Originale autografo…, in AIMC

Torino 5 Novembre 1900

Ill.mo Sig. Cavaliere,

Le sono riconoscentissimo delle preziose osservazioni e dei saggi suggerimenti che si compiacque favorirmi così diffusamente malgrado le gravi altre sue occupazioni. Non so dirle altro che ringraziarnela di gran cuore e augurarle ricompensa da quel Signore che, come non lascia senza retribuzione un bicchier d’acqua dato per amor suo, così non mancherà di retribuir degnamente quanti s’adoperano e concorrono a glorificare il suo Santo Nome. Chi dà ricetto e aiuto al profeta, dice la Santa Scrittura, parteciperà della mercede del profeta; e nel caso nostro le opere buone dei futuri missionarii saranno fonte di celesti e temporali benedizioni alla S. V. e degnissima famiglia.

Spero avrà ricevuto l’Hand book, com’io ricevetti le Missioni cattoliche. Dell’Hand book mi procurai dall’Inghilterra un esemplare credendolo non solo utile, ma necessario al nostro scopo. Mi rincrebbe assai che V. S. m’abbia mandato l’importo del Peters che io intendevo regalarle, se pure non mi son male spiegato nell’incontro avuto a Novara. Non l’abbia quindi a male se le ritorno la cartolina vaglia.

In merito alle osservazioni e proposte trovo ottime quelle che riguardano il vaporino, che anche nel nostro concetto doveva essere essenzialmente un buon rimorchiatore, e che senza grande aumento di spesa può aver due motori, uno a petrolio ed uno a legna, operanti sullo stesso asse, col gran vantaggio di poter andar innanzi anche quando ad uno di essi avvenisse qualche guasto. La macchina a legna poi, appena giunti sul sito ove stabilirsi, dovrebbe servir da motore d’una sega per preparar tavoloni per la capanna.

A queste provviste però non crediamo sia da pensare per ora, perché l’essenziale è di sapere se fu impiantato e se funziona sul Tana quel vaporino che Mons. Le Roy nelle Missioni Cattoliche diceva di prossima effettuazione. Da questa notizia dipende ogni nostra decisione sul piano da eseguire. Eccole pertanto brevemente le notizie che più c’interessa avere da V. S. quando sarà giunta a Zanzibar.

1° Se esiste un vaporino di qualche società commerciale che faccia servizio sul Tana; ed in caso affermativo, da qual punto del fiume cominci i suoi approdi e fin dove arrivino, e per qual via e città riceva dal mare le mercanzie. Mons. Le Roy diceva che doveva partir da Golbanti (poco sopra Ngao) e che riceveva (e inviava le merci) per via di terra da Malindi, anziché da Lamu. Da questo dipende la decisione riguardo al luogo ove stabilir la casa di procura in riva al mare.

2° Supposto che non siavi quel vaporino, se almeno siavi un servizio un po’ frequente di barconi lungo il Tana esercitato o regolarmente, o solo secondo i bisogni, da qualche agenzia commerciale o da trafficanti arabi, e se su questi si possa contare per farci condurre persone e merci, sino a Odoboruruwa. Ed anche da che punto del fiume partano quei barconi e da qual città marittima si riforniscano.

3° Nel caso poi che neanco su questo mezzo si possa far conto, è evidente che converrà prender Lamu come punto di partenza e di rifornimento. L’esempio di Mons. Le Roy, che fu per tanto tempo sul luogo, è la più bella prova sulla convenienza di tal scelta.

Ciò supposto ci occorre saper se c’è qualche agenzia commerciale che s’assuma di ricevere dall’Europa e ritirare le merci; come pure se c’è qualcuno che possa dar alloggio, anche solo temporaneo, al personale della Missione; se i Missionarii dello Spirito Santo tengono casa aperta in Lamu e vi dimori qualcuno di loro: se la stessa Compagnia British east possa all’oc-correnza fornir alloggio e ricever i bagagli – ed in caso che non trovasi alloggio a pagamento, se siavi qualche casa d’affittare adatta allo scopo. Se lungo il Tana sianvi Missioni Protestanti.

Poi quale è l’epoca più propizia per inoltrarci sul Tana e dar principio alla Missione, quale il tempo più adatto per partir dall’Europa, e far quel cambiamento di clima senza tanto pericolo di incontrar le febbri.

Quali vettovaglie e quali munizioni per armi da difesa e da caccia e merci di scambio si possano acquistar a Lamu o a Zanzibar ed a quali prezzi, se quindi sia più conveniente portarle dall’Europa. E così per gli arnesi di cucina e oggetti occorrenti per l’impianto di una casa.

Potrei ancor fare una lunga sequela di domande, ma V. S. trovandosi sul luogo e sapendo lo scopo nostro saprà pure indovinare tutte le nozioni e informazioni che ci sono necessarie o utili. Specialmente c’interesserà sapere come sarà ricevuto dal governo inglese, ed anche dalla British east il nostro divisamento, se sembrano disposti ad appoggiarlo o almeno tollerarlo o se vi si opporrebbero, (ciò che speriamo non sia) ed anche se per esser da loro accolti favorevolmente potremmo far qualche passo a Londra per mezzo di persone che conosciamo colà, ed in tal caso a chi rivolgerci.

Una cosa poi mi permetto raccomandarle ed è che nel prender informazioni si faccia meno pubblica che è possibile, la nostra istituzione e i nostri progetti: ciò per due ragioni: 1° perché i Protestanti non ci prevengano o ci preparino difficoltà ed ostacoli: 2° perché il Superiore dei Missionarii dello Spirito Santo non venga pienamente informato dei nostri progetti. Di questi converrà lo informiamo direttamente noi, così richiedendo la delicatezza ed anche la necessità d’aver il suo permesso per stabilire la casa di procura in una città marittima e cioè di sua dipendenza. Anzi se le accadesse di dover dire qualcosa al medesimo Superiore od a qualche altro loro Missionario la preghiamo di dire sempre che nostro intento è di portarci ai Galla verso il lago Rodolfo. Così si evita quella questione di confini a cui le ho accennato a Novara, cosa affatto necessaria per non incontrare gravissimi ostacoli fin dal principio.

Ecco quanto mi premeva dirle per ora: se V. S. ha la bontà di avvisarmi dell’epoca della sua partenza, io le scriverò ancora prima d’allora per altre informazioni, ed anche per inviarle qualche assaggio di vino che desidero poi sapere se si conservi bene a Zanzibar.

Coi sensi di particolare osservanza e viva riconoscenza

Di V. S. Ill.ma Dev.mo

C. G. Camisassa