Originale autografo…, in AIMC
Fattoria 11 Agosto 1911 con 4 disegni
Caro D. Luigi,
Il pozzo per la ruota motrice è omai finito e sarà di m. 30,50 e fors’anche di più. La quantità d’acqua, misurata ora con 2 metodi a stramazzo e p. corrente, risultò di 100 litri per secondo nelle magre e di 150 almeno nelle normali (cioè 9 mesi dell’anno). Bisogna perciò che la Pelton possa lavorare anche a soli 50 litri, perché sovente se ne toglie gran parte per inaffiare il caffè. Con tale quantità si arriva dunque a più di 30 cavalli nelle piene; perciò la Pelton e tutte le altre parti del meccanismo motore deve essere fatto per reggere fino a 40 cavalli. Ciò posto la ruota motrice dovrà essere indubbiamente la Pelton che sarebbe desiderabile facesse solo 100 giri al minuto primo: però non ci imbroglia se girasse anche fino a 200. Ciò dico perché per farla girar più adagio ci vorrà un diametro molto maggiore, come vedrai dall’acclusa tabella (tolta dal catalogo Gordon che ti lasciai a Torino). Diametro maggiore vuol dire maggior peso e maggior costo. Perciò nel chiedere il preventivo a Ballari bisogna che egli ci faccia i diversi prezzi secondo il diametro e il N° di giri.
Quanto al sistema di trasmissione della forza dal fondo del pozzo in su sono da scartare le cinghie che verticalmente non agiscono bene, e così l’albero con ingranaggi…facilmente guastabili oltre il molto attrito, ma convien adottare il sistema delle pompe a 2 cilindri, ché così s’avrà un movimento silenzioso, liscio e di poco costo, perché bastano 2 tondini grossi pochi millimetri (egli calcoli la forza che portano in base ai 40 cavalli); od anche 2 tubi di quelli che si usano per le condutture di gaz. Insomma si prenda ciò che costerà meno, ma che dia più garanzia di durata (il che per l’Africa va sempre tenuto di vista per prima cosa).
Questo sistema delle pompe lo vedrai negli acclusi disegni (che feci copiar alla meglio da un catalogo). Naturalmente le bacchette-tiranti debbono agire per trazione e non per spinta.
Dei 2 disegni qui acclusi N 1 e N. 3 io preferisco il N° 1 benché abbia il difetto del punto morto (cioè quando tutte le snodature sono in posizione verticale) perché tal difetto resta quasi soppresso dal gran volante in legno che metteremo accanto al disegno N 1 in A. Quello del disegno N 3 è più costoso per le 3 bacchette: e non equilibra il peso delle bacchette, mentre nel disegno N 1 tal peso è sempre equilibrato.
Nel disegno N 2 l’albero della Pelton ha, alle due estremità, accennate 2 ruote in cui sarebbero disposte le bielle (come vedi sempre nelle locomotive delle ferrovie) ma io penso non ci siano vantaggi a far così, e quindi preferirei solo l’albero piegato così [segue disegno]. Però può darsi che il sistema delle locomotive sia preferibile, per motivi che Ballari ti dirà; ed allora adattiamolo pure. Tieni sempre presente la questione della durata del meccanismo, senza che si guasti e senza riparazioni che qui in Africa son quasi impossibili.
Anche per la lunghezza del piego (vedi qui, e disegno N 1) Ballari saprà quale dare per ottener più forza e durata.
I tiranti-bacchette nel loro percorso saran fermati o semplicemendole [semplicemente] facendoli passare in un buco fra due legni oppure mettendo fra i due legni delle piccole rotelle scanellate come in questo [seguono due disegni]. Domanda a Ballari se son meglio le ruote, ed in tal caso le dovrà provvedere cogli alberini o perni relativi: il legno di sostegno C C lo metteremo noi. Per tener regolati i tiranti (accorciarli od allungarli si può farlo o con semplici viti come qui) [segue disegno] e madreviti; oppure con canavola, cioè vite girante a destra e sinistra D. Si adotti quel che appare migliore. La canavola può anche farsi più economicamente così [segue disegno]. Credo che queste si trovino a comprare belle fatte.
L’albero della Pelton appena uscito dai 2 cuscinetti e fatti i 2 pieghi finisce lì: ché di sotto non si dovrà più mettere alcun altro movimento. Invece l’albero superiore come nel disegno N 1 dopo i 2 pieghi e relativi cuscinetti deve proseguire ai 2 lati per un 50 cent. per parte, e fatto in modo da potervisi fissare 1° il volante che ci faremo in legno, ma Ballari deve darci i 2 relativi mazzi a raggi (che già ci provvedeva per farci i volanti in legno) colle solite nervature e buchi nei raggi. Di più dovrà provvedere 2 mazzi alle 2 estremità per giuntare il detto albero e prolungarlo ai 2 lati con altri alberi che abbiam qui, i quali sono tutti del diametro solito di 60 millimetri.
I tondini conviene che li mandi in pezzi non lunghi più di 5 metri circa.
Quanto alla Pelton d’essere o no pesante non ci disturba qui, perché da Nairobi li abbiamo fino alla Fattoria (come pure alla Sega di Tusu per cui non so perché ti preoccupasti tanto per quei tubi di ghisa che dicevi di 2 quintali per ogni pezzo).
