Originale autografo…, in AIMC

Torino 7 gennaio 1915

Carissimo P. Sales,

Nell’inviarti questo scritto aggiungo due parole. Ci fece molta pena il sapere che (fino a Napoli per ora) soffristi tanto pel mal di mare… Si vede che il demonio vuol vendicarsi in antecedenza del bene che farai in missione… Coraggio e tutto per maggior gloria di Dio e salute delle anime.

Nella fretta della partenza non potei inculcarti, quanto avrei voluto, la raccomandazione di scrivere… ossia scriverai tutto quanto ti farà impressione al tuo arrivo e nei primi tempi perché dopo, anche tu ci farai il callo e non ne sentirai più quell’impressione vivendo in un ambiente, come dice Monsignore, saturo di Soprannaturale che il Signore vi largisce in abbondanza tanto da parervi quello soltanto più naturale. È una grazia grande ed esuberante di Dio, che mostra di voler bene a voi ed all’opera nostra, ma frattanto la conseguenza dolorosa si è che nessuno più scrive di questi incidenti e manifestazioni di una fede nuova, vergine… con circostanze così edificanti quali succedono costì. Bisogna che tu cominci subito a tener sempre il taccuino in mano ed a misura che senti un fatterello che per poco ti colpisca, prendere subito un appunto sia pur breve… e poi rifartelo contare colle più minute circostanze e scrivere… sempre scrivere… e mandare a noi. Il nostro periodico, lo lamentano tutti, è troppo serio e grave con scritti lunghi, belli sì, ma che stancano. La gente pare non abbia più pazienza a legger in due pagine di seguito… anche dai periodici buoni: pretendono ormai quel che è dei giornali inglesi: telegrammi, notiziette… e poi via alle Riviste specializzate sui diversi rami di scienze, industrie etc. etc. ad uso degli studiosi delle diverse materie. Solo oggi mi dicevano un canonico del duomo – e pure oggi una signora per bene – il vostro periodico ha scritti troppo lunghi… stanca al solo misurarne la lunghezza colla prima occhiata. Eppure come posso far io… se dei fatterelli brevi nessuno di voi me ne conta? Ora questo voglio sia il tuo compito speciale, almeno per alcuni anni, e poi speriamo vengano costì altri pieni d’egual buona volontà e spirito d’ubbidienza ed aggiungo pure di coraggio, perché purtroppo ci son quelli che oltre il non scrivere tirano delle frecciate agli scriventi, quasi lo facciano per vanagloria e per mettersi avanti. Sii forte contro questa tentazione, e bada a nessuno; fa’ il tuo dovere e cioè uniformati il più possibile ai desideri dei Superiori… e vedrai che il Signore ti consolerà anche in questo mondo.Dunque siamo intesi: fatterelli, fatterelli…dei già battezzati, dei neofiti… dei pagani pure…

Ti auguro in ispirito un buon proseguimento del viaggio, ed avendo detto al Sig. Rettore che ti scrivevo egli vuole che ti dica pure una parola a nome suo… ed è coraggio, e tranquillo in D.no.

Coi più cordiali saluti tuo aff. in Gesù e M. – C. G. Camisassa