Originale autografo…, in AIMC

Nyeri 18 Dicembre 1911 Urgente

Carissimo D. Luigi,

Su quasi ogni lettera che ti scrivo dovrei mettere urgente, perché quasi sempre, da qualche tempo in qua, ho cose di premura da ordinarti. Stavolta però vorrei scrivere urgentissimo, essendo davvero tale quel che ti domando. Fin da quando io arrivai in marzo p. p. a Limuru discutemmo con Mons. sulla convenienza di comprare un moto-car per nostro servizio merci tra Nairobi e Fort-Hall e Nyere. Si vociferava allora che la Società esercente ora tal servizio stava per passar in liquidazione, vendendo il materiale in uso. Invece continuò sempre a correre, ed ora il servizio è così aumentato che cresceranno il N° delle corse. Frattanto è sempre vietato il passaggio dei buoi, sicché la merce da te spedita in agosto è ancor giacente a Nairobi, ove pagherem un bel diritto di posta. Visto ciò ci siam decisi a far da noi, massime che fra un mese o due avremo altri 2800 miria di merce che arriverà a Nairobi dall’America e da Mombasa.

Contando che in media spendiam per trasporti da N.bi a F. H. £ 2000 all’anno almeno, e che col moto-car guidato da uno dei nostri spenderemo due terzi di meno, si capisce subito la convenienza di far tale acquisto sia pur costoso sull’inizio.

La benzina qui vale solo 30 centes. al litro: sicché il forte della spesa di tali servizi per la Società è il chauffeur, qui pagato profumatissimamente. Se volessimo un moto-car con caldaia a fuoco di legna lo troveremmo subito qui d’incontro per £ 7000 compresi due bellissimi vagoncini per merce o persone. Ma il legno non si trova a rifornire per la strada sicché il mezzo più economico, anzi unico qui è la benzina. Oltre le £ 2000 spese per merci da Nairobi a F. H. abbiam pure da spendere pel caffè ed altri prodotti da Nyere a Nairobi, e per le case di legno da Tusu a Nyere. I portatori di quelle numerose carovane dei primi tempi passarono già quasi di moda, ed i soli posti ove troviamo ancor portatori da arruolare sono Mogoiri e Fattoria ma sempre in N° limitato. Gli altri Akikuiu non vogliono più andare…son divenuti signori dopo ché han trovato a vender bene la meliga ed i fagiuoli. Quest’anno poi s’inizierà e nel 912 si finirà la strada carrozzabile tra Nyere e Meru (80 miglia inglesi) ecco quindi un nuovo servizio necessario pel nostro moto-car. Queste cose ho voluto esporti perché tu le riferisci al Sig. Rettore acciò veda i motivi di tal decisione. Ricordati di rimandare a Monsignore questi fogli del Periodico La Rivista Coloniale.

Per posta riceverai di qui il Fascicolo IX-X (25 luglio e 10 agosto 911) della Rivista coloniale (che anzi devi trovar forse già alla Consolata ove io la riceveva mensilmente) ed a pagg. 227-232 troverai utili indicazioni su tali moto-car adottati ora dal Governo italiano per l’Eritrea. I giornali inglesi di qui dissero mirabilia dell’Esposiz. di Torino riguardo ad un reparto speciale con motocar (in generale a benzina) esposti da molte ditte d’ogni nazione, massime dalle nostre Fiat, Itala ed altre di Torino e Milano. Perciò noi conchiudemmo che un moto-car del genere desiderato tu lo troverai bell’e pronto in qualcuna delle migliori fabbriche d’automobili di Torino, e ce lo potrai spedire già col vapore della linea italiana partente da Genova il 25, o 26 gennaio… e arriverebbe ancor qui per prender la tua merce del p. p. agosto da Nairobi per F. Hall. Sarebbe una vera manna.

Eccoti ora i dati e criterii sui quali devi regolarti per tale provvista. Per prima cosa va a trovare Roberto De-Luca che d’automobilismo s’intende molto ed è abbonato a tutte le riviste del genere. Anche il Dottor Precerutti può forse darti indicazioni. Ma basterà, credo, Roberto. Andrete assieme da uno o due dei principali garages (come Storero ed altri) e chiacchierando sentirete tutte le informazioni sui nuovi sistemi di tali carri, di cui vedi le fotografie nella suddetta rivista coloniale a pag. 229. Ma al garage non comprerete, a meno che ne abbia uno d’incontro, ma  come nuovo  , ed a metà prezzo. Poi andrete dalla Fiat, e specialmente dall’Itala che pare abbia vinto i maggiori concorsi per resistenza del suo materiale, e facilmente troverete bell’e pronto un moto-car capace di portare da 200 a 250 miria netti (ed in uno sforzo fino a 300 non di più): con velocità da 12 a 15 kilometri all’ora, su strade mediocremente ben tenute, e con frequenti salite col sei (o sette al massimo) per cento. Non vogliamo le gomme alle ruote, ma soli cerchioni di acciaio scanellati nella circonferenza (come vedi nelle fotografie della Coloniale). Lo vogliamo a magneto non ad accumulatori. Deve aver buone molle per evitare le troppe scosse causate dalla mancanza delle gomme e causa le poco buone strade ed accidentalmente anche 1 tratto pessimo. Ti avverto ancora che le curve delle strade qui sono qualche volta (sebben raramente) d’un raggio piuttosto corto, perciò bisogna che il motor sterzi bene.

