Originale autografo…, in AIMC

Torino 17 Sett.bre 1918

Carissimi P. Dalcanton e C.r Anselmo,

Ho saputo con gran piacere da Monsignore che il vostro viaggio di ritorno si è compiuto felicemente e che foste accolti, come era giusto, con gran festa dai vostri confratelli di costì. Godo specialmente di sapervi bene in salute malgrado le tante peripezie passate: si vede che la Consolata vi tenne ognora sotto il suo manto con special predilezione, come pregavamo sempre tutti di qui. Spero abbiate ricevuto le non molte mie lettere che scrissi or all’uno or all’altro di voi in questi anni passati, ed anche che Anselmo avrà ricevuto i libri che gli spedii.

Speravo tanto che per la via di Gardula avreste potuto proseguire nell’in-terno in direzione del Kaffa, ma il Signore non esaudì questo mio voto: sarà tutto pel maggior bene vostro e dell’opera, sebbene noi ancora non lo comprendiamo. Ad ogni modo voi foste come quella spina ostinatamente fissa nel fianco di Felice, il quale se cessò almeno dalle opposizioni a Barl. – sebbene ancor non siasi deciso d’aiutarlo secondo ché vorremmo – lo si deve all’ostinata vostra presenza là alle porte dell’Abissinia. L’esperienza poi che avete acquistata, potrà e dovrà certamente servire col tempo in relazione allo scopo finale.

State bene, e pregate sempre per noi che viviamo in mezzo a sempre nuove tribolazioni.

Vostro aff.mo       C. G. Camisassa