Originale autografo…, in AIMC.
[Torino] 29 Agosto 1904
Ill.mo Sig. Cav. Pestalozza,
La preg.ma Sua del 22 corr.te mi pervenne proprio mentre io mi disponevo a scriverle pei motivi che sto per dirle. Prima però mi permetta che associandomi al giusto dolore di V. S. per la dolorosissima perdita del deg.mo fratello io le presenti le più vive condoglianze da parte mia e del Sig. C.co Allamano. Comprendiamo pienamente quanto V. S. deve averne sofferto tanto più essendone così lontano… Ma quella forza che V. S. sa ben attingere dalla religione, saprà sostenerlo nella dura prova, ed è quanto noi le preghiamo di cuore dalla SS. Vergine Consolatrice mentre non mancheremo d’unire i nostri suffragi pel deg.mo estinto.
Or eccole i motivi per cui volevo scriverle. Il rapido sviluppo preso dalle nostre missioni (sono già 7 missioni più due altre stazioni una per la segheria ed una per la colonia agricola e pastorizia) aveva ingenerato un po’ d’invidia nel P. Caizach (come già parmi aver scritto a V. S.). Per istigazione di questi, a quanto pare, M.r Le Roy aveva ordinato a M.r Allgeyer che non permettesse ai nostri l’impianto di nuove stazioni senza il permesso ogni volta dallo stesso M.r Le Roy. In sul principio di luglio poi M.r Allgeyer essendo a Nairobi mandò chiedere il T. Perlo dicendogli che voleva fissar i limiti delle rispettive stazioni. Il T. Perlo chiese che fossero quelli stessi delle stazioni impiantate colla di lui licenza: cioè una linea che partendo da Limuru (S. Giuseppe) passasse per la missione della Madonna dei fiori e del S. Cuore di Gesù fino al fiume Sagana: più, come d’uso, 10 Kilometri al lato est di detta linea (tale è la sfera d’azione solita fissarsi nelle missioni). Dal lato ovest chiese una linea retta da Limuru alla linea di displuvio della catena Aberdare e Settima. Su questa seconda linea M.re non fece difficoltà, ma non volle concedere quella ad est, e richiese invece una linea che da Limuru andasse in direzione di Lueno (miss. d. Madonna d’Oropa) ed arrivata a 10 Km. da questa missione voltasse ad est fino accanto alla missione del S. Cuore e di qui fino al Sagana seguendo il primo affluente che avrebbe incontrato. E ciò volle perché diceva d’aver già applicato per una sua nuova Stazione a Ginda
(V. S. la vede segnata con croce blu) ed inoltre voler che i nostri si ritirassero dalla miss. della Madonna dei fiori, per occuparla egli per mezzo del P. Caizach. Noti che la missione della Mad. dei fiori era dai nostri stata eretta col pieno di lui consenso. Sullo schizzo geografico che le accludo, V. S. vedrà segnata con matita blu la linea di divisione proposta da Monsignore più ad est che ad ovest. Questa concessione però era subordinata a rimaner i nostri sotto la di lui giurisdizione sino al Kenia (cioè fino al 1° grado di latitudine sud): da questo punto poi avrebbe concesso tutto il territorio a nord come futuro nostro Vicariato. Monsignore lasciò poi capire che egli agiva quasi per forza e come dipendente, ché, se stava da lui solo ci avrebbe anche lasciato come nostro vicariato tutto il tratto compreso (verso nord) dalla sopra descritta linea bleu.
Si stese poi una specie di convenzione seguente i suddetti confini, che M.re si impegnava di osservare se M.re Le Roy ed il C.co Allamano acconsentivano. In tale convenzione non è parola del futuro vicariato e riguarda solo i limiti delle rispettive missioni, sempre supponendo che noi stiamo sotto di loro.
Ricevuta questa carta il C.o Allamano scrisse a M.re Le Roy (senza accennare ad essa) dicendogli soltanto che lo sviluppo preso dalle nostre missioni pareva rendere opportune ormai le pratiche presso la S. Sede per l’erezione d’un nostro Vicariato o Prefettura Apostolica: egli chiedeva che cosa ne pensasse al riguardo. Da Parigi gli risposero subito che M.r Le Roy era assente per 10 giorni, e che al suo ritorno risponderebbe. Ora stiamo aspettando la risposta. Frattanto V. S. deve sapere che proprio nello stesso tempo era sorta la questione tra M.r Allgeyer e i Padri di Mill Hill riguardo al così detto Rift Valley, cioè quella specie di conca che si estende (da est ad ovest) da Limuru a Nakuru, (ferrovia dell’Uganda) nella qual conca giaciono i laghi Naivasha, Nakuru, Elmenteita e Baringo. Questi laghi non hanno alcun emissario, epperciò non versano all’Oceano indiano (porzione fissata a M.r Allgeyer) né al lago Vittoria (porzione data ai PP. di Mill Hill). Su questa vertenza non poterono accordarsi ed ora ricorreranno a Roma.
