Originale autografo…, in AIMC

Torino 5 dicembre 1902

Ill.mo Sig. Cav.re,

Ricevemmo, or son dieci giorni, la graditissima sua colla quale ci annunziava i buoni uffici fatti presso il gov.re gen.le Sir Eliot, e ne la ringraziamo sentitamente. Forse è già frutto di essi il telegramma che ricevemmo ieri da Zanzibar che diceva impiantai Tusu Moranga Limoru personale. Interpretammo naturalmente come impiantati epperò che Tusu non fosse stata definitivamente abbandonata. Cosa che d’altronde ci lasciava già intravedere una lettera del Teol. Perlo del 16 ottobre che è l’ultima pervenutaci. Tutto fa dunque sperare che le cose s’accomodino pel maggior bene degli stessi nostri missionarii: comunque poi, tutto deve finire a maggior gloria di Dio. Siamo quindi pienamente tranquilli e rassegnati alle disposizioni della Provvidenza. Ciò che ci fece maggiormente piacere è la notizia dell’impianto, se non fatto, ma almeno iniziato, come accenna il telegramma di V. S.

Una casa sulla ferrovia, e anzi casa centrale da cui deve irradiarsi tutto il movimento verso l’interno, appariva ogni dì più d’assoluta necessità. Perciò abbiamo scritto al Teol. Perlo che veggano d’impiantarsi solidamente e largamente affin di potervi, ove del caso, mandare anche le Suore ed aprire una specie di collegio-seminario per la formazione di catechisti indigeni, che è il mezzo migliore di ramificarsi poi largamente. Gli dicemmo quindi che s’intendesse con V. S. per procurarsi il materiale e gli operai occorrenti ad un’importante costruzione, e se già non le ha scritto, credo lo farà presto.

Frattanto, come già le dissi nell’ultima mia, il 19 dicembre corr.te partiranno da Napoli 4 missionarii sul piroscafo Praesident della Deutsche Line, ed arriveranno direttamente a Mombasa il 5 gennajo. Questi missionarii sono:

Teol. Borda-Bossana Antonio di Cavour:

D. Perlo Gabriele, fratello del Teol. Filippo:

Chierico Cravero, studente Teologia, di Pinerolo

Anselmetti Andrea, confratello secolare.

Più un secolare di professione falegname-carpentiere, assai esperto ne’ suoi lavori. Si chiama Ametis Giovanni di Torino ed è a pagamento. Il Teol. Perlo fu già avvertito di quest’arrivo e spero che il nostro avviso gli giunga in tempo, acciò possa venire a Mombasa ad attendere le nuove reclute. Forse profitterà di questa gita per venire sino a Zanzibar ad intendersi con V. S. Se le cose van bene al Kikuju, questa primavera potremmo mandarvi una nuova spedizione, ed anche più numerosa. Le rinnovo i ringraziamenti per la sua efficace cooperazione e la prego gradire, estendendoli alla deg.ma sua Signora, gli ossequii del C.o Allamano e

Di V. S. Obblig.mo C. Camisassa Voltare Foglio Post Scriptum

P. S.

Mi sovviene ora che questa lettera è l’ultima che posso inviarle con speranza che le giunga prima delle Feste Natalizie; ne profitto adunque per augurare a V. S., all’egregia Sua Signora e famiglia, ogni bene, colle più elette benedizioni del Cielo. E questo, a nome del Sig. C.o Allamano e dei venti missionarii (tra Sacerdoti, chierici e confratelli) che sono attualmente nella casa di Torino. Essi sono pienamente informati di quanto V. S. ha fatto e va facendo a pro’ dell’Istituto, epperò fanno ogni gior-no speciale commemorazione di Lei nelle loro preghiere pei benefattori. Sono tutti giovani scelti e pieni d’ardore e se vedesse come pregano bene e studiano!... Sono certo che queste preghiere le apporteranno molte benedizioni dal Signore, che è pure la costante preghiera del C. Allamano e del povero sottoscritto C. Camisassa