fissa del disgrano, e poi per fermar le macchine staccare semplicemente il disgrano-volante; ciò non va, per tante ragioni che non sto ad esporti, quindi tu farai la cosa precisamente come te l’ho descritta.

Le chiavette-coulisse per la piccolezza del disegno non potei descrivertele bene, ma la loro sezione dovrebbe essere come in questo altro schizzo, cioè leggermente [disegno] allargarsi a trapezio nella parte che resta fissa nell’al-bero, nel quale poi devono essere piantate molto ferme, e magari ancora assicurate con una o più viti (come nello schizzo qui retro) in modo da esser certi che non si muovano mai, né la parte uscente dall’albero si pieghi sopra un fianco sotto lo sforzo dei 30 cavalli.

Altre cose se non necessarie – potendole fare in legno – sarebbero 2 saracinesche o saraie in ferro collegate fra loro ad angolo retto: una darebbe l’acqua all’imbuto in capo ai tubi; l’altra sarebbe per scarico, quando non si vuol far uso dell’acqua. Dovrebbero farsi con 3 ferri ad L che girando pure sotto e sopra la saracinesca formano due telai rettangolari. Eccoti il disegno in pianta [disegno] d’una sezione che passi a metà dell’altezza delle 2 serrande che sono rappresentate dalla linea ondulata ~~. La disposizione dei ferri ad L potrebbe anche variarsi come nello schizzo B: ma sembrami più facile e più razionale lo schizzo A [disegno].

Come vedi al ferro ad L si applica dapprima uno spessore C consistente in una lamina larga 3 cent. e spessa 1 circa e sovr’essa si applica ben bollonata un’altra lamina larga cinque cent. D. Ne risulta così una coulisse larga 1 cent. e profonda 2, nella quale scorrerà su e giù la saracinesca. Per questo scorrimento si usa una vite (con verme quadrato [disegno] come le viti dei banchi da falegname) il cui verme è lungo 60 centim. e poi sotto per altri 20 centim. essa è appiattita e ben chiodata nella serranda. La madrevite è una ruota di ghisa o ferro che oltre all’avere il verme nel centro; ha i denti all’esterno come quelli di un ingranaggio, ma un po’ pendenti per essere comandata da una vite perpetua. Queste viti e madreviti, col tratto di vite perpetua che le comanda trovansi belle e fatte da Sala o da Ansaldi. Ad ogni modo Ballari ha il modello per farle.

Eccoti ora la saracinesca [disegno] N vista dal di sotto P. Semialzato più una pianta vista dal di sopra. L’intelaiatura E E è tutta fatta di ferro ad L e collegata come un sol pezzo. Le 2 lamine T S sono per rinforzo del telaio. Le 2 lamine a crociera R R’’ sono di ferro ad uncino e si applicano una per parte della serranda, cioè l’R a monte del canale e l’R’’ a valle. Così resta rinforzata la lamiera della saracinesca, la quale è larga 0,80 ed alta 0,60. La ruota dentata che fa da madrevite è fermata come vedi da una lamina forte di ferro ad uncino applicata sopra il telaio di ferro ad L mediante il piego [disegno].

Riguardo ai 2 manubrii ad alberelli portanti la vite perpetua li metterai nella posizione del mio disegno fermandoli sopra il telaio della saracinesca.

Mentre il telaio frontale M è alto in tutto 1,40, quello di fianco per scarico H dovrebbe essere alto 1,45 e cioè stendersi 5 centim. più in basso del telaio M: sicché tra i 2 fondi siavi una differenza di 5 centim. Così quando con altre saracinesche in legno, che si metteranno più a monte del canale, si chiude l’acqua, la poca che ancor può sfuggire giungendo alle saracinesche in ferro, fuggirà per quella di fianco di scarico e non andrà più nei tubi. La battuta in cui s’incastra e scorre la saracinesca [disegno] deve farsi anche nella parte del telaio che trovasi in fondo del canale.

La saracinesca frontale M dovrebbe poi essere seguita (e collegata con) da un canale in lamiera di ferro zincato largo 0,80 subito dopo la saracinesca e degradante di larghezza (crescendo invece l’altezza delle sue sponde) fino a imboccare l’imbuto [disegno] che ti avevo segnato largo 0,60 (se non erro). Questo canale lungo m. 1,50 circa, deve essere fermato con molte rivure sia nella saracinesca sia nell’orlo B dell’imbuto. Ma voi per questo fate solo i buchi: lo fermeremo qui sul posto. Anche alla saracinesca H di fianco (di scarico) dovrebbesi far seguire circa 1 metro di canale; così l’acqua non farà scavo alla base delle saracinesche.

Altre spiegazioni non so darti a questo riguardo, ma tu puoi andar a vedere qualche saracinesca in opera… o da Deluca o da altri.

Oggi ricevetti qui a F. H. la lettera di D. Baravalle del 18 Sett.bre, e non ebbi ancora la vostra posta del 4 settembre!!

Lo stato del piede di Mons. è un po’ meglio ma non sgonfia ancora… Ad ogni modo speriamo… e pregate per lui e pel tuo aff.mo C. G. Camisassa P. S.

Ti accludo un articolo del Momento sulle casse-cottura usate dal nostro esercito. Casse simili troverai nel catalogo di Montgomery che riceverai dall’America, al quale Mons. già ne ordinò 3: ma esse son care, e vorremmo farcele qui, avendone una vera necessità per ogni Stazione. Per questo ci occorrerebbe solo saper la materia isolante in esse usata. Tu potrai forse saperlo da qualche militare, e veder anche le casse ivi descritte – e che ci descriverai tu pure minutamente – oppure te l’indicherà qualche professore come Roccati o altri che voi conoscete. In ogni caso, pagherai anche la tassa di £ 10 ad un uffizio di brevetti (che è annunziato ogni giorno sul Momento) e ti farai dare copia delle casse Neumann = Procura farci saper presto quale sia tale materia… e s’intende la meno costosa, massime se potessimo formarcela qui sul posto.