Originale autografo…, in AIMC
Fattoria 25 luglio 1911 N 17
Ill.mo ed Amat.mo Sig. Rettore,
Finalmente Mons. è arrivato cinque giorni fa da Meru – dopo quasi un mese di permanenza colà. E sì che non perdette tempo, avendo sempre girato ad esplorar il paese, accompagnato dallo stesso comandante del forte, col quale finì per indicare 2 posti ove vorrebbe stabilirsi: Ghécia e ‘Ngócci a nord est del Kenia. Sono nel paese detto degli Imendi: la popolazione più numerosa del distretto di Meru il quale comprende ancora Saracca, Tigania e Ighembe. Questi 2 ultimi paesi di 100 mila anime sono ancor chiusi agli Europei. Saracca non sarà forse mai occupabile perché è un forno: alla sola altezza di 400 metri sul mare da Imendi, traversando un deserto si discende in 1 giorno di 800 metri; non c’è alcun albero o verdura che non sia ricoperto di spine: nessun animale né domestico né selvatico, all’infuori delle capre: di prodotti non c’è che la dura abissina, la quale vegeta nelle spaccature delle pietre di cui tutto – assolutamente tutto – il paese è ricoperto; pietre durissime e taglienti (granito e selce).
Non si capisce come ci possa viver della gente eppure il Governo vi ha già 12 mila capanne paganti tassa (eguali a 60 mila anime) e la gente vi è sana e robusta. Non ci son corsi d’acqua: due sole fontane in tutta la regione la quale si stende lungo il Tana donde traggono pesca p. vitto. Il Governatore ci offrì di andar colà, ma non sappiamo se gli europei vi resistono a quel caldo insopportabile; sembra tuttavia che il clima sia sano non essendovi acque stagnanti… e neppure correnti. Da Ghecia vi si va in 2 giorni, e una volta stabiliti colà, si andrà a studiar meglio il paese. Il Governatore generale essendo con Mons. a Meru gli promise di lasciarci mettere a
Ghecia e ‘Ngocci, e si fissò già il luogo delle 2 missioni: ora Monsignore presentò regolare domanda del terreno su cui impiantarci, e spero fra 15 [giorni] aver (da Nairobi) risposta affermativa e definitiva. Solo allora si potrà esser certi che la cosa potrà effettuarsi, e solo allora ordineremo la sospensione delle speciali preci dopo Messa. Così credo potrà far anche lei quando avrà ricevuto tale annunzio con altra mia lettera. La via a Ghecia e ‘Ngocci è o da Niere (sei giorni) girando il Kenia ad ovest, o da Fort Hall (cinque giorni) girandolo da est. Ora ci resta ancor tutto il distretto di Embu comprendente tutto il nord del Kenia (Masera, Iriaini, Ndia) lungo il Tana-Sagana di fronte a Vambogo, Kaetti e Niere e poi Mbe e varii altri paesi nei quali non ci si vuol lasciar andare, perché concessi già ai Protestanti. Tuttavia non disperiamo d’andarci: si calcola a più di mezzo milione la popolazione di Embu (distretto): ma è quasi tutto paese un po’ malsano per le troppe acque scendenti dal Kenia e stagnanti in vallette senza scolo. Speriamo tuttavia che i tempi si facciano migliori e che anche colà potrem stabilirci. D’altra parte al presente non avremmo neppure personale… Tutti i suddetti paesi di Meru ed Embu parlano un Kikuiu leggermente diverso di qui… ma sono soltanto diversità di pronuncia come tra Carmagnola e l’Astigiano; quindi i nostri erano colà compresi benissimo… e l’annunzio del prossimo loro stabilirsi fra gli Imendi fu accolto da essi con gran festa. Ora Monsignore appena avremo una bella giornata (ché siam sempre nella pioggia-nebbia) andrà a Fort Hall per dar l’ultimo ordinamento – materiale – al Collegio, e veder se è meglio tener colà, oppure qui alla Fattoria gli Es. Sp.li che si terranno di agosto. In Settembre ed Ottobre sperasi tempo sempre bello ed io riprenderò un giro ordinato a tutte le missioni: giacché finora, coll’incostanza del tempo, potei solo fare brevi soggiorni nelle missioni men lontane di qui.
Con Monsignore in questi pochi giorni, e con Suor Scolastica che ha la tenuta generale dei registri sull’andamento delle Missioni (escluse le entrate e spese) e che finisce per far ottimamente da segretaria, esaminammo il registro delle Messe. È completo dal 1902 fino ad oggi e ordinatissimo: vi mancan soltanto quelle del 4° trimestre 1909 perché in quel tempo Monsig. era in Italia, e P. Gays ricevuti tutti i resoconti di quel trimestre (escluso solo quel della fattoria) li spedì a V. S. che li ricevette in gennaio 1910. Ora è indispensabile che ella mi spedisca qui – al più presto e raccomandate – tutte le relazioni del detto 4° trimestre 1909. Ogni relazione consta regolarmente di 3 fogli: uno che è la risposta più o men lunga sull’andamento morale e materiale della missione (o magazzino o laboratorio): uno del lavoro di missione (catechismi, battesimi, visite ecc.) ed uno delle entrate e spese. Questi due ultimi sono di una sola facciata ciascuno; mentre il 1° è di più pagine. Per sua comodità nella ricerca di questi scritti le trascrivo i nomi delle case (o aziende) che fanno separatamente tali relaz. trimestrali.
1° Tusu Missione – 2° Tusu Sega – 3° Fort Hall missione; 4° Limuru Missione – 5° Limuru M°, cioè Magazzino: 6° Niere miss.e: 7° Niere (o Masari) Fattoria; 8° Vambogo missione; 9° Kaiciangiru; 10° Mogoiri; 11° Karema 12° Iciagaki (sempre missione).
Le missioni di Kaetti, Gatturi, e il Collegio, come pure il Magazzino di Fort Hall non funzionavano in quel trimestre. Ella perciò non ha che da cercare – e spedirci quelle 12 relazioni; anzi presumo che tra esse non troverà forse 1° Magazzino di Limuru; 2° la Fattoria, 3° la Sega, che essendo di cose materiali non devono esser state consegnate a P. Gays; come non dev’essergli stata consegnata la relazione della Sartoria di Tusu. Insomma ella cerchi tutto quello che troverà di relazioni o fogli riguardanti quel 4° trimestre 1909 (esclusi i diarii) e ce li spedisca subito a Fort Hall.
Però siccome a lei interessa saper il N° delle Messe da farsi assegnar dal Santuario le dirò che qui, del 4° trimestre 1909 non abbiamo che queste: Messe di S. E. Monsig. N 89
“ P. Saroglia “ 91
“ P. Rosso “ 94
applicate secondo l’intenzione del Sig. Rettore.
Tutte le altre ella potrebbe prenderle nell’ultima pagina di tutte le 12 relazioni suddette, copiandole prima di spedirle, le precise diciture riguardanti le Messe in ciascuna relazione, conservandole pel mio ritorno; ché io saprò decifrare i dubbi che vi saranno certo a tal riguardo. Io ritengo che il N° totale delle Messe celebrate dai Missionari in quel trimestre sarà di 1900 almeno: ma poco di più epperciò ella col registro generale alla mano può benissimo farsi un conto approssimativo dello stato che risulterà nel registro Messe fino a tutto il 1910; ritenendo che le celebrate nel 1° trimestre del 910 qui nelle Missioni furono 2015; e nel 2° trim. 910 furono 1987. Ciò risulta dai resoconti generali (fogli che portai meco dall’Italia): questi resoconti pel 2° e 3° trim. 1910 li ha lei, avendoglieli mandati Monsignore.
Riguardo ai 2 primi trimestri di quest’anno 1911 non abbiamo ancor potuto far i conti, causa le lunghe assenze di Monsignore. Ma ella può ritenere che le celebrate qui furono 2000 nel 1° e 2000 nel 2° trimestre.
È bene che nel di lei registro generale delle Messe missionari faccia scriver niente a penna, ma soltanto a matita (o meglio si faccia tali conti in fogli separati): ciò si può fare da D. Luigi; il registro coi numeri definitivi li farò poi io.
Se mi sarà possibile le farò trarre una copia di tutti i registri e statistiche fatte qui da Mons. a mezzo di Suor Scolastica: è un lavoro ammirabile e degno di esser visto da lei a sua consolazione. Termino con poche parole essendo, al solito, urgente darla per la partenza postale.
[C. G. Camisassa]
