Originale dattiloscritto…, in ASCEP

Torino 15 Gennaio 1915

Eminenza,Ci è pervenuta la riverita sua lettera del 17 p.p. (protocollo N° 2043/14) con l’accenno alle osservazioni fatte dal Vescovo Ap.co del Zanzibar riguardo all’esercizio del sacro ministero per parte dei nostri missionari nella stazione – procura di Limuru. Una risposta più completa potrebbe forse darla meglio Mons. Perlo, tuttavia pel ricordo che ho delle pratiche fatte presso S. Propaganda, e per quanto ho visto nella mia dimora a Limuru nel 1911 e 1912, credo d’esser in caso di dare una risposta soddisfacente. Per questo occorre richiamare la storia di quella fondazione.

Dopo soli tre mesi dall’ingresso dei nostri nel Kikuiu il Governo inglese, sobillato dal vescovo protestante di Mombasa, con decreto del 24 settembre 1902 ordinò loro di ritirarsi dalla missione di Tusu, pel motivo che non poteva colà garantirne la sicurezza personale. I nostri protestarono e, come compenso delle spese incontrare per quella loro prima fondazione, chiesero ed ottennero dal Governo di fondare due altre missioni: una in vicinanza del forte Hall, l’altra sulla ferrovia dell’Uganda presso la stazione di Limuru: una località allora deserta, epperciò messa in vendita a grandi lotti ai coloni bianchi. Acquistato il terreno che parve adatto per erigervi la missione, Mons. Perlo pensò subito a farvi venire degli indigeni chiamandoli dalla Provincia del Kenya, allora dichiarata Riserva per gli Aghikuiu. A questi egli procurò lavoro sulla stessa sua proprietà con la coltura di ortaglie, cointeressandoli nel ricavo della vendita di queste, portate colla ferrovia a Nairobi, e così secondo il suo sistema cercò portarli col lavoro retribuito ad incivilirsi, nello stesso tempo obbligandoli ad istruirsi nella religione. Per tal modo ebbe principio la cristianità di Limuru, accresciuta più tardi con altri indigeni venuti dal Ghikuiu come lavoratori presso i coloni bianchi in prossimità della nostra missione, alla quale accorrono per essere curati ed istruiti. Nello stesso tempo si andavano costruendo, annessi alla missione, diversi fabbricati ad uso di magazzini della casa-procura, per le relazioni dei nostri coll’Italia e per quanto dovevano procurarsi dall’estero. Tutto ciò procedeva di pieno accordo col Vicario Ap.co di Zanzibar, che data allora la giurisdizione per quella missione, non mi consta averla mai revocata; anzi la presupponeva quando – anche dopo eretta la Provincia del Kenya autonoma – richiese parecchie volte a Mons. Perlo l’elenco annuale del lavoro apostolico compiuto nella stazione di Limuru, per comunicarlo come cosa sua alla Propagazione della Fede. Da questo solo fatto i nostri avrebbero potuto dedurre che erano e sono in regola esercitando giurisdizione parrocchiale a Limuru. Ma essi invece appoggiavansi ad altre ragioni.

Quando il 1° aprile 1905 ci parve conveniente chiedere alla S. Propaganda l’erezione della Provincia del Kenya in missione indipendente, nel Memoriale presentato a tal fine venne elencato Limuru come Missione e Casa-procura, specificando il lavoro apostolico ivi compiuto, e fu richiesta l’inclusione di essa come tale nell’erigenda Prefettura Apostolica. La nostra domanda fu accolta e Limuru fu aggregato alla Provincia del Kenya colle parole : cum statione Limuru ut sit domus procurationis; un’espressione che rilevammo subito essere un po’ oscura e che poteva dar luogo a discussioni sulla sua estensione.

