Originale autografo…, in AIMC
Torino 29 Ottobre 1920 N° 7
Caro P. Ferrero,
Ricevetti jersera a notte la tua N 10 e rispondo subito stamane. Comincio dalla tua geremiade finale sulle difficoltà non profetizzate da me. Che semplicetto! Hai aspettato finora a saper che io non ho lo spirito di profezia? Per l’affare di Iringa però fui un po’ profeta. Per l’altro no: a me l’ingegnere Agudio delle teleferiche aveva detto che tali concessioni si facevano in breve e facilissimamente. Così forse era prima di quegli scandali, che son venuti proprio a tempo per danneggiarci. Ora tuttavia io non diffido, e tu girando a destra, e premendo a sinistra, son persuaso che qualcosa otterrai, a Dio piacendo. E se a Dio non piace, bisogna ben che ci adattiamo. Quindi non verrai via finché abbii in mano una risposta sia positiva sia negativa. Se positiva e favorevole essa preme molto perché solo colla carta che tu porterai da Roma il Coadiutore Benedetto potrà presentarsi a ritirare quella roba. E questo preme perché conviene molto che Benedetto parta per l’Africa verso il 10 o 12 Novembre.
Riguardo a Propaganda ho niente a dirti. Ti sei regolato benissimo p. Iringa e noi contiamo tener poi duro dopo veduto bene i nuovi confini perché abbiamo accettato sì, ma Iringa, e non la costa, e a morir nei pantani ci vada chi vuole. Si vede che Laurenti fa presto i conti sulla pelle altrui, stando poi tranquillo a Roma. Se i tedeschi si piantarono nei pantani era per obbedire al loro Governo. Noi no. È giusto che essendovi tante anime nei luoghi sani, si dia prima la caccia a queste.
Domani manderò ½ Kg. caffè tostato al barone De Giura… al quale se ti fermi ancor un po’ costì andrai a chiedere il viaggio gratis per 4 Suore delle quali ti manderò i nomi.
Affettuosissimi saluti. – C. G. Camisassa
