Originale autografo di Lettera in risposta degli auguri ,mutila…, in ASMC

29 luglio 1918

Tornando agli auguri, conditi coi propositi, voi mi assicurate di voler veramente mettere in pratica l’Age quod agis… e sta bene… Nessuna testa nel sacco, sebbene tanti ve ne siano sul solaio, ma lasciateli lassù. Notate però che l’“Age quod agis” vuol dire: “Bada a quel che fai”… Dev’essere come un richiamo che vi figurate di udire ad ogni momento da Padre… e che ripetete voi stesse… ma qual risposta dareste voi a Padre se fosse lì a dirvelo? Ve la suggerisco io nelle parole del salmista: “Anima mea in manibus meis semper”, che si può tradurre in breve: “Sono presente a me stessa, a quel che fò” come ciò che si tiene in mano, dicono gli interpreti, è sempre sotto gli occhi, così aver l’anima sempre nelle mani, vuol dire tenerla sempre di mira, sempre in osservazione, sempre sotto gli occhi. E dicendo anima si comprendono tutte le facoltà dell’anima, intelletto, volontà, affetti… Cioè pensieri, fantasia, desideri, aspirazioni… affetti di amore e di avversione e via dicendo. Perciò il tenerli sempre d’occhio equivale a non lasciarli mai.

Mai scartare dalla via del dovere… o richiamarli appena vogliono od accennano a scartare. È un lavoro improbo umanamente parlando questa sorveglianza continua, su noi stessi, su tutti i moti dell’anima, eppure è il segreto della santificazione… è quella pratica di quella vita di fede tanto raccomandata dai maestri di spirito e di vita interiore.

Dunque vi lascio, con questi riflessi, e spero che quando vi dirò l’“Age quod agis”, saprete cosa potrete coscienziosamente rispondere…