Originale dattiloscritto…, in ASMC
S. Genesio 24/7/1915
Carissime nel Signore,
Che le anime sante abbiano l’intuizione dei cuori è verissimo; io però dei vostri l’ho ugualmente e precisissima pur non essendo un’anima santa.
Ed è perciò che sapendo già quanto avreste voluto dirmi di presenza in questa circostanza ho creduto meglio risparmiarvene il disturbo, tanto più che ne avevo una giusta ragione per esser questa decina di giorni il solo tempo che ho disponibile per una scappata da Torino. Vi devo stare la prima metà di luglio stante l’assenza del Sig. Rettore (m’è scappata la parola: leggete Padre amatissimo) e dell’Economo, poi devo esser in Torino tutto l’agosto, dovendovi cantar la Messa in Duomo. Vi dico questo perché non mi facciate un merito di questa assenza, quasi un atto di umiltà.
Dunque, tornando a noi, io so pure benissimo che sempre pregate e tanto per me, che davvero ne ho tanto bisogno; ma mi è pur caro sentirmelo ripetere in tanta espansione ed insistenza. La SS. Consolata faccia parte anche a voi tutte del frutto impetratorio delle vostre e mie preghiere, aiutandovi particolarmente ad operare in voi stesse quella trasformazione completa di vedute, di aspirazioni, di volontà e d’energie che da brave figliuole, quali eravate nel secolo, vi faccia divenire sante religiose missionarie. Dopo qualche anno di permanenza nell’Istituto voi non dovreste più riconoscer voi stesse: non che dobbiate esser scevre di difetti e di imperfezioni, ma dovete riconoscere l’anima vostra come rinnovata – è l’uomo nuovo colla distruzione dell’uomo vecchio tanto inculcata da S. Paolo…
Non più i gusti e le aspirazioni del passato, ma tutto nuovo nel vostro interno, come nello stesso contegno esterno. Grazie a Dio, questo rinnovamento noi lo scorgiamo: già prima della vestizione, ma specialmente dopo questa, ci accorgiamo che non siete più quelle dei primi mesi… allora pareva che lottaste nell’ubbidire, nel combattere le malinconie e i ricordi del passato… invece vediamo poi grado grado che vi fate alla vita nuova, alla disciplina della casa, a quell’entente ed affezione vicendevole cordiale, espansiva di vere Sorelle in G. C. le quali s’amano di più che le Sorelle di famiglia. Negli Esercizi di pietà noi scorgiamo che il vostro animo si effonde con una vera espansione… insomma vi sentite figlie predilette di Gesù e di Maria Consolatrice. Oh, se durasse sempre o almeno diu, diu (come sta scritto dell’Ordine di S. Bernardo) questo spirito nella nostra Comunità! Che bella preparazione all’apostolato! E specialmente qual ricca messe d’anime nelle Missioni.
Persuadetevi bene che le conversioni colà saranno in misura della vostra santità; e la vostra santità di missione è in misura di quella acquistata nell’Istituto. Chi è pigra a combattere i suoi difetti qui, lo sarà egualmente ed anche più colà. Così dite di chi non è pronta, umile, sincera nell’ob-bedire… e così pure di tutte le altre virtù religiose e missionarie. Bello il pensiero di gettar dalla finestra i difetti per spogliarvene, ma le finestre sono a 2 piani sul cortile, a tre sul refettorio, e 1 sulla scuola. Non può darsi che gettati giù dalla Cappella o dal laboratorio non li riprendiate nei piani inferiori? Quegli sciocchi ed imprudenti Aghekoio togliendosi le pulci penetranti le gettano semplicemente via senza ucciderle, e così quelle ritornano ad assalirli… e nel paese si moltiplicano spaventosamente. Dunque, mano forte e generosità nel volere: i difetti cercate di ucciderli, cioè sradicarli giù dalle più profonde radichette. E allora come le male erbe nei campi ripulluranno di nuovo, ma meno vigorosi di prima e voi troverete sempre più facile e più efficace il loro sradicamento.
Termino col terminare della pagine; continuiamo a pregare a vicenda perché carichi di meriti e di allori ci ritroviamo tutti uniti e per sempre nel bel Paradiso. Vostro aff. in G. e M.
C. G. Camisassa
