Originale autografo…, in AIMC
Torino 12 marzo 1921
Rev.mo Monsig. Chiavoni,
Adempio la promessa fattale di presenza inviandole copia della carta geografica colle divisioni progettate – pare – dall’Arciabate B. Sulla medesima mi sono permesso di fare un’aggiunta. Mentre l’Arciabate aveva segnato come confine orientale dell’Iringa il fiume Lukosse fin dove si getta nel Ruaha, noi proporremmo che questo confine fosse variato così:
Dall’incontro del parallelo 9° col grado 35° seguire il grande massiccio di montagne fino alla sorgente del Kihanji, poscia seguire l’alveo di questo fiume fino alla sua confluenza nel Rufiji. Proseguendo a scendere col Rufiji andare sino al parallelo 8°, poscia seguire questo parallelo fino al mare.
Dalla parte nord poi sempre seguire il Ruaha ed il confine del Vicariato di Bagamoio fino al mare.
Motivi di domandare questa variante sono:
1° La popolazione del triangolo racchiuso tra i fiumi Lukosse, Ruaha, Rufiji e Kihanji non è di razza Mahenge, ma è Uhehe (come quella d’Iringa): così scrisse il P. Laane a Mons. Perlo il 21/1 – 1921 esortandolo a fare occupare la Missione di Ngeta (Mehombe) molto necessitosa dell’opera dei Padri; e difatti dei 2 nostri Padri che sono a Tosamaganga uno è quasi unicamente occupato a Ngeta.
2° Nell’Iringa e nell’Ugogo non si hanno che 4, o 5 missioni, laddove nel Mahenge – paese di densa e forte popolazione ce ne sono 8, o 10. L’aggiunta perciò all’Iringa delle 3 Missioni di Ngeta, Flatara e Kiberege pareggerebbe le Missioni dell’Iringa con quelle del Mahenghe.
3° La popolazione dell’Iringa si addensa tutta tra i fiumi Ruaha minor e Ruaha grande, mentre la valle che trovasi a sinistra del Ruaha grande e il fiume Mjombe è quasi disabitata perché molto malsana. Difatti nessuna Missione benedettina fu tentata in quelle località, perciò l’Iringa da sola avrebbe troppo poca popolazione rispetto al Mahenge.
Ora pregherei V. S. di presentare queste nostre domande a S. E. Mons. Laurenti, oppure farmi sapere se dobbiamo noi presentarlo direttamente e formalmente a S. Em. il Card. Prefetto oppure a Mons. Laurenti.
Un’altra proposta mi permetto farle ed è riguardo alla Missione di Limuru. A proposito di essa S. E. Mons. Laurenti ci disse che Mons. Le Roy aveva finito di rassegnarsi a lasciarla ai nostri ma che intanto la S. Propaganda trovava difficoltà a darci una missione nei confini del Vicariato di Zanguebar, e che preferiva trovar modo di allacciare Limuru con una striscia di territorio al Vicariato del Kenya. Su tale direttiva mi sono permesso di tracciare sulla carta qui acclusa un progetto di tale prolungamento dal fiume Ciania sino alla ferrovia. Nel tratto che indicai assegnabile Limuru, non vi è alcuna Missione dei Padri dello Spirito Santo, ma solo 3 missioni protestanti che han bisogno d’essere controbilanciate dai nostri di Limuru.
Se anche di questo V. S. volesse parlare con Mons. Laurenti ci farebbe un favore.
Voglia scusare tanti disturbi e gradire con quelli del Sig. Can.co Allamano i miei rispettosi ossequi.
Di V. S. Rev.ma Obblig. mo Servitore
Can.co Giacomo Camisassa
