Originale autografo…, in AIMC
Roma – 9 – Sett.bre 900 ore 19
Ill.mo ed Amat.mo Sig. Rettore,
Ho fatto ottimo viaggio, ma quanto alla nota faccenda, dopo aver girato tutto il giorno ho fatto tutto e ho fatto niente. Senza narrarle i colloquii avuti con Mons. Veccia, col Card. Ciasca, col Vicario dei Gallas le dirò solo la conclusione. Ed è che l’Istituto deve farsi tutto da V. S. auctoritate episcopi loci, e la Propaganda non se ne immischia in nessun modo fino al giorno in cui il Cardinal nostro annunzierà a Propaganda che l’Istituto ha tanti soggetti pronti e chiede mandarli nel tal luogo, sotto la dipendenza del Vicario Ap.co locale, di cui egli si assicurerà il permesso perché vadano in un luogo di sua giurisdizione. Questo permesso ora il nominato Vicario ha detto al Sig. Tasso che sarebbe lieto di darlo, ma il guaio è che proprio adesso ha rinunziato a quella nomina e il Card. Ciasca ci disse che a novembre o dicembre si penserà a nominarne un altro.
Ora mi resta ancora da vedere io il detto Vicario, come già mi feci annunziare, ma egli non è in casa che questa sera alle 20. Ed io pensai perciò di scriverle, perché la conclusione finale non può cambiare, ed è che V. S. faccia tutto, solo d’accordo col Cardinale, e meglio ancora se si avrà anche l’assenso dei Vescovi Piemontesi. Stassera penserò se ho ancor da andar dal Card. Leodokovki [!], ma mi dicono che egli è in stato che fa niente, è quasi più di qua che di là, perciò qualunque risposta mi desse val niente, ossia non vi si può contare perché presto non ci sarà più a capo effettivo della Propaganda.
Credo quindi che V. S. ha niente da dire per ora al Cardinale; io poi partirò domani per Torino. Salvo avviso in contrario arriverò a Torino martedì verso le ore 10 ½ cioè pel treno che parte di qui alle 23,5 di sera e arriva martedì mattino alle 7.
Il P. Tasso mi ha fatto mille onestà e riverisce tanto V. S.
Tanti ossequii dev. ed aff.mo – C. G. Camisassa
