Originale autografo…, in AIMC

Torino 31/7 – 920

Carissimo P. Ferrero,

Sono le ore 18 di Sabato e finora nessuna vostra lettera espresso o cartolina!! La cosa omai ci impensierisce, perché anche dall’aver potuto far niente nei 2 primi giorni avreste fatto bene ad informarci… Basta… aspettiamo.

Oggi Mons. Borgia (amico di D. Parisio) venuto da Roma ci disse che una chiesetta la quale farebbe per noi è quella di S. Giuseppe dei Pii Operai (un’antica Confraternita di Preti fondata da S. Alfonso ma ora quasi spenta) ove c’è ancora un vecchio prete (Pio Operaio?), una testa un po’ balzana col quale il Vicariato dice che non vuole trattare perché è un mattoide e non si può saper cosa voglia per andarsene – Così disse Mons. Pacucci Segretario del Vicariato a Mons. Borgia. Si tratta dunque di tentare trattative con quel mattoide e veder cosa vuole una volta tanto, oppure annualmente per lasciarci la gestione di quella chiesa con annesse 4 camere al 1° piano + 4 al 2° + 4 al 3°. L’obbligo è solo di una Messa festiva e nient’altro. Chiesetta bella, alloggi delabrati. Bisogna adunque andar da Mons. Pacucci suddetto ed esporgli (ciò che già sa) il nostro piano di avere in Roma una chiesetta con alloggi annessi… e pochi pesi (ricordargli S. Giovannino e chiedere: quid de illo?) – Che S. Giuseppe fa forse per noi e come fare per avvicinar quel prete vecchio suddetto… e se (qualora si inducesse a trattar con noi) il Vicariato acconsente poi ad assegnarci quella chiesa e locali. E dopo andate a trovar quel vecchio e fate come il cuore vi ispirerà salva l’approvazione del Sup.re di Torino –

Attendo da P. Sales il 1° articolo per periodico di Settembre che stamperemo presto a Pinerolo.

Tanti saluti C. G. Camisassa