Originale autografo (lettera mutila)…, in AIMC
25 agosto 1911
Ella però faccia il possibile per rimandarlo presto in Africa, ove fa veramente bene malgrado sia una testa limitata. Alla sua Missione dei SS. Angeli mettiam per ora come f[acente] f[unzione] Vignoli, che si avvia a completa guarigione, e che stante la vicinanza di tal missione alla Fattoria potrà esser sotto gli occhi di Mons. che ho indotto a stabilire il suo domicilio – e ufficio – permanente qui alla Fattoria, donde con moto cicletta o mulo va in 1 giorno a qualunque missione del Cis Sagana. Ai primi di Novembre Nyeri (che non va più scritto Fort Nyere, e ne avverta Luigino e Margherita) diventerà Sede del Provincial Commissioner prendendo il posto di Fort Hall ed è già tracciato il piano della nuova città. Ciò favorirà immensamente la nostra fattoria, confinante per tutto un lato del quadrilatero (la pianta della nuova città) colla futura Nyeri dando smercio ai nostri prodotti, e crescendo a dismisura il valor dei nostri beni. Coll’occasione molti uffizi governativi si stabiliranno qui, e così è il sito più indicato per la residenza di Monsignore.
Per quante ricerche facemmo non si poté trovar caffè da comprare e spedirle, come avevole promesso: perciò tirino un po’ in lungo la vendita del vecchio (facendolo passar tutto come di prima scelta) e frattanto solleciterem la spedizione dei 400 miria che abbiam qui, e per essicar il quale sto ora facendo eseguir alla Sega un essicatore da noi studiato (ché a comprarlo vale 8.000 lire).
Il coadiutore Benedetto chiese con la lettera di 15 giorni fa un mozzo speciale per bicicletta (è quella già di Andrea) di cui si serve per andar a far il catechismo la domenica. Ella solleciti tale invio dal fratello di Carlino, e per questa spesa Benedetto mi diede già £. 20. V. S. mi dirà poi se ha speso di più.
Monsignore ha dato £ 526 (526) a P. Panelatti; £ 297 a P. Gillio e £ 340 a P. Toselli sui rispettivi loro fondi che dissero aver depositato presso V. S. Ella ne prenda nota.
Siccome sapevo di lagnanze contro D. Borio per danari a lui dati dai chierici dell’Istituto e non restituiti, invitai i richiedenti ad espormi le loro lagnanze, e sono:
P. Panelatti diede £ 50 a D. Borio per comprargli un breviario, il quale costò solo £ 25: restano £ 25 che non sa se D. Borio abbia consegnate a V. S., ma che P. Panel. non ebbe mai.
P. Morino diede £ 10 a D. Borio colle quali gli comprò una grammatica inglese p. £ 3: restano £ 7 che aspetta ancora.
P. Manzon diede £ 18 (e qualche centesimo, che non ricorda) a D. Borio nell’entrar nell’Istituto: non seppe mai che siasene fatto, massime che V. S. non gli fé menzione di tal danaro quando partì per l’Africa.
P. Bianciotto chiede conto di varii libri; ma ne parlerà a voce con V. S. venendo costì. P. Fassino desidera la nota generale delle spese fatte per lui da D. Luigi (che ebbe già la nota di quelle fattegli da D. Borio, nota verificata già da Fassino) come pure delle spese fatte per lui da V. S. Poi vorrebbe sapere il suo attivo al presente.
+ Le avevo già scritto sui mestieri d’insegnar di preferenza ai coadiutori. Fra quelli aggiunga quello di lattoniere – gazista (fare e riparare oggetti di latta, lamiera zincata, zinco, piombo ecc., per saldature ecc. ecc.). Coi molti oggetti d’uso domestico (cucina ecc.) fatti di latta, e colle case coperte di lamiera zincata e zinco si han continue riparazioni necessarie in tal genere. Se fosse a Torino (ma credo sia in campagna) quel buon vecchio di Mancinelli, potrebbe insegnare andando all’Istituto, ove converrebbe provveder tutti i ferri di tal mestiere per 1 confratello.
+ Abbiam molti rappezzamenti da far ai S. arredi per cui ci necessitano scampoli usati e tacùn di ogni sorta seterie di tal genere. Le suore della Consolata mi par ne abbiano una buona provvista: ne metta a parte anche per qui, da mandarsi alla 1a occasione.
+ Ed ora una questione spinosa e che mi pesa. Avevo fatti tutti i calcoli per partir di qui in novembre ed esser costì ai primi di dicembre. Ora Mons. insiste nel dir che è molto pericoloso d’una polmonite l’arrivar in Italia dall’-Africa nel rigore del freddo: che nessun inglese ci va in tal stagione senza assoluta necessità e che bisogna assolutamente evitar di arrivare in Italia nell’inverno. Capisco che son pressioni… interessate; ma pure andarvi prima di dicembre m’è impossibile. Stante il tempo che mi fe’ perdere la forzata separazione di 3 mesi e più (tra Limuru e Meru), e tentar quella stagione pericolosa temo sia tentar il Signore…Si tratterebbe d’arrivare in Italia in febbraio od al più i primi di marzo, anziché in dicembre… Che fare? Ella non manchi di darmi la sua decisione colla prima lettera che mi scriverà. Mi dica in particolare l’impressione che può far nei Canonici, od altri che ella creda, il rimaner io cotanto qui. Al che baderò, o non baderò…
+ Molti missionari mi lasciarono capire che negli anni passati avevano scritto a V. S. chiedendo o licenze, o libri od altri oggetti… su di che non ebbero mai risposta. Qualcuno interpretò anzi che V. S. fosse offesa con loro (come P. Bellani) di che io li assicurai che no per certa scienza. Ad ogni modo li esortai a ripeter tali domande; delle quali, come delle mie, è bene che V. S. prenda nota in speciale taccuino da tener presente ogni volta che scrive o fa spedizioni. Se no dimentichiamo per forza, stante le infinite occupazioni. Così V. S. non mi rispose ancor nulla riguardo al calendario d’usar qui, di che le scrissi parecchi mesi addietro e con una certa insistenza.
Pel momento non ho altro a scriverle. Di salute tutti i missionari venuti qui stan benissimo, e così tutti noi qui alla Fattoria. Io, in particolare, sempre bene al solito. Finiti appena gli Esercizi delle suore partirò per un giro nelle missioni. – Mi saluti tutti i Superiori della Consolata e mi abbia ognora per suo aff. mo in D.no C. G. Camisassa