In una visita fatta allora al compianto Mons. Veccia gli esponemmo queste nostre riflessioni ed egli chiamato Mons. Bruni, estensore del decreto, gli chiese schiarimenti in proposito. Entrambi convennero che quella dicitura a tutta prima presentava qualche ambiguità, ma soggiunsero che la si doveva interpretare in conformità della nostra domanda e secondo il tenore del decreto, e che così collazionata non lasciava dubbio ragionevole sul suo significato, che era della concessione d’una vera Missione quale funzionava allora con annessa Casa-procura. Difatti nel sovraccennato Memoriale, Limuru era come dissi, pareggiato alle altre stazioni di Missione, indicata quale Missione di S. Giuseppe e Casa-procura (pag. 31); se ne descriveva il lavoro apostolico ivi compiuto (pag. 28), e si chiedeva che fosse staccata dal Vicariato apost.co di Zanzibar, ed unita alla nuova Missione indipendente.Nel supplemento poi a detta relazione presentato il 6 settem. 1905 (A. 1905 N° 37 Prot. N°67952) a pag. 7 si diceva di Limuru esser “conveniente sia anche indipendente, per evitare quei probabili attriti che potrebbero sorgere qualora continuassimo ad avere stazioni dipendenti dai Padri dello Spirito Santo”.

Tale la nostra domanda. Il Decreto poi usa una frase unica dicendo che “erige in Missione indipendente la Provincia del Kenya cum statione Limuru”, e con ciò collega le due concessioni in modo tale che l’indipendenza è evidentemente data nella stessa misura ad entrambe. La parola statione ivi adoperata non può intendersi altrimenti che come sinonimo di missione, e fu usata sia perché la parola missione fu in esso riservata alla Missione indipendente, sia perché nel nostro Memoriale le missioni della provincia – quella di Limuru compresa – sono ripetutamente appellate stazioni.

Quanto all’aggiunta “ut sit domus procurationis” essa esprime il movente della concessione da parte del legislatore, e cioè la necessità nostra d’aver quella stazione per tenervi la Casaprocura, ma non ne consegue che siasi voluto restringere la concessione stessa alla casa-procura; cosa che dovevasi esprimere chiaramente dicendo “ut sit tantummodo domus etc.”. Su questo punto si potrebbe in certo modo applicare quella massima: “ratio juris non est jus”, e cioè che il motivo d’una concessione non ne restringe perciò solo la portata. Oggetto immediato e diretto della concessione è la stazione, il motivo vi è accennato in modo indiretto, tanto che può ben dirsi non esser neppure stata fatta la concessione della casa-procura. E non fu fatta perché di essa non avevamo fatta speciale domanda, a motivo che non credevamo ci fosse bisogno di un permesso della S. Propaganda per la medesima. A noi pare infatti che per una casa-procura in territorio altrui, con la solita dipendenza all’Ordinario del luogo, non sia necessario ricorrere alla S. Propaganda; riteniamo anzi che quella si possa mettere, togliere, spostare dove più conviene per le esigenze di commercio, di viabilità. Fu per questo che non avevamo fatto domanda della semplice casa-procura a Limuru. Dire perciò che la concessione della stazione etc. deve intendersi della sola casa-procura è come dire che si fece una concessione inutile, senza motivo; perché concessione di cosa che qualunque Istituto ha già diritto d’eseguire senza speciali facoltà della S. Propaganda. La conseguenza è dunque evidente, e cioè che come fu chiesta una vera missione indipendente, così questa fu accordata. Del resto potrei aggiunger che lo stesso Vic. Ap. di Zanzibar dovrebbe desiderare che noi continuiamo a far di missione a Limuru, perché secondo la legge inglese nessuna altra missione può mettersi fuorché a dieci miglia di distanza dalla nostra; per cui senza di noi resterebbe una larga zona da nessuno evangelizzata.

Fiducioso di benevolo responso, mi prostro al bacio della S. Porpora implorando la Sua Santa

Benedizione. Di Vostra Eminenza

Umilissimo, Ossequentissimo Obbedientissimo

Can.co Giacomo Camisassa

Vice Superiore