Originale autografo…, in AIMC

Nyeri 9 febbraio 1912 N 43

Ill.mo ed Amat.mo Sig. Rettore,

Spero avrà ricevuto il telegramma speditole ieri, e l’avrà capito: che cioè io sono absolute contrario alla riaccettaz. di P. Bert.… qualunque sia la condizione a cui egli prometta adattarsi. Ne avrei da scriver un mezzo libro sulle pazzie… (per chiamarle così attenuandone la responsabilità) fatte da lui… e sempre con direttive contrarie tra ciò che faceva oggi e domani; stamane o stassera e talvolta da ora ad ora. Da solo non resisterà in nessuna missione… e nessuno può stargli sotto… poi le direttive dell’azione di Missione e nelle relazioni coi neri – sudditi e capi – date da Monsignore per tutti, non esistono mai per lui… poi se la comincio non la finirei. Quindi absolute no per quanto mi consente d’autorità la condizione fattami – immeritatamente – da Roma nell’approvare le Costituzioni e pel sessennio in corso. Anche Monsignore non ha dubbii nella stessa decisione. Poi V. S. rilegga e conservi bene le varie lettere di P. Bert. che le mandai ultimamente… e le minaccie, se non lo si lasciava andarsene…

Graziosa, o piuttosto pelosa, la trovata di scender a Catania, rinunziar al viaggio già pagato, e godersi una traversata di tutta l’Italia a nostre spese… Peccato che quel bonomo di P. Gamberutti gli diede £ 100 nel partire, mentre aveva ordine perentorio di dargliene solo 50… Vuol dire che gli avran servito per quel viaggetto. Il mare brutto, dopo Catania, non conta quasi più perché si costeggia quasi soltanto… toccando Messina, Napoli, Livorno ecc.

Anche per veste e pastrano richiesti nuovi, Monsignore si stupì, perché nel partir da Torino con lui oltre le vesti e pastrani che già aveva ne richiese altre nuove… che qui non usò neppure una volta… e si riportò tal quali in Italia. Ma già mentre è strettissimo nel metter fuori del suo, non ha limiti nello sperperare il nostro… così faceva come capo della Missione e nel Collegio… Ma è meglio far punto su questo soggetto doloroso… ed è meglio scusar tutto collo squilibrio… Prego e faccio pregare acciò riesca a disfarsene.

 + Gli apprezzamenti che le diedi su P. Savio l’avranno stupita… vegga però la lettera qui acclusa una delle tante con cui tengono corrispondenza questi mormoratori… e che Mons. non consegnò al destinatario. Mons. non capisce assolutamente in che consista questo suo svergognamento, mentre si decise a toglierlo solo dopo ripetute richieste di P. Savio, protestante che sotto Gamberutti starebbe mai. E allora lo destinò a Gatturi in luogo di Morino che è qui, ma non dicemmo verbo ad alcuno di tal cambio. Perché dunque si dice svergognato? forse perché si mise un suo – odiato – coetaneo a Superiore a F. H.; come lo svergognamento di [segue cancellatura] sarà da intendersi perché fu messo un altro al suo posto… ma bisogna ben dar soddisfazione al Governatore che ci scrisse minacciando d’esiliarlo dal Kikuiu riserva (cioè l’interno)… e così a Limuru è fuori della riserva. Anche di [segue cancellatura] non si capisce lo svergognamento… certo che quando si mostrano affatto inabili (come quando era [segue cancellatura]), o fan delle fute compromettenti (come quando [segue cancellatura] prese a far il giudice degli affari temporali sugli Akikuiu… senza emendarsi dopo i moniti) bisogna bene spostarlo; ora però [segue cancellatura] è in sito segnante una vera promozione, e vi sta contentissimo… avendo almeno la buona dote di far filare i dipendenti.

 + Mandando Savio a Gatturi, si ordinò a P. Manzon che era colà, di recarsi a Kaetti dove c’era nessuno, perché Panelatti era in cura per clavicola a F. H. Saputo ciò Panelatti – guarito più o meno – partì immediate per Kaetti… onde prevenir l’arrivo di Manzon. Ma giunto questi dovette accettarlo seco; vegga però quel che scrive nel bigliettino qui accluso – in due son dolori… è una frase qui del Kikuiu… per dir che non vanno assolutamente d’accordo. Ieri poi arrivò qui senza preavviso P. Manzon pregando Mons. di toglierlo da Kaetti… al che egli non acconsentì. Se non van d’accordo facciano d’andare… mettendo un po’ di virtù.

 + Le accludo un biglietto di [segue cancellatura] dove vede con che tono chiede d’andar in Italia. Monsignore non gli rispose neppure su tal punto, e quanto ai libri io l’avevo già assicurato [segue cancellatura] che giunto a Torino glie li avrei fatti spedire. Quanto alle gite in Italia io gli avevo già detto e ripetuto che si segue nessun ordine d’anzianità… ma ci va chi ne ha assoluto bisogno, e dopo giustificato questo bisogno esponendo al Superiore i motivi. Ora motivi egli mi confessò che non ne ha.

 + Unisco pure una lettera di [segue cancellatura] a me diretta, ove vede che ora fa il tranquillo, sperando di essere rimesso a capo di una Missione. Quanto alle scuse che reca di non essere stato avvertito dei suoi difetti e sbagli, Mons. accerta nel modo più assoluto che non è vero… e che lo avvertì molte volte… dandogli quasi 2 anni di tempo d’emendarsi dalla sua vita disordinatissima e nulla come capo della stazione… Basti il fatto che dormiva fino alla sant’ora obbligando le suore a stare senza Messa e Comunione… oppure a farla alle ore 11, dopo tre ore di giri nei villaggi… digiune.

 + Mi rincresce sempre darle notizie poco consolanti, ma che fare se le cose van così? Però le ripeto che il complesso va bene…son miseriucce individuali e momentanee…passata quell’ora tutti filano, e del bene se ne fa davvero.

Ordinammo all’Agenzia della Bank of South Africa [segue cancellatura]. Perciò ella favorisca portare  subito (o quasi subito) dopo ricevuta questa mia [segue cancellatura] al Direttore della Banca Commerciale, pregandolo di spedirle subito al Direttore della Standard Bank of South Africa Lmtd, 10 Clement Lane, Lombard Street, London E. C. Ella dica niente dello scopo di tale versamento, ma soltanto che è per soddisfare ad ordinazioni date da Monsig. Perlo alla sede di tale Banca qui a Nairobi. Può mandare anche Luigino a portare tale somma. Conservino bene la ricevuta di tal somma che le farà la Banca Commerciale.

Era già tutto combinato e preparato per partire domani per Meru, ma da 5 giorni piove dirotto… quasi continuamente. Queste piogge sono assolutamente fuori stagione, ché in 10 anni furono mai viste dai nostri in febbraio, il mese secco e caldo per antonomasia. Che farci? Aspettiamo un po’ a partire sperando sempre che cessino.

 + Il Conte Perucca ci mandò diversi libretti, ma non fan proprio pel caso del nostro Collegio dei figli dei Capi… quindi speriamo ci serva meglio la raccomandazione di D. Albera.

 + Favorisca spedire qui a Nyere un po’ presto due o tre gomitoli di filo per fare la tra da calzolaio, cioè ne mettano tanti gomitoli quanti ne porta un pacco campione senza valore cioè da 350 grammi. In seguito provvederò io al mio ritorno.

 + Dica a D. Luigi od a Carlo che vada da Soave, o da altro venditore di essenze per fare liquori (forse anche dal successore della Bergia) e li preghi di un catalogo di tali essenze, con segnativi i prezzi ridotti il più possibile per ciascuna; lo spedirete subito qui a Nyere a Monsignore.

Il mio incomodo di cui le scrissi pare sia un attacco di influenza che dopo 20 giorni non vuol ancor finire… con costipazione, febriciattole [!]… ma spero ben che finirà, e non rinuncio perciò d’andar a Meru, e, dopo, una breve corsa a 2 missioni dell’Uganda, e il 26 marzo – se non cambiano data – partirò col vapore italiano per Torino con Suor Benedetta.

Ringrazii l’Economo per la sua lettera.

Di V. S. aff.mo in G. e M. C. G. Camisassa