Originale autografo…, in AIMC
Elmentaita 25 Novembre 1911
Carissimo D. Luigi,
La presente sarà, credo, l’ultima mia che riceverai nel corrente anno. Accetta pertanto gli augurii per le prossime Feste Natalizie e Capodanno: auguri che di solito si fanno con voti di felicità, buona salute ecc. Tra noi però devono farsi di santità e perfezione religiosa, che nel tuo caso io ti propongo nello studio d’evitar i difetti ereditati, temporibus illis, alla Consolatina, e conseguentemente nell’acquisto delle virtù contrarie. E queste sono: sincerità, ubbidienza, umiltà.
Sincerità col Sig. Rettore nel riferirgli le cose complete e tali quali sono oggettivamente, e tutte senza restrizioni, senza sotterfugi per nascondergli la verità: massime quando ti succedesse di fare sbagli e cose comunque contrarie alle vedute del Superiore. Ubbidienza ma completa e anche questa senza restrizioni; semplice, senza industrie per eluderla; e non ai soli ordini, ma eziandio ai desideri comunque fatti capire dal Sig. Rettore e che un ordine dato s’osservi non soltanto per 8 giorni, ma sempre. Umiltà massime d’in-telletto, persuadendosi che sono sempre più conformi al volere di Dio le viste del Superiore e le direzioni da esso date sia nello spirituale che nel materiale.
Il Sig. Rettore ti farà poi l’augurio particolare di cui tu più abbisogni cioè il Discite a me quia mitis sum… et reliqua. Io però ho voluto inculcarti quelle 3 virtù perché veggo qui all’atto pratico il male che produce talvolta la loro mancanza in qualcuno che imparò forse in illis temporibus a non osservarle. E per ora non dico di più. E questa predica puoi anche leggerla a D. Costa ché non gli farà del male.
Dalla lettera di P. Bianciotto vidi che dovette pagarsi lui il treno da Napoli a Torino. Avrebbe fatto meglio a farselo pagar dalla Questura dicendosi privo di mezzi. Ma, pazienza! Ma frattanto avete reclamato subito alla Società dei trasporti marittimi? Ti fo notare che qui noi pagammo per
32 giorni di viaggio a £ 6 al giorno, cioè £ 192 più £ 10 per tassa passaggio Canale di Suez. Bisogna dunque, se non l’avete fatto, reclamar alla Società: 1° per treno Napoli–Torino; 2° pei giorni di vitto pagati di più di quelli impiegati per mare.
Molti mesi fa ti scrissi di cominciar entrefilet sul periodico chiedendo semi ortaglie, legumi ecc. che qui non si possono ottenere o sono subito scadenti o quasi inselvatichite: e ti dicevo di ripeter per molti numeri successivi tale richiesta agli oblatori. Credi che di ortaglie si ha molto bisogno in ciascuna Stazione, essendo necessario per la salute qui in Africa usar abbondantemente di verdura a tavola. Perché non hai ancor pubblicato ciò? Me ne rincresce perché è passata la stagione propizia per raccoglierne. Ora comincia subito a chiederne.
+ Abbiamo necessità di buste di carta e tela per comprendere tutta la posta mensile. Bisognerebbe però che fossero ½ centim. più lunghe perché puoi vedere tu stesso nella busta contenente la presente, stentano ad entrare le buste rettangolari gialle delle altre mie lettere qui unite. Poi bisogna far tutto il possibile per averle sottili e leggiere; ché quelle prime fatteci da Toia pesano troppo e ci si rimette nella spesa d’impostazione. Monsignore poi abbisognerebbe di buste oblunghe come il modello qui accluso, e fatte con carta piuttosto buona perché gli servono per le comunicazioni col Governo per cui adopera sempre carta da macchina Remington. Se non le trovi fatte, puoi farle eseguire dalle stesse suore della Consolatina: ma bisogna sia un lavoro pulito. Appena fatte mandacene 100 per qualità come campione senza valore; dirette, come tutta la posta per ora a Nyeri residenza più frequente di Monsignore.
Perché mi dici che ti stupisci che io ti abbia chiesto 2 seghe ordinarie da marmi, dopo che tu mi scrivesti gli inconvenienti del filo elicoidale? Ma io ti ripeto che ti chiesi seghe ordinarie a mano quali usano tutti i marmisti e che sono come gli strumpur da alberi; ma naturalmente più spesse e temperate durissime. Le manderai alla prima occasione.
+ Le note qui stampate del valore merci che accompagnano ogni spedizione di merce le indirizzerai d’or innanzi non più ai PP. Bianchi ma al Sig. Cavaliere Frigerio Mombasa: egli è spedizioniere e finisce per saper pagare alla dogana meno che i PP. Bianchi. Di questo prenditi memoria in un apposito quaderno ove segnerai tutte le Norme per spedizioni, e tienti pure altro quadernetto con segnato tutte le provviste indicate nelle mie lettere. Tra queste norme di far le casse pesanti non oltre 50 miria e non sotto a 40: a meno di farne da 25 miria: ché i nostri carri che van a prenderle a Moranga portano solo 50, o 55 miria.
+ Si era fatto ultimamente alla Fattoria una casa cucina in pietra arenaria dolce lavorata col piuletto su 5 faccie e posate con solo un po’ di malta di terra grassa nel centro del muro (non sulle faccie esterne ché la pioggia lo guasterebbe). Tra scavo della pietra con mine; trasporto da mezz’ora dalla fattoria coi nostri carri e buoi, sfaccettatura e posa pietre, ci costò £ 10 al m. q. il muro spesso 0,48 cioè £ 20 al m. cubo. L’opera di 5 dei nostri che vi lavoraron pure con 150 giornate complessive!!!, la conteggiai il doppio di quella degli svahili che paghiamo 50 rupie al mese. Come vedi, pur avendo pietra ottima e sull’uscio di casa ci costa cara la fabbricazione in pietra. Abbiam perciò pensato di fabbricarci i blocchi di cemento e ghiaia vuoti (vedi le apposite macchine nel catalogo Montgomery a £ 150 l’impastatrice, e 150 circa la modellatrice). Potresti chiedere ai Sigg. Visetti, cugini di Aquilino Caneparo, qualche norma sul minimum delle nostre prove unendo le proporzioni 6 ghiaia, 3 sabbia, 1 cemento (regola Montgomery circa). Chiedi anche a Nigra qual è il minimum tollerabile 0,1 pei 2 strati come si son fatte le quadrelle da pavimento; 2: pei pavimenti di battuto come nei sotterranei Istituto; 3: quale il minimo di spessore di questi battuti e poi le norme pratiche (nel mescolamento delle materie e posa) per farli di cemento da metter in tali blocchi vuoti, e altre avvertenze pratiche (cose che sarebbero date da Montgomery nel catalogo si fan solo da chi è del mestiere) per tali lavori? Per noi è di suprema importanza usar poco cemento, giacché il Portland che a Mombasa si vende a £ 0,85 al Mg. ci viene a costare al q.le da £ 18,50 a 17,50 a Fort Hall. Da prove che facemmo alla Fattoria i blocchi vuoti con soli 3 cent. di parte per muro spesso 0,28 (che è il minimo per esser solido) ci costerebbero pel solo cemento £ 4 al mq., poi c’è il gran vantaggio di poter far presto e con minor impiego dei nostri. Però stiamo anche studiando di far blocchi colla sola faccia esterna spessa 3 centim. di cemento e ghiaia e il resto con malta da mattoni crudi da lasciar seccare al sole: ma c’è la difficoltà di far stare uniti terra e cemento, pel che si pensò a patte di lamiera zincata messe nella stessa fabbricazione di blocchi; cosa che aumenta la mano d’opera. Puoi parlar di tutto ciò coi Visetti e c’è sempre da imparare qualcosa, che ci scriverai e presto. Se han qualche libro con norme pratiche in tal genere, e che vogliano imprestarlo, ci farebbero piacere e potrebbero riaverlo fra 3 mesi.
P. S.
Mi importerebbe assai il sapere dai Visetti o da Nigra se si possa, ed in che modo, far aderire la terra cruda al cemento, nell’atto che si gettano (cioè al cemento fresco) senza che la terra sciolga e disgreghi il cemento. Chi sa se potrebbe bagnarsi questa faccia del blocco con acqua di gomma del blak-vattle (gomma come quella dei nostri ciliegi) oppure acqua di sapone e catrame od altro? e poi gettarvi la terra in pasta da mattoni? E anche alle facciate interne dei muri fatte con soli mattoni crudi non vi sarebbe qualche spalmatura o pennellatura da fare per toglier loro l’igrometricità e renderli liscii e alquanto duri? Vedi se puoi aver da qualcuno queste informazioni, e se hai buone notizie al riguardo scrivimele subito perché in gennaio s’inizierà già la fattura dei blocchi cemento e terra.
+ Colla prima spedizione di macchine ci manderai 1 quintale di minio in polvere: ma assicurati da Tua di averlo proprio buono e puro: più una botte d’olio cotto, quella quantità occorrente per quel quintale di minio.
+ Ti prego di inserire fra gli abbonati gratis al periodico il Conte Giuseppe De Reali, Treviso. Egli fu alla Fattoria mentre andava alla caccia dei leoni, e ci regalò 500 lire; s’interessò tanto delle nostre Missioni: è milionario.
+ Col ritorno di P. Bianciotti ci manderai, avendone gran bisogno le seguenti qualità di filo da cucire.
1° Marca Stambecco Goeggingen come qui a lato (marca stampata).
Bianco: 6 scatole da 24 bobine caduna del N. 24
“ 6 “ “ “ “ “ “ “ 30
Nero: 6 “ “ “ “ “ “ “ 24
“ 6 “ “ “ “ “ “ “ 30
Giallo kaki 6 “ “ “ “ “ “ “ 24
Attento a non prendere la marca italiana Caprone che val niente.
Filo bianco da imbastire in marche Kilogr. 4.
Filo bianco forte come il N 24, ma in marche ad uso di cuciti a mano (non da macchina) Kg. 3, più Kg. 3 nero. Cotonaccio di rifiuto, bianco o di qualsiasi colore, per rappezzar le vestine Orfanotrofio, alcuni Kilogr.
+ Da quanto ti dissi delle case a farsi con blocchi cemento capirai la necessità che qualcuno dei fratelli, od anche chierici faccia un po’ di pratica da Nigra o da altri cementatori per imparare a maneggiare il cemento e le così dette malizie del mestiere, sia nel fare quadrelle, sia pavimenti in battuto, sia il getto di cemento in blocchi e modelli di qualsiasi genere. Questo credo sarebbe omai più necessario che il far mattoni, che non posson farsi nelle varie missioni (fuorché alla Fattoria) sia per difficoltà di trovar la terra, sia specialmente perché manca il legname da ardere. Termino salutandoti cordialmente.
Tuo aff.mo C. G. Camisassa
