Originale autografo…, in AIMC
Nyeri 13 febbraio 1912
Caro D. Luigi,
Nell’ultima mia ti dicevo di assicurarti qual grossezza è necessaria per l’albero di 40 metri, posta la forza motrice a metà, e quindi per soli 20 metri. Tu mi dicevi che per 40 metri il Prof. Silvestri esigeva 15 cent. di diametro, ma temo non gli abbi spiegato bene la cosa. E cioè egli intende che i 30 cavalli di forza abbiano a trasmettersi intieri all’estremità dell’albero, ciò che non è. Perché subito all’inizio dell’albero e poi via via lungo il suo percorso si metteranno macchine… in modo che nei primi 10 metri si son già presi per esempio 8 cavalli: altri 8 nei 10 m. successivi e così di seguito avendo tutt’al più 8, o 10 cavalli all’estremità dell’albero. Bisogna far questa ripartizione per fissare le grossezze dell’albero degradante: ora poi che la forza è posta nel mezzo, lo sforzo di torsione resta ridotto a metà. E tu puoi calcolare che alle due estremità, si porranno macchi[ne] esigenti al massimo 10 cavalli caduna.
Nel computo poi della forza totale, Mons. dice che bisogna tener per base che un bel giorno arriveremo anche a 50 cavalli, naturalmente ripartiti, degradando, sul percorso dei 20 metri da 1 lato e 20 dall’altro. Sembra incredibile come le urgenze improvvise dei lavori di campagna esigono talvolta un grande sforzo momentaneo, adesso per esempio ci giunge improvviso (e affatto straordinario a memoria d’uomo) un periodo di grandi piogge che durano da 12 giorni. Ebbene il caffè è in piena maturazione, e bisogna raccoglierlo anche per pioggia (per fortuna troviamo operaie e boy a iosa)… sicché bisogna per tutto il giorno (e spesso di notte) spolpare, lavare, e sopratutto asciugare con ventilatori esigenti 5 cavalli caduno… (perché il sole non si fa più vedere e il caffè a star bagnato soffre)... Abbiam poi ancor molto grano da battere, asciugarlo, ventilarlo, ecc. ecc. Capisci quindi che i cavalli vapore sfumano con tanto movimento… Eppure bisogna pensar a renderci indipendenti dal sole nell’asciugar i raccolti, ché su di esso alle falde del Kenya e del Kinangop non si può mai fare afidanza.
Quindi ti ripeto bisogna contare su esigenze improvvise di tutto lo sforzo della Pelton fino a 50 cavalli. Questo ti ricordo perché fissi bene la grossezza dell’albero in mezzo e nei due lati.
Poi ti dissi di contrattar bene con Ballari pel prezzo; ed a proposito osserva che Gordon nel catalogo a pag. A 193 segna i prezzi di alberi acciaio torniti ad una media di 4,30 per miria (la libbra è di gr. 454 e i N.i del prezzo sono in scellini e d.). Dico media 4,30 per alberi 9 a 10 cent. di diam. perché per più piccoli il prezzo va da 4,35 a 4,50 p. mgr. E se Ballari vuol di più (ed esigere acciaio naturale), piuttosto li farem venire da Gordon.
Ho veduto che hai segnato Meru sulla copertina Periodico, poco al di là del Sagana… Ci sono
4 giorni di viaggio dal Sagana. Osserva la carta antica pubblicata in Aprile 1906, e troverai Fort Meru al suo posto e Keya al posto di Zura, ed Engocci al posto di Igani. Quindi per l’avvenire ripubblicheremo la carta antica con tutte le missioni in più di allora. Tanti saluti.
Tuo aff.mo C. G. Camisassa
