Originale autografo…, in AIMC.
Roma, 5 Aprile 1905 ore 11,30
Amat.mo Sig. Rettore,
Torno ora dalla visita a M.r Rolleri. Egli fu gentilissimo, dicendosi già parzialmente informato dal P. Novaro. Volle saper la storia dell’Istituto e delle sue missioni; poi mi suggerì di portar domani (oggi non riceve) al Card. Gotti il memoriale. Alla mia profferta di darvi un’occhiata, rispose che aveva molto a fare e che lui era pel rito orientale. Soggiunse però che dall’orditura di esso, che io gli esposi, gli pareva ben fatto, e che in seduta avrebbe fatto quel che poteva per noi. Disse che fu a Torino 25 anni fa e ricorda in confuso la Consolata di cui udì l’estate scorso le feste e gradì alcune medaglie commemorative che gli offrii; così gradì il Regolamento dell’I-stituto e la raccolta dei periodici missioni. Ci rimproverò di non aver di quando in quando negli scorsi anni riferito al Card. Gotti sulle Opere dell’Istituto, ché ciò avrebbe conferito a farci conoscere. Dissi che l’ave-vamo visitato in occasione della 2a partenza di missionari, e che gli mandavamo il Periodico; ma egli ripeté che sarebbe stato meglio, invece di star nascosti per umiltà, di farci sentire. Diede peso alla promessa da noi fatta ai PP. dello Sp. S. di chieder niente del loro vicariato: ma via, soggiunse, si vedranno le ragioni per passarvi sopra almen per una prefettura, ché, disse, per un vicariato forse non c’è ancora quel molto che si suol richiedere. Finì per dirmi che dopo la visita al Card. Gotti, da cui,disse, dipende tutto, fossi ripassato da lui a riferire sull’impressione, insistendo che in questi 3 anni avremmo fatto bene a farci sentire sovente da lui anche con lettere dall’Africa direttamente al Cardinale.
Domani alle 9 sarò dal Card. Gotti e vedremo se egli ricorda la commendatizia a voce del Card. Richelmy.
Ora torno indietro. Arrivai con 1 quarto d’ora di ritardo e senza soffrire del viaggio. Nel pomeriggio andai al Vicariato pel Celebret che bisogna farsi confermare entro 24 ore dall’arrivo, ma era chiuso. Mi si era detto che era aperto dalle 2 alle 4: invece si chiude alle ore 1. Andai dal P. Novaro: era fuori: tornai da lui alle 6½: c’era. Mi ricevette molto bene, s’interessò della cosa; dicendomi averne già parlato al R.mo Rolleri e gli parlai della chiesa e prossima parrocchia del Nazareno e di P. Giacobbe di cui egli disse essere nella Congregazione loro come il Protettore, vedendolo assai bene. Gli feci risaltar l’importanza d’aver una parrocchia e poi servirsi per tirare soggetti a mezzo di un collegio. Cosa che egli da molto vagheggia, persuaso che dal Piemonte si debbano aver buoni soggetti. Siamo intesi che lo rivedrò stassera per riferirgli la visita a M.r Rolleri.
Fui dal Card. Vannutelli: egli oggi è fuori casa, e mi si disse potrò vederlo forse domani dalle 1 alle 2.
Ora vado a prender l’ora da M.r Bisleti, dove intendo andare solo dopo la visita al Card. Gotti; poi intendo far visita a M.r Barone.
Stamane al Vicariato mi approvarono il celebret, senza di che domani non potevo dir messa. Iersera Bianchi Cagliesi, contro il solito non venne all’Hotel, per cui l’attesi invano. Ieri sera e stamane rilessi tutto il memoriale ove riscontrai piccole mende che corressi (fra cui 20 Suore invece di 22, di cui 2 all’Immacolata). Di salute optime finora. Spero avrà ricevuto mia cartolina illustrata, di cui mandai altra idem a D. Borio. Domani dopo la visita al Card. Gotti le scriverò. Sempre suo obblig.mo ed aff.mo
C. Camisassa
