Originale autografo…, in ASMC

Torino 30 Agosto 1915

Rev. Sr. Margherita,

Questa 2a metà d’Agosto tien proprio il record delle lettere dall’Africa. In pochi giorni ne ricevetti 5 da Mons.re e quindi anche varie tue alle quali non posso per ora rispondere partitamente. Lo farò a miglior tempo.

Anzitutto ti ringrazio tanto degli augurii e ti prego anche ringraziar le varie Suore che t’incaricarono di farmeli. L’amore discende dice S. Tommaso, che vuol dire il più forte degli amori è quello dei genitori per la figliolanza, e così succede nella figliolanza spirituale. È naturale perciò che io ami sopratutti i missionari e missionarie… e che gradisco sopra tutti gli altri i vostri augurii massime che si sa accompagnati dalle preghiere, che sempre vi domando, sentendone tanto bisogno.

Pel libro: malattia delle donne, avevo incaricato il Dr. Nicola che ora è soldato. Lo farò cercare da altri e spero anche spedirti il Ricettario di Rubino.

Dalle tue e da varie altre lettere godo rilevare che siete un po’ più a posto e di salute e di spirito, ed anche più animate e forti… Sarà effetto degli Es. sp.li. La Consolata vi aiuti a durar così. Dell’affare di Sr. Filomena ti dico subito sinceramente che Padre fu piuttosto disgustato. Ci teneva tanto a dar questa lezione… utile omai ad altre di costì… massime in riguardo all’ubbidienza a chi è loro preposta, fosse pur l’essere più inetto… Bisogna che ti parli chiaro.

Sr. Filomena aveva 30 anni quando venne e fu accettata per eccezione solo perché cuoca molto abile (così si diceva) e allora n’avevam nessuna alla Consolatina. Ma fece male quell’ufficio, per cui Sr. Celestina la dovette togliere. La si rimise quando veniste all’Istituto e tu lo sai che pur allora fece male e sotto di te (alla quale non voleva sottostare) e poi sotto Sr.

Celestina che dovette infine toglierla dalla cucina, anche perché dava cattivo esempio alle altre, per cui infine la mandò via. Eppure l’abilità a far cucina l’aveva certamente, e per questo mi lasciai reggere a chieder a Padre che la riaccettasse. Motivo ne fu che proprio allora era pronta la 1a partenza vostra… e di una vera cuoca c’era assoluto bisogno, e tra le 15 d’allora c’era solo lei capace.

Io riflettevo che era un’onta non aver [tra] tante Suore una buona cuoca, (è stata forse un po’ di superbia mia di cui il Signore mi ha castigato) e poi sapevo che in qualunque casa se si mangia male… si è sempre tutti di malumore… e questioni ecc. ecc. E alla Fattoria dove c’era una dozzina di persone fisse e 15 di voi… e poi tutti e tutte dovean passare per gli Es. Sp.li … e poi sovente forestieri.

Dunque io la ritenni necessaria, e la chiesi come tale al Sig. Rett., che a dir il vero acconsentì di mala voglia – Ma riaccettandola glie la contammo in tutti i toni: che cioè la prendevamo solo perché cuoca e come cuoca…e per nessun altro impiego…giacché sapevam ch’ella non amava la cucina perché luogo di fatica…(la ragione è poi tutta lì a spiegar i suoi capricci antichi e nuovi: ama la vita comoda, e più, di chiacchierare ed aver l’aria di dirigere). Ed ella accettò espressamente; la Sig.na Rossano e sua sorella ne furon testimoni – solo perché cuoca e come cuoca – tanto che non seppero poi spiegarsi tutte le sue testardaggini per non star alla vostra cucina. Ebbene dopo tali condizioni e promesse, come si regolò costì? Coi soliti capricci e scuse di salute finì per stancarvi, sicché per disperazione la mandaste a Tetu… obbligati per la malattia di Sr. Carolina a prender per cuoca quella che ne sapeva meno di tutto. E come andò la cucina sotto Sr. Filomena e dopo? massime in occasione di visita di forestieri.

La scusa del male ai piedi e ndutu val nulla… se non poteva fare, poteva ben dirigere stando seduta ed anche senza far nulla. Perché non vi si adattò? Gonfiatasi la testa perché seppe dar un battesimo: disse e scrisse che le sue aspirazioni erano di andar in missione e che soffriva non andarvi… Già è più comoda la vita di chiaccherare e girovagare!! E che cosa le valse la mia lettera fortissima che le scrissi, quando ancora era in cucina? Un bel nulla; e poi la solita sua industria di schivare i superiori diretti, e ricorrer solo al Superiore più alto… e che non sa né tutto né mezzo (e che di regola non deve mai dar torto ai Superiori sotto) e là farsi vittima (come faceva già qui): prima vittima di te ricorrendo a Sr. Celestina… poi vittima di Sr. Celestina ricorrendo a Padre…Insomma far tutta una catena di testardaggini e ostinazioni per cavarsi dal lavoro pesante e noioso della cucina e per vita più comoda.

Esamina bene le cose e vedrai che fu così. Ora poi ti lasci subito prender dal buon cuore… perché dici fa bene all’affare dei suini. Prima di tutto vedremo per quanto tempo la durerà a far bene…ramasa neuva… Ma poi le condizioni della sua venuta in Africa non furon quelle; e Padre dice che appena partite metter altri ai suini, ella deve tornare in cucina (non di qualche missione, ma della Farm). Se lì non fa bene bisogna rimpatriarla. Questo è non solo consiglio, ma decisione di Padre. Non vuole che le si dia altro impiego; perché quello in cui essa vuol spuntarla è appunto di non far la cuoca, e non deve spuntarla. È stato uno scandalo la sua condotta nei primi tempi in cucina, uno scandalo che fece male a tutte (e potrei dire anche a tutti della Farm) e ci vuol una riparazione. Per ragioni di salute sappiam compatir anche noi… ma qui è testardaggine. Persuaditi che la volontà di Padre è volontà di Dio. Anzi egli aggiunge che ti obbliga a scrivergli sinceramente e sovente sul come si regolerà Sr. Fil. in cucina… perché questo punto è stato uno delle più penose sue disdette. Mi rincresce aver dovuto scriver un po’ forte, ma è proprio Padre che volle così.

Quanto al mettere vere Assistenti nelle Missioni ne scrivo a Mons.re, ma tieni per norma che nessuna, all’infuori di Sr. Agnese deve aver il titolo di Assistente, anzi le altre che son sotto di quelle che fossero già messe, come Sr. Serafina, non debbono, e di ciò avvertirle, darle il nome di Assistente… ma chiamarla pel suo nome di religione – Assistenti vere (eccetto Sr. Agnese, già nominata qui, e che convien tener come tale e chiamarla con tal titolo, ancorché non sia tanto capace) non dovrebbero nominarsi che dopo fatti i voti perpetui – Altro non ho tempo a scriver questa volta. Salutamele tutte… e pregate pel tuo dev.mo

in G. e M. – C. G. Camisassa