Originale autografo…, in AIMC
Fattoria – 8 luglio 1911
Carissimo D. Luigi,
Tante grazie degli augurii, che certamente giunsero caldi – avendo traversato infuocate lande africane. So bene che prendevate parte alla mia festa anche, e forse ancor più perché tanto lontani. Il proverbio dice che i parenti lontani, s’amano tra loro più che i vicini… di casa… e non succedono i soliti contrasti… Dunque grazie tante, e l’augurio siano le preghiere vicendevoli.
Rispondo ora alla tua lettera. Il caffè verde-piombo era il non plus ultra del caffè moka: bastava che andassi a veder nei negozi dove si vende 5,50 e fino a 6 Lire al kilo. Erano pochi sacchi raccolti da piante sceltissime, e in perfetta maturazione. Tutto il biancastro è caffè estracomune. Quel verde sì che andava bene a far regali. Pazienza, ma attaccatelo alle orecchie per un’altra volta, se pur si riuscirà d’averne dell’eguale. Il Sig. Rettore ti dirà di moderar la scelta del caffè per la 1a qualità: la sola scelta che dovete fare, e si fa da tutti a mano (ché la macchina non ci riesce) è di togliere grani neri, che sono ancor vestiti: questi son grani non maturati e quindi non spogliati della polpa dalla macchina. Questi si consumino per la casa.
La Sig.a Buttini (parmi la figlia del deputato (od era deputato) di Saluzzo) mi pare avesse sposato un tale che ha fabbriche di perline a Candiolo. Comunque, il fatto è che promise, molte perline (fallite nella lavorazione) a Monsignore, che desidererebbe averne in gran quantità e d’ogni colore, ma preferibilmente quelle piccolissime. Esse ci servono per fare fiori artificiali, a mezzo di fili ottone (o rame) piccolissime e in cui infilzate e modellate a fiori e foglie, si han delle palme da mettere sugli altari. Coi fiori articifiali di carta, o seta, o tela che finora le monache li facevan venire di costì, il pericolo d’incendio è molto prossimo (è già successo), ché colle chiese e case coperte di paglia o con pareti in legno, prende subito proporzioni spaventose. Perciò Mons. ha proibito i fiori di carta e vorrebbe sostituire gli altri. Solo ci occorrono le perline, e tu bada di poterne avere in regalo il più possibile, e si manderanno alla 1a occasione con di quel filo ferro fino. Le Suore di qui sapran farsi i fiori.
Per montare la macchina da far paste per minestra ci occorrerebbe una fotografia di tale macchina impiantata. Tu potresti prendere tale fotografia in un negozio di paste in via S. Agostino accanto alla chiesa (verso via Garibaldi); o se non puoi, al Cottolengo. Ma meglio la prima, perché quella macchina è precisa alla nostra. Bisogna prendere due o tre pose diverse per darci l’idea completa. E spedisci qui le fotografie al più presto.
+ Qui presso la fattoria abbiamo una bella cava di pietra arenaria per fabbricazione. Avremo bisogno di segarla (dopo estratta) in parallelepipedi. Catella ha una sega da marmi: io so come funziona, e ci faremmo tutto qui, avendo anche la forza motrice. Solo ci occorre un 100 metri (od anche solo 60) di filo elicoidale, che è quello che sega il marmo. È un filo d’acciaio (fatto mi pare di 3 fili attorcigliati). Catella saprà dirti dove prenderlo e di quali misure perché serva per pietra dolce, come l’arenaria di Viggiù. Credo che senza un filo lungo almeno 60 metri, la macchina non possa funzionar bene dovendosi il filo raffreddare e star teso dolcemente. Se tal filo pesasse meno di 60 kili, mi faresti piacere a spedirlo subito a Nyere per pacco postale. Va tutto d’un sol pezzo e preferibilmente 100 metri.
+ V’ha certa gente cui non piace il detto 2a scelta sul pacco caffè che comprano (sarà per fare un regalo). Bisogna d’or innanzi sopprimere tal dicitura tagliando via il pezzo di carta su cui è scritto 2a scelta, mentre si conserva il cartellino 1a scelta, così tutto quel che non porta 1a scelta vuol dire che è di 2a.
+ Pensa allo spurgo dei pozzi neri all’Istituto, cercando qualcuno dei d’intorni di Torino, che lo fan di notte senza le macchine inodore che costan tanto. E per non pagar troppo provatevi a vuotar l’acqua (galleggiante per i depositi spessi) con un sifone travasandola nel pozzo delle acque piovane.
+ Le sementi ortaglie e legumi è difficilissimo ottenerle qui, mentre invece la verdura cresce optime, e ce n’è sempre gran bisogno per la cucina, ché la carne vien a nausea. Bisognerebbe iniziare e continuar per 1 anno la reclame sul periodico, chiedendo sementi per ortaglie e legumi, le quali qui non si possono ottenere, che costano sì care a comprarle. Dopo un po’ di tempo la cosa entra nel pubblico e vedrai che le sementi vengono gratis. Comincia subito col 1° periodico che uscirà.
Salutami tanto tutti quei dell’Istituto e tue sorelle ecc. ecc. alle quali scriverò altra volta. Mia salute sempre bene. Monsignore è ancor a Meru.
Tuo aff.mo C. G. Camisassa