Quanto al N° di cavalli occorrenti per tale servizio (nelle condizioni di carico, velocità, e salite sopradescritte) te lo diranno quei dell’Itala o Fiat: noi riteniamo che bastino 15 o 16 cavalli (supposto che bastino da 20 a 25 come dice la Rivista Coloniale per motor da 3-4 tonnellate e velocità da 30 a 40 Km. all’ora: Vedi pagina 230): però voi rimette[te]vi a ciò che vi diran quei provveditori, o lo Storero.

Per risparmio poi di spesa sia nell’acquisto sia nel trasporto sin qui noi crediamo sia meglio comprare il  solo chassis :  il cassone o gabbia ce la faremo qui in legno e ferro (purché tu ci mandi il ferro occorrente anche da forgiare; meglio se già forgiato all’Istituto) ed i disegni precisi per farcelo. Questo cassone o gabbia prendendolo alla fabbrica può costare da due a tre mila lire; mentre qui alla Sega se lo fanno in pochi giorni, ove abbiano i 2 travi (o ferro L) di ferro forse, dice Mons., sono ferri a forma tubolare quei che usano per tali carri per l’ossatura rettangolare, e poi delle grosse cerniere per abbassare (come aprire in giù) le 2 sponde laterali e la parete di dietro: inoltre ci vorranno delle lamine sottili a mezza mandorla per rivestire quasi tutto il tavolato di fondo del cassone acciò non si guasti per lo sfregamento di grosse casse nel caricare e scaricare: ferrare insomma tale tavolato come vedi nei carri tamagnoni di Lebet e Curti. Ora quale può essere il costo di quel solo chassis di moto-car con cerchioni metallici, e della portata suddetta, e di un modello semplice, fortissimo, e d’ultima invenzione (o quasi ultima cioè di soli 2, o 3 anni addietro) e di una fabbrica di prima marca, come la Fiat e l’Itala? Noi non sappiam preciso. La Rivista coloniale calcola tale auto-car (però da 400 mgr.) completo, in Somalia cioè col porto, a £ 18000. Ma è evidente che esagera molto, e si tratta di calcoli su provviste fatte al Governo, che di solito paga profumatamente. Se danno delle vetturette a 2 e 4 posti complete per £ 3000 ed anche meno, a noi pare che quel solo chassis suddetto possa aversi con 5, o 6 mila lire (e forse anche assai meno) o ben poco di più. Bisognerà, per ottenere una buona riduzione far presente al provveditore che qui nell’East Africa arrivano ogni giorno dall’Europa di tali autocarri (il Governo li adottò per l’Uganda ove ce n’è già un centinaio in servizio) e che moltissimi pianteurs in grande, scaglionati a centinaia di Kilom. dalla ferrovia e lungo la strada Nyere Fort Hall, Nairobi trovansi nello stesso impiccio di noi, cioè di non poter trasportar alla ferrovia di Nairobi i loro prodotti causa il divieto governativo del passaggio dei buoi stabilito per non lasciar diffonder la peste bovina. Quindi se vedranno il nostro auto-car andare e venire – massima se di costo limitato – faremo loro un bel reclame, e chi sa che non riescano a soppiantar le fabbriche inglesi e belghe le cui marche girano qui in gran numero. Potresti persino chieder loro quale guadagno ci lascerebbero qualora riuscissimo a vender qui di tali carri. Una casa Americana me li ha offerti qualche tempo fa, dandoci la riduzione del 40% sul prezzo a nostro favore per la rappresentanza. Ma è una casa che non conosciamo e non possiam quindi fidarci abbastanza sulla bontà del materiale e perfezion di costruzione. Invece se fosse per una ditta Torinese lo faremmo, o solo in nostro nome o associandoci con case di rappresentanza di Nairobi; però su questo tu darai solo buone speranze, senza prenderti un impegno formale scritto od a voce; perché temiam possa darci seccature quest’ottener il pagamento dei pianteurs. Ad ogni modo ti servirà per ottenere un ribasso. Chiedi anche e mandaci cataloghi e istruzioni sulla manutenzione e sul smontaggio. Spero dunque riuscirai a far un buon colpo; e lo spedirai a mezzo del Frigerio di Mombasa (come già ti scrissi e non più dai PP. Bianchi) nel mese di gennaio o al più in febbraio. La lettera e istruzioni a Monsig. indirizzala a Limuru, ove egli si troverà fino a tutto febbraio e primi di marzo: in seguito egli sarà quasi sempre a Nyeri epperciò tutta la posta sia poi sempre a Nyeri.

 + La galleria del pozzo arriverà a 100 metri il 25 dicembre: ne resteranno ancor 20; richiedenti almen 2 mesi di altro lavoro se continua la terra impietrita (o tufo) attuale; anzi temiamo d’incontrar la vera pietra e andar più in lunga.

 + Margherita dice, e lo credo, che è sempre in moto per quel portavoce dal negozio all’ufficio. Prendi un tubo di piombo, immettilo (senza saldarlo ma so[lo] a cono comprimendolo [disegno]) nell’imbuto dell’ufficio, poi conducilo su alla volta e continualo fino a perpendicolo del lato sinistro del tavolo di Margherita, e là risvoltalo in giù [disegno]: qui vi metterai un tubo gomma pendente fino a 0,80 dal pavimento e questo terminerà coll’imbuto per parlare. Per tal modo sia Margherita e sia Agnese parleran (risponderan cioè) da sedute; con pericolo però d’un po’ d’artrite in avvenire alle gambe. Salutale amendue colla Sig.na Capra e credimi

Tuo aff.mo C. G. Camisassa

1912