Originale autografo…, in AIMC

Tusu – Sega – 9 Settembre 1911

Carissimo D. Luigi,

La premura con cui ti scrissi l’ultima dalla Fattoria (5 corr.te) fu causa che non potei dirti in tutti gli ultimi dettagli l’ordinazione della Pelton ed accessorii – Completo ora la cosa, anzitutto con una variante d’importanza suggeritami da quanto vidi in un catalogo del genere. Lo strangolamento che il robinetto produce alla distanza di circa 20 cent. dall’orifizio d’efflusso, è evidente che diminuisce di molto la forza del getto quand’esso robinetto è semiaperto; per cui quando con un orifizio capace d’emetter 150 litri d’acqua, si deve lavorare con soli 50 litri, s’ha una diminuzione di forza. Stante la quale i 50 litri che dovevan dare per esempio 10 cavalli con un orifizio adatto ai 50 litri, ne daran solo 8 e forse meno. Già per ovviare a questo inconveniente ch’io ti aveva proposto dapprima un robinetto a spina. Ma poi nei catalogi non vedendolo applicato, finii per credere che presenti inconvenienti col variare che fa la forma del getto.

Perciò avrei ora deciso di mettere 2 getti sulle palette della Pelton: uno verticale capace di dare efflusso a soli 50 litri; l’altro orizzontale che dovrebbe dar esito a 90 litri. Lo schizzo A qui unito ti spiegherà la cosa. In tal modo, avendo solo 50 litri, si lavora a tutta forza: offrendo soltanto il robinetto E; con circa 90 litri si lavorerebbe col solo robinetto basso F; ed avendo 140 litri circa si aprono entrambi i robinetti. Questi devono essere tutti e due comandati con rispettive e separate viti perpetue terminanti ciascuna con un tamburo G ed H attorno al quale si deve avvolgere (o svolgere) una corda metallica che dovrai mandarci in lunghezza proporzionata per fare le 4 corse nel pozzo di 28 metri più 1 metro e mezzo fuori del pozzo sopra il pavimento del laboratorio. E naturalmente dovresti anche mandare i 2 tamburi superiori con loro manovella: però se questi non li manderai i nostri tornitori se li faranno qui.

Se osservi il disegno A vedrai che con una braga inclinata N si potrebbe aggiustar bene tutto il giro dei tubi mettendo soltanto in fondo una curva di un quarto di giro e questa braga reclinata bisogna far di tutto per averla (facendo anche voi stessi all’Istituto un modello apposito, se occorresse, per farlo fondere) perché colla braga retta I l’acqua dovrebbe far un giro brusco, e forse romperebbe presto la braga. Le giunte dei tubi sarebbe desiderabile averle tutte a bride come in O [disegno] così si metton le viti ed una rotella tra i 2 tubi – rotella d’amianto o simile che non soffra per l’umidità. Se invece i tubi sono giuntati come in P, si potrà anche, per l’ultimo giunto che deve collegarsi col robinetto, approfittare del collarino Z [disegno] e tornire questo in modo che possa posarsi su di esso una rotella così come la vedi punteggiata [disegno] e come accennai alla meglio nel disegno A in Q Q’’. Questa rotella invece di essere semplicemente piatta così [disegno], dovrebbe essere vuotata da una parte così [disegno]. Per tal modo essa appoggia bene sulla brida sottostante e può essere ben avvitata.

I volantini dei robinetti dovranno essere a contorno dentato in modo che ad essi possa adattarsi la vite perpetua R.

Del disegno A vedi che il tubo conico di scarico S si storce un poco a sinistra. Ciò fu fatto perché se discendeva verticale portava troppa distanza tra il centro della Pelton e la parete T del pozzo; e già ti spiegai nell’altra lettera che ciò era un inconveniente pei tiranti, i quali debbono distare (quando sono tutti allineati) da 70 ad 80 centim. dalla parete T. Per ottenere la torsione del tubo conico S basta che tra la brida del medesimo e la brida del robinetto E si metta una rosetta L sfacciata non parallelamente ma con faccie inclinate: insomma che sia di diverso spessore. Ed una rosetta simile dovrai usare in O H qualora l’inclinazione della braga M non ti porti a concordare colla curva N.

