Originale autografo…, in AIMC
Torino 18 Dicembre 1900
Ill.mo Sig. Cavaliere,
L’appetito viene mangiando, dice il proverbio. E così dopo le preziosissime informazioni che V. S. già si compiacque inviarmi con tanta premura, io ho nuovamente pensato che potrebbe fornirmene altre ancora; cosa che per noi sarà d’incomparabile utilità, risparmiandoci il tempo e le spese e le disillusioni e gli errori cui andremmo incontro nell’imparare poi per nostra sola esperienza tante cose necessarie a sapersi.
Uno dei futuri nostri missionarii, che sarà probabilmente il Procuratore in Lamu, e che prenderà parte alla 1a spedizione da farsi, come speriamo, nel luglio od in ottobre 1901, ha messo in carta molte domande, le cui risposte sembrangli necessarie od utili al nostro scopo. Le accludo lo stesso suo foglio e come vedrà la massima parte delle risposte non potrà farcele che dopo giunto alla sua sede in Zanzibar.
Il nostro piano, quanto al modo di dar principio all’opera lassù, non è ancor deciso, ed anzi vorremmo una parola di V. S. in proposito. Due progetti ci sembrano effettuabili e non sappiamo ancora a quale dar la preferenza. Potrebbe cioè partire il detto sacerdote destinato da Procuratore, con un secolare (e fors’anche un altro sacerdote) per Zanzibar, precedendo d’un mese o due la partenza degli altri. Giunto a Zanzibar e fatta, come crederà meglio, una corsa fino a Lamu telegraferebbe (o forse scriverebbe) qui, e tosto potrebbero partire due o tre altri sacerdoti ed un secolare (o due). Arrivati questi e fatti i preparativi, s’avvierebbero immediatamente pel Tana sopra imbarcazioni indigene.
L’altro progetto è di farli partire tutti assieme per Zanzibar o per Lamu, donde, affittata o comprata una casa, partirebbero pel Tana tutti od alcuni al più presto che potranno. In questo caso noi ci permettiamo di contare sulla presenza di V. S. lassù, perché colla conoscenza del residente inglese a Lamu, ci potesse affittare una casa capace di alloggiare sei o sette persone. A quale di questi due progetti sia conveniente dar la preferenza non sapremmo, e le sarei davvero riconoscente se volesse dirci il suo parere.
Anche un’altra questione ci preoccupa sempre, ed è quella se convenga fin dalla 1a volta andare con un battello rimorchiatore a vapore. Se colle imbarcazioni indigene potessero andare con una certa qual sicurezza e senza troppo disagio, non vorremmo azzardare così grave spesa, finché non ci mandino spiegazioni in proposito i primi arrivati lassù. Ma se tali imbarcazioni indigene sino a Odoboruruwa non fosse affatto possibile poterle avere, tanto vale azzardar subito la spesa del vaporino; naturalmente limitandola ad un rimorchiatore piccolo (smontabile o no), capace di trascinare una o due tonnellate contro una corrente calcolata un po’ forte. Questo tentativo sarebbe soltanto in vista del pericolo, anzi della quasi certezza che i nostri dovessero star fermi tanti mesi a Lamu, quanto occorre perché di là ci ordinino il vaporino e noi possiam loro farlo pervenire. Il che V. S. capisce quale inconveniente sarebbe, inconveniente che, ad evitarlo, saremmo anche disposti al risigo di così grave sacrificio, come sarebbe la spesa di quel vaporino. Anche su questo pertanto le sarei grato, se V. S. vuol favorirmi il suo parere prima di partire, o meglio ancora, subito dopo aver preso lassù quelle informazioni che le occorrono per darci il suo avviso con causa di scienza, come suol dirsi.
Non abuso più oltre della sua bontà, solo l’avverto che abbiamo spedito al Sig. Carlo Genta all’indirizzo indicatoci, una cassetta con 18 bottiglie, imballate nel miglior modo che abbiam saputo. Non sono vini fini, ma qualità ordinarie di vini fatti da noi stessi qui nel Convitto (eccettuato il Barolo), e come le dissi con l’intento speciale di provare se reggono alla traversata e al clima di lassù. Ella quindi non aspetti il nostro arrivo per assaggiarle, ma appena giunto, le provi per sapercene scrivere qualcosa. Se, prima della sua partenza, potrò ancor vedere la S. V. a Torino, mi farà non solo un piacere ma un favore potendo darci anche a voce alcune delle informazioni qui richieste.
Le rinnovo, a nome pure del Sig. C.co Allamano l’espressione della nostra profonda riconoscenza e devozione
Della S. V. Ill.ma Obbl.mo Servo
C. G. Camisassa
1901