Bada ancora che ai 4 luoghi dove gli alberi (della Pelton e l’albero superiore) sono torniti bisognerà mettere non un semplice occhio; ma 2 cuscinetti, con contro metallo antifrizionale come si accenna in B nel disegno N 1 e qui [seguono disegni].
Poste tutte queste norme nelle provviste dei varii pezzi del macchinario tu devi ritenere in base ai prezzi e misure dell’acclusa tabella (tolta dal catalogo Gordon). Monsig. preferisce spendere 1/3 di più e prender la turbina da Gordon (che è quella del disegno N 4) anziché pagarla 1/3 di meno da Ballari. Perché Gordon dà macchine garantite e di vera marca, mentre Ballari darà solo un’imitazione, e colla ghisa perfida di Torino: mentre Gordon dà ghisa acciaiata finissima. Invece Gordon farà pagare ben cari tutti gli accessorii in più del disegno N 4. Questi perciò converrà prenderli da Ballari. A questo poi si può – per scusa – dire che qui troviam d’incontro la Pelton Gordon del diametro di 1,25 – come trovammo tante macchine agricole di pianteurs spiantati che vendono dovendo rimpatriare o saldare i debiti.
Perciò a Ballari dovrai chiedere distintamente i prezzi per le parti seguenti:
1° Pelton del modello – Disegno 4° sostenuta anziché da quel castello in legno da uno con travi in ferro prolungate in modo che possiamo fermarle in blocchi di cemento [segue disegno].
Però il tubo dell’acqua non dovrà aver la forma del disegno N 4 ma quella del disegno N 2 e così il robinetto dovrà aver il volantino in posizione verticale essendo facilmente comandabile da una catenella salente fino all’orifi-zio del pozzo. Prezzo di questa Pelton coll’albero piegato, come nel disegno N 4.
2° Prezzo della stessa colle ruote D D del disegno N2.
I prezzi suddetti vanno fatti: A per ruota del diametro di 1,20: e B per ruota diam. 1,50 =
3° Prezzi dei 2 tiranti per la lunghezza totale di metri 33 o 34 (cioè 30, o 31 nel pozzo, e 3 sul pavimento del laboratorio) con canavole, e taglioline.
4° Prezzo del movimento del disegno N 1 compreso il mozzo per fare il volantone, e i 2 mozzi per giuntare quest’albero ad altri: questi 2 mozzi mi pare siano pezzi di ghisa rettangolari con buco (risultante nel mezzo) [segue disegno]. Ricordarsi che quest’albero deve essere grosso 60 millim. In questo preventivo devono esser comprese le forchette F F – disegno N 1.
La cassa racchiudente la Pelton ce la faremo qui con lamiera zincata (o se la vuol fare Ballari ne dia il prezzo, ma di lamiera zincata e non soltanto lamiera nera con minio). Egli perciò deve nel far il telaio in ferro lasciare dei buchi per fermarvi noi qui la cassa in lamiera. Questo lavoro deve esser fatto entro 1 mese – dalla data dell’ordinazione.
Come ti dissi è facile che prendiam la Pelton da Gordon se Ballari non la dà a metà prezzo. Il robinetto della Pelton secondo gli ultimi modelli credo sia fatto a spina, in modo che si apre a misura che si ritira la spina, e si chiude a misura che questa entra nel tubo conico del getto così [seguono disegni].
L’estremità di questa bocca deve logorarsi facilmente perché Gordon ne dà 2 di ricambio perciò deve essere d’acciaio temprato: anzi l’estremità dovrebbe essere ricambiabile a vite come accenna il catalogo di Gordon – vedi disegno a pag. 4 C [segue disegno]. Credo che il ricambio avvenga conforme a questo schizzo; ad ogni modo potrai vedere la Pelton che c’è al Valentino nella scuola degli ingegneri idraulici. E Ballari dovrebbe, se dà la Pelton, provveder 2 imbuti di ricambio.
Omai t’ho detto fin troppo… Procura soltanto di rispondermi al più presto: cioè colla posta partente il 10 Ottobre, e mi indirizzerai la lettera a Limuru, ché io allora sarò già là, e spero riceverla ancor prima di partire per l’Italia.
+ Una cosa che dimenticai chiederti, e che ci è indispensabile per regolar bene il filo elicoidale per segare le pietre si è il percorso che esso ha per ogni secondo. Noi per ora lo regoleremo (posto che mi arrivi presto) colla velocità della sega a nastro di Perotti. Però tu domanda a Catella il preciso percorso del filo per minuto secondo. Chiedigli anche se per saldarlo, quando si spezza, usano fare come per le seghe a nastro; o se c’è qualche altro modo migliore.
+ Qui han perduto il foglio inviato qua da me sul modo di temprare le martelline da mugnaio insegnatoci da Tenivella Via Grande di Rivoli. Bisognerebbe glie lo richiedessi di nuovo e me lo spedissi alla prima occasione.
Altro non ho per ora. Oggi siamo al 3° giorno degli Esercizi Sp. Sacerdoti missionari… e se vedessi che silenzio perfetto tota die ac nocte!
Tanti saluti a D. Costa ed a tutti dell’Istituto; come pure a tue sorelle dal Tuo aff.mo zio C. G.
Camisassa