Dalle fotografie che ti unisco vedrai che i tubi conici di getto possono essere o semplicemente così [disegno] per avvitarli in una brida; oppure sono (come nella fotografia N 70) fatti a brida essi stessi. Questo secondo modo sarebbe certo migliore; ma non so se in Torino li troverete od anche riuscirete a farveli fare. Certo che essi devono esser d’acciaio di primissima qualità; e credo che dopo ultimati dovranno esser temprati a tutta tempra cioè durissimi (almeno verso la punta) perché devono logorarsi facilmente, tanto che Gordon colle Pelton dà sempre due di questi per ricambio.

 + Nel fare i buchi delle bride ai 2 robinetti E ed F come pure ai 2 tubi conici S e V, e così alle bride della curva N si abbia l’avvertenza che tutti i buchi per le viti fermanti la brida siano equidistanti fra loro (con distanze assolutamente precise) così si potrà girare da una parte e dall’altra i robinetti E ed F e portarli in posizione dove si possa collocar la vite perpetua di comando senza inciamparsi coi tiranti. Io ti ho presentate tutte queste cose in sezione, come di fronte, ma sarà facile che dobbiamo girare un po’ diversamente i robinetti E ed F.

 + Di quelle rosette a spessore diseguale, sopraccennate sarà bene che ce ne mandi un paio (di spessori diversi) potendo abbisognarne per regolare esattamente il giro dei tubi ed il getto dell’acqua. E naturalmente van bucate in modo che siano adattabili tanto in Q Q’’ come in O od X a seconda dei casi riguardo alla precisa direzione del getto, come pure per la distanza di esso dalle palette noi non abbiamo norme precise: guarda di procurartele da qualche ingegnere meccanico ed anche con qualche libro se Ballari non sa dirtelo preciso, e mandarci tali indicazioni.

T’avevo scritto ultimamente che la Pelton l’avremo messa per metà incavata nel pavimento del pozzo che ora è a m. 28. Data la durezza della pietra trovata e poi per la difficoltà di comandare il robinetto F si è deciso di non più scavare nel fondo del pozzo; e di metter invece la Pelton che rasenti proprio l’attuale fondo. Perciò nell’ordinare i tubi tieni conto che stiano precisi nei m. 28 più 0,50 per l’imbuto (che come ti scrissi resterà nell’alza-mento che faremo del pavimento del laboratorio: più m. 3 sul pavimento del laboratorio). Credo meglio abbondare nei tubi, sia a causa delle rotture in viaggio, sia perché giunti al fine del tunnel tenteremo l’abbassamento con mine.

Ciò che importa che tu ti faccia determinar bene il diametro dei tubi necessario per dar esito ai 150 litri (massimo d’acqua): anzi io ritengo come già ti scrissi esser meglio che essi tubi siano un po’ più grossi del necessario, ché così l’acqua scenderebbe senza urtare tanto contro le pareti dei tubi. Di questi poi se hai da prenderli dalla Società Gaz è necessario che ti faccia garantir bene che resistano alla pressione di 4 atmosfere più almeno 1 atmosfera per gli urti che dà l’acqua nell’aprire e chiudere i robinetti. Io poi son di parere sia meglio (a meno che l’ingegnere ti dica diverso) far i tubi di diametro digradante: cioè più grande in alto e diminuente coll’andar in giù.

Nei disegni che t’avevo mandato avevo calcolato l’albero superiore lungo 0,80: forse i cuscinetti bastano della larghezza di 0,10 invece di 0,12; perciò l’albero credo potrebbe ridursi a 0,70; e lo stesso dicasi dell’albero della Pelton. Ad ogni modo studiati di ridurlo più corto possibile, però senza detrarre alla forza e durata dei cuscinetti; rispetto alle quali si può tener anche di farlo lungo 0,80. Ciò devi aver presente nel combinare la travatura in ferro per sostegno del movimento superiore. A questo riguardo io ti avevo dato 3, o 4 schizzi, ma, non fatti su scala devono riuscirti oscuri. Studiata ora la cosa su scala constatai che due sole combinazioni sono possibili; cioè o quella del disegno B che io temo sia poco forte stante quel piego dato ai 2 travi lunghi: essa avrebbe il vantaggio che i cuscinetti posano directe sui 2 travi epperciò non è a temere traballamento. Più forte e preferibile, a mio avviso, è il disegno C, nel quale però bisogna abbondare di forti cantonere alle estremità dei 4 travi P di collegamento. Per portare i cuscinetti occorre sovrapporre all’intelaiatura generale due travi R: ciò può dar luogo a traballamento se questi non sono fermati più che bene con otto cantoniere larghe e spesse (da 8 viti caduna) in S più tre o quattro bolloni a vite in T. Le cantoniere possono esser fermate con rivure (messe a caldo) e ben ribattute (vedi Y qui sopra) nei [disegno] pezzi che potete mandare colle cantonere attaccate; ma nei pezzi sottostanti devono esser fermate con bolloni a vite C doppio scoglio. Perciò tutti 4 i travi di collegamento possono alle loro estremità aver le cantoniere già fisse, salvo a fermar queste ai travi lunghi con bolloni a vite. Non preoccuparsi di mandare pezzi pesanti, potendo condurre tutto con i carri.

Tutto questo lavoro dell’intelaiatura credo potrebbe esser fatto all’Istituto (se adottate il disegno C): ma per la grossezza dei travi ad ali larghe devi fartela decidere dall’Ingegnere; poi per far bene tale lavoro pregherai Ternavasio che venga a dirigervi; e tutte le rivure dovranno essere di ferro Svezia e ribattute a caldo. Anche per le cantonere userete ferro di Svezia od altro ben sicuro che vi può suggerire Ternavasio. Egli mi aveva promesso prestarsi volentieri ad insegnarvi – un po’ come fa Masera.

I 2 volanti superiori del diametro di 1 metro, vanno larghi 0,10 e col gavèi alto 0,08 o 0,10 in modo che riescano pesantissimi; qui poi li imbottiremo completamente con legno nei raggi, accrescendone così il peso. Importante dovendo eliminare i punti morti. I volanti della Pelton bastano larghi 0,08 e col gavèi di 0,07 od 8; sono del diametro di 0,80.

Nel catalogo Gordon ove sono indicati i diametri delle varie Pelton non è detto se in tal misura sono compresi anche i cassùl, oppure se deve intendersi tal diametro del solo volante cui i cassùl sono applicati. Io credo che sapendo il N° dei giri (dal detto catalogo) col volume d’acqua e altezza del salto, Ballari può ricavare come vada presa tal misura. (Se mostrerai a Ballari quella tabella, ne farai per lui una copia omettendo il casellario dei prezzi). Combina dunque con Ballari che la nostra abbia tal diametro da dare soltanto 200 o 250 giri per minuto primo.

Nel disegno D (a tergo del disegno G) vedrai come sono sovrapposti i travi dell’intelaiatura superiore. La Pelton credo meglio sia completamente foderata con lamiera di ferro zincato, o ancora meglio che la sua intelaiatura porti i soli buchi per fare poi qui e adattarvi la fodera, pei quali ci manderai i bolloncini a vite adatti. La lamiera zincata per questo l’abbiam qui.

Non credo doverti dare altre spiegazioni per questo macchinario. Assicurati soltanto che sia proprio ben fatto e forte.

Siccome i tiranti dovranno essere adattati nell’ultima lor misura qui sul posto, ci manderai assieme una filera adatta precisamente al passo di vite di vite[!] dei medesimi: e colla filera anche un un [!] paio di taraud adatti.