Tornando a noi la necessità d’aver un nostro vicariato s’impone, perché altrimenti non possiamo avere alcun sussidio. Pensi che M.r Allgeyer l’anno scorso presentando come sue (ossia da lui dipendenti) le nostre 7 missioni ebbe da Propaganda un sussidio straordinario di £ 20.000, di cui non diede neppur un centesimo ai nostri. E sussidii speciali ebbe pure dalla Propagazione della Fede e S. Infanzia, sempre senza farne parte a noi.
Dunque, in attesa della risposta di M.r Le Roy, e qualunque essa sia, è nostra intenzione di far presto le pratiche per ottener un nostro Vicariato. I limiti che desidereremmo sarebbero: a Sud il confine del distretto governativo del Kenia: (è quello che le segno con matita rossa sull’unita carta) più una punta triangolare di collegamento fino a Lemoru (per essere sulla ferrovia). Questo confine del distretto del Kenia va a toccare ad ovest il 36° grado, e ad est il 38° circa. Ad ovest intenderemmo seguire verso nord il grado 36° fino all’estremità nord del lago Rodolfo e di qui portarci subito ad ovest sulla linea di displuvio tra gli affluenti del Sobat ed i fiumi che versano nel Rodolfo. Su questa linea di displuvio si andrebbe a raggiungere l’incontro tra il sesto grado di latitudine ed il 35° grado di longitudine (precisamente dove s’incontra quella linea divisoria tra il protettorato italiano e l’inglese, conchiusa, se non erro, nel 1891 per determinare le rispettive sfere d’influ-enza. Il confine ad ovest continuerebbe seguendo il grado 35° per uno o due paralleli, cioè fino al parallelo 7° oppure 8° (ovvero l’alveo del fiume Goggeb).
A nord il confine sarebbe o l’alveo del Goggeb oppure il 7° o meglio 8° grado di latitudine nord sino a toccare la linea di displuvio tra gli affluenti del Giuba ed i fiumi che versano nel lago Regina Margherita.
Ad est si prenderebbe questa linea di displuvio tra gli affluenti del Giuba ed i fiumi che versano nei laghi Regina Margherita, Ciamò e Stefania fino a raggiungere il grado 38°: seguirebbe poi questo andando a sud fino all’in-contro nel fiume Tana.
Nell’enumerazione di questi confini desiderabili ho seguito la carta d’insieme generale pubblicata col libro del Bòttego: L’Omo.
Il motivo per cui desideriamo rimontare molto in su verso nord ed ivi estendersi dal 35° ad oltre il 38°, si è per essere in territorio dichiarato nella sfera d’influenza italiana. L’entrata anche immediata, in questa parte sarebbe per Adis Abeba: fra non molto poi sarebbe per la ferrovia che da Suakim andrà a Berber, Rosaire e giù (costeggiando l’Abissinia ad ovest) fin presso al Rodolfo e di lì fino a Nakuru: progetto molto accarezzato dagli Inglesi che certo l’attueranno. Del resto si può anche arrivarvi andando dal Kenia fino al sud del lago Rodolfo, qui con un vaporino si traverserà il lago da sud a nord, indi s’entra nell’Omo e su su verso il Kaffa; quel Kaffa evangelizzato con tante fatiche dal nostro Massaia e che è un peccato perdere all’influenza italiana. Il Kaffa poi è la Svizzera dell’Abissinia, come il Kikuju lo è dell’E. A. P.te inglese. Sulla parte ad est del lago Rodolfo ci contiamo poco perché arida e pochissimo popolata al dire di Donaldson Smith, passatovi 2 volte di recente, e di altri viaggiatori.
Ora giacché V. S. ci si offre ad aiutarci, io mi permetto proporle una breve capatina al Kikuju preavvisandone il Teol. Perlo (indirizzo Catholic Mission Limuru, Uganda Railway). Colà visiterà le nostre stazioni, un viaggetto di 8 giorni, e tornando potrà riferire su di esse. Tornato poi in Italia io mi riservo di spiegarle come potrebbe poi dire una parola a nostro favore: parola che prevediamo efficacissima.
Le fo notare che il viaggio pel Kikuju non le sarà malagevole avendo i nostri degli asini per cavalcature. La temperatura vi è deliziosa. Frattanto io ne avverto già il Teol. Perlo, acciò appena avvisato del di lei arrivo si trovi ad incontrarla a Limuru dove abbiam già un grande e bel fabbricato in pietra, e cucina alla piemontese fatta dalle Suore.
Se frattanto mi volesse favorire il suo parere su tutti questi nostri progetti, ci farebbe piacere.
Accolga con quelli del Sig. C.o Allamano i più devoti ossequii dal Obblig.mo
C. Camisassa
P. S.
La S. V. ha già una specie di paternità sulle nostre missioni: pare ora che il Signore la rimandi costì per compire l’opera, cooperando alla loro stabilità.
1905
