Copia originale autografo…, in ASMC
Roma, 26 febbraio 1921 ore 2 pom.
Ottima Superiora,
Tornammo a mezzodì dall’udienza papale e siccome il pranzo ci aspettava, rimandai di due ore lo scritto.
Il Sig. Rettore trova pesante a scrivere epperciò per loro e per quei della Consolata ne diede incarico a me.
Dunque noi progettavamo d’andar dal Papa solo dopo la funzione di domenica e chiedemmo udienza fin da ieri per martedì.
Invece fu proprio lui a mandarci a chiamare per oggi con invito speciale di ier sera tardi. Ci andammo e vi stettimo 32 minuti – avendo osservato l’oro-logio nell’entrare da S. S. e nell’uscire. Ci fecero passar davanti a tutti, e sebbene l’udienza fosse solo per le 11, ci ricevette alle 10.45 e ne uscimmo alle 11.17 con sorpresa diciam pure invidiuzza dei tanti che attendevano… il loro turno, e inchini a destra e a sinistra dalle guardie d’onore stupite pure di sì lunga udienza. Il Papa aveva aspetto vivace e ci accolse con un’affabilità ed apertura di cuore indescrivibili. Per prima cosa ci disse: «Oh, già, noi ci conosciamo… mi fecero tante gentilezze quando fui a celebrar Messa alla Consolata ed in altre mie visite colà… Oh, quel santuario! Quanta devozione e frequenza!...». E lì si parlò un po’ del Santuario, poi a lungo del Convitto… poi delle Missioni che disse: «Ah! Quelle sono l’oggetto del loro cuore, e godo tanto sentir da tante parti a parlarne così bene… Oh, la Consolata è sempre Lei, si vede che ci ha messo tanto del suo».
Insomma un’udienza così cordiale e affettuosa come di un papà coi suoi figli… Non ci permise neppure di baciargli il Sacro piede ma subito alle due genuflessioni ci porse la mano e ci sollevò. Così nell’accomiatarci volle che gli baciassimo il S. Anello… e poi un “arrivederci domani” con un sorriso di affetto e di confidenza inesprimibile…
Già, del Ven. Cafasso parlò in modo come se lo ritenesse già un santo… e affretta il momento di edificarlo, e volle saper ad uno ad uno dei miracoli e se son proprio grossi da passare senza difficoltà.
Insomma, a voce diremo il resto; ma ritenete solo che quanto il Papa vuol bene alla Consolata… così vuol molto molto bene alle Missioni e spera da esse molti frutti.
Procuriamo di meritarci tanta predilezione col farci tutti santi missionari e missionarie… (di cui volle saper il numero in Casa Madre e in Africa) e prepararci tutti a far del gran bene, principiando dalla nostra santificazione.
Sono lieto poter dir loro con tutta sincerità che Padre sta proprio bene…, un po’ stanco perché si gira da mane a sera sia pur con vetture, ma è sempre uno strapazzo.
Pregate pel vostro dev. mo in G. e M. C. G. Camisassa
Chiedete a P. Dolza se non manda le Costituzioni! Le aspettiamo ansiosamente per scappar presto a Torino.