Prima di smontare tutto questo macchinario per spedirlo bisogna abbondare nel far segni con minio sui diversi pezzi dove van collocati.

Poi è pur bene che le mie due o tre lettere che ti mandai contenenti indicazioni – e così pure i disegni – ce li spedisci col macchinario: ché tali spiegazioni e schizzi serviranno a Monsignore p.

montar la macchina.

E stavolta finisco davvero con questo macchinario.

Rispondo ora all’ultima tua.

Per la posa orizzontale della Pelton suggerita da Ballari credo non sia da fidarsi: quindi farai tutto come ti indicai nei miei disegni; e così la trasmissione con un albero centrale non mi va.

Il foro nei tubi fatto p. diramazione gaz non guasta, se ben turato con una rivura e rosetta interna; però per questo macchinario ordinato ora sarebbero preferibili quelli senza tali buchi, a parità di fortezza, s’intende. Pe’ tubi ferro piccolissimi (segati) e per quei di ghisa da 6 cent.tri Monsignore ti scriverà lui se ne vuole o no. Ne mandi pure d’assortiti in una certa quantità

(anche di quei di ferro). Però quei tubi ferro non servirebbero (ma van solo di centim 2 o 2½) per fare quella lunga tirata che passando sopra i letti (nelle 2 camere dei chierici) serva a tenerli sempre a posto e ad appendervi i portamantelli? In questo t’avevo dato già spiegazioni; e ci terrei che la cosa si facessi [!], impedendo così quel continuo viaggiar dei letti.

Quanto al fare voi i tubi con lamiera di ferro, non pare il caso. Farete soltanto la bocca-imbuto superiore… e, se occorre qualche modello per Ballada [Ballari?] casomai dovesse fondervi la braga o la curva.

Ricordati che tutto il macchinario verrà qui coi carri, perciò anche i pezzi lunghi e pesanti (da

50 a 60 miria) possono venir bene. Il caso di una cassa da 91 miria venuta qui intiera alla Fattoria, fu un vero caso, e non va ripetuto: per tua norma le casse non passino mai più di 60 miria circa. I tubi ghisa è meglio spedirli sciolti senza imballaggio, ché così potremo reclamare in caso di rotture.

Non so comprendere l’inconveniente della misura bocca pel tubo della sega-Tusu. Veramente Aquilino aveva dato misure diverse; ma la mia era precisa perché presa di seguito a tali differenze. Ad ogni modo ci aggiusteremo.

Benissimo delle catene e ganci per aratri. Per le zappe-sampe pazienza… purché non ci abbia imbrogliato anche per la materia!

Il metodo cura afta epizootica si proverà in caso di bisogno. Per campioni ferramente farò ripassare i bigliettini e per le varvele offerte da Coviado e Tavescia si deciderà dopo averle viste.

Per le forme burro ti manderemo poi campionari di misure inglesi, ché qui il kilo non s’usa.

Perché la cera spedita fu dichiarata cera vergine che la fa creder più cara? mentre dovevate mettere o melò, o rottami di cera.

Quanto alle terre attendiam poi giudizio sui 4 campioni che ti mandai a mezzo di P. Bianciotto.

Visto che pel filo elicoidale non conveniva (hai deciso bene) perché non mandarci 2 seghe ordinarie per pietre: mi pare che tutti i marmisti di Torino le segano (generalmente a mano); ma prenderle della qualità più garantita e adatta per arenaria molle. Mandale col macchinario suddetto. Per ora non ho altro. Tanti saluti a tue sorelle e D. Costa.

Tuo aff.mo C. G. Camisassa P. S.

Se i tubi di ferro della Società Gaz fossero saldati e piegabili non ti pare converrebbe prenderne per fare un serpentino onde disinfettare la biancheria? Fammelo sapere, caso mai qui ci servano pure. E quelli da 6 cent. di ghisa non ti converrebbero per sostituire negli orti quello di piombo (per inaffiare) e questo di piombo a venderlo o servirci per quel serpentino – o riservarlo, ché sempre ce n’è bisogno??