Originale autografo…, in AIMC

[Torino] 26/12 – 1916

Carissimo P. Sales,

Ho veduto la breve lettera che scrivesti al Sig. Rettore da Mombasa mentre eri diretto nel German East Africa, e godo saperti in buona salute col caro P. Benedetto e Suore destinate con voi. Nella tua lettera però c’era una frase che non mi piacque, e neppure piacque al Sig. Rettore – Ed è un’escla-mazione di soddisfazione perché, lasciando il Seminario, davi pure un addio a quell’incubo di dovermi scrivere aneddoti od altro pel periodico. Sta bene la voglia di lavorar nel ministero diretto apostolico, ma questo può stare anche col compito di scrivere pel periodico, cosa che il Sig. Rettore ed io ti affidammo in modo specifico ed anche un po’ autoritativo –

E questo compito non è nostra intenzione che cessi mentre sarai all’Os-pedale, o ad altre mansioni. Anzi è nostro desiderio – per non dire di più – che intensifichi questo compito e che trovi ogni giorno qualche quarto d’ora per quello.

Tanto più che avrai nuova materia – un po’ diversa da quella omai trita dei battesimi nel Gekoio – e questa nuova materia è da noi vivamente desiderata per un poco di varietà nel periodico divenuto omai troppo monotono… e che si sostiene ormai solo più cogli scritti di Monsignore – Dunque siamo intesi: mano, più che al bisturi, alla penna e scrivimi presto tante belle e brutte cose.

Affett.mi saluti tuo dev. mo C. G. Camisassa